Le tue piante di casa e appartamento

Consigli per la cura, la riproduzione e il mantenimento delle tue piante da appartamento o da giardino? Quì troverai tanti consigli per avere sempre piante sane e verdeggianti

Il tuo orto e terrazzo sempre rigogliosi

Il piacere di dedicarsi alla cura delle piante in casa,terrazzo o in giardino.

Le nostre succulente, come si curano e fanno fiorire ?

Il mondo esotico delle piante grasse si svela attraverso articoli interessanti, precisi e dettagliati.

L'orto di casa

E' solo un fazzoletto di terra? poco spazio ma tanta voglia di verde

Le piante carnivore

Le piante carnivore, uniche e peculiari nel regno vegetale, hanno forme curiose, fioriture strane, sono delle particolari piante che intrappolano e consumano animali e protozoi per sopravvivere, fiorire e riprodursi.

Visualizzazione post con etichetta Balcone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Balcone. Mostra tutti i post

La Gloriosa Superba, ovvero il giglio rampicante.


Gloriosa e superba: due parole che non hanno bisogno di spiegazione perchè identificano senza ombra di dubbio una delle più attraenti e belle bulbose a fioritura estiva.
I superbi fiori della gloriosa sbocciano in abbondanza e continuativamente per tutta la primavera e l'estate garantendo colore e fiori da recidere in abbondanza..
Pur essendo simili a gigli -ma molto più grandi- quando sono in boccio sembrano campanule di colore verde mentre quando sono aperti sembrano tante fiammelle di colore rosso – arancio composte da sei tepali gialli, arancio o rossi  dal bordo esterno arricciato.
Come fiore reciso si può usare sia il singolo fiore che il racemo terminale: se i fiori vengono colti prima che i tepali si estroflettano, possono durare in vaso anche otto giorni.
Nonostante sia originaria di zone tropicali caldo-umide, la Gloriosa sa adattarsi ad ambienti di coltivazione diversi, da terreni poveri e siccitosi ad altri, più confacenti, ricchi e umidi.
La coltivazione può iniziare in qualsiasi periodo dell’anno per la fornitura di fiori da taglio o di piante fiorite in vaso.

Concimazioni
La Gloriosa abbisogna nel periodo vegetativo di temperature al di sopra dei 18°C.Somministrare regolarmente concime liquido disciolto nell'acqua di annaffiatura.
Per quanto riguarda la luce, desidera un esposizioni soleggiate in inverno e ombreggiate in estate.

Annaffiature 
in primavera si deve irrigare progressivamente, ma le annaffiature devono essere sospese dopo la fioritura.

Terriccio
predilige terreno soffice, leggermente sabbioso,  ricco di sostanza organica e ben drenato per favorire il drenaggio dell’acqua ed evitare il marciume dei tuberi.

Cure
Recidere i fiori appassiti e sostenere la pianta con canne di bambù o posizionarla a ridosso di un gazebo, di una pergola o di grate a parete per rampicanti.

Moltiplicazione
Si moltiplica separando dalla pianta madre i tuberi, alla fine dell'inverno tagliando il tubero nella zona di connessione delle due braccia della V oppure da seme.
I semi devo essere ripuliti dalla pellicola raggrinzita e rossastra fino ad esporre un tegumento bruno scuro, per evitare la formazione di muffe durante la germinazione; per agevolare l’operazione si possono lasciare a bagno per 24 ore.
La germinazione è piuttosto lenta, sino a quattro mesi. Nel primo anno si formano tanti piccoli tuberi bozzoluti che solo nelle stagioni successive daranno origine ai caratteristici tuberi.

Malattie, parassiti 
Le malattie più frequenti sono gli afidi che colpiscono gli apici vegetativi, il ragnetto rosso che fa ingiallire precocemente le foglie e il marciume da batteriosi del tubero.
Contro gli afidi sono efficaci trattamenti con prodotti specifici.

Come coltivare il pomodoro ciliegino nell'orto o sul balcone



Il pomodoro ciliegino si coltiva ormai in quasi tutte le regioni italiane ma, in modo particolare, nella zona sud-est della Sicilia, dove le caratteristiche climatiche ed ambientali ( salinità) sono più idonee.
In fatto di terreno, il pomodoro ciliegino non è particolarmente esigente, riesce ad adattarsi bene anche a quelli difficili e sassosi, l’importante che abbia sempre la possibilità di ricevere acqua.
Ovviamente questo ortaggio ha un terreno che preferisce ed è quello poco acido o neutro e ricco di sostanze nutritive.

Cure
È un ortaggio che si adatta a differenti climi e a vari tipi di terreno,compresi quelli sassosi; le piante
adulte, inoltre, tollerano abbastanza bene anche la salinità.Non esige particolari cure, ma dà grandi soddisfazioni anche in vaso (almeno 25 centimetri di diametro) sostenendo le piante con un tutore
  • Coltivazione e semina
Spesso, per praticità, si mettono a dimora piantine acquistate in vivaio, ma ci si può facilmente produrre da soli le piantine usando del pane di terra (semina attorno a metà marzo per trapiantare da fine aprile in poi).
In questo caso è necessario disporre di piccoli vasetti in materiale plastico e dell’apposito terriccio per semine e trapianti.
L’adattabilità del pomodoro ciliegino ai vari tipi di terreno (compresi quelli difficili come sono i suoli sassosi, purché si possa irrigare in modo continuativo) è piuttosto elevata, l’importante è che sia assicurato sempre un rapido sgrondo dell’acqua dal terreno).

Trapianto.
Il periodo di trapianto in pianura padana va in media dalla fine di aprile alla prima decade di maggio.
Nelle regioni meridionali questo periodo può venire anticipato anche di oltre un mese a seconda del clima delle differenti zone.
In genere, dato che le piante possono svilupparsi notevolmente e si allevano due-tre fusti per pianta, è opportuno mettere a dimora non più di due piante per metro quadrato.
E' importante ricordare che per la sua coltivazione i valori minimi della temperatura non devono scendere
sotto i 10-12° C, mentre quelli più idonei per la vegetazione sono sui 21-23° C (si può arrivare fi no a 26° C).

Cimatura
Come per i pomodori da tavola, per ottenere piante con soli due o tre fusti si esegue la cimatura, cioè si toglie con delicatezza il germoglio principale quando le piantine hanno 5-7 foglie vere (cioè 5-7 foglie oltre le prime due che si formano, dette cotiledoni, che hanno forma e dimensioni molto diverse dalle altre).
In questo modo si crea un equilibrio tra vegetazione e produzione che risulta maggiore come quantità e migliore dal punto di vista gustativo (frutti dolci e ben colorati, senza, o con poche, screpolature o spaccature).
Una volta che i fusti sono cresciuti in modo sufficiente, si legano ai sostegni definitivi che dovranno essere alti e robusti.

Concimazione naturale
Prima dell’impianto si può spargere letame o compost (4-6 chilogrammi di letame o 3-5 chilogrammi di compost maturi per metro quadrato) , sebbene nei terreni fertili, da tempo coltivati e concimati, si possano ridurre le quantità (4 chilogrammi di letame oppure 3 chili di compost per metro quadrato).
Non disponendo di letame o di compost si può adoperare letame essiccato-concentrato (o pollina) non superando mai i quantitivi indicati per le singole colture (in media 250 grammi per metro quadrato).

Concimazione minerale.
Si possono utilizzare anche concimi organo-minerali (che si trovano con sempre maggiore facilità). I quantitativi vanno, in linea di massima, da 100 a 120 grammi per metro quadrato (bisogna comunque attenersi alle indicazioni fornite dal produttore).

Parassiti e malattie
Il pomodoro ciliegino presenta in media una buona rusticità, e spesso è possibile ottenere la produzione senza interventi antiparassitari, per questo gli interventi antiparassitari non sono necessari o lo sono in misura molto limitata.
Vedi anche: parassiti e malattie del pomodoro


  • Varietà
Le principali varietà di pomodoro ciliegino sono:

1-Ciliegia o Cherry
2-Ciliegia F1
3-Suncherry
4-Pepe
5-Chipano
6-Small fry
7-Lilliput
8-Gold nugget
9-Tondino




Coltivare i garofani con successo



I garofani sono specie erbacee di solito perenni e rustiche;  vengono utilizzate per la decorazione di aiuole, giardini rocciosi e sempre più spesso balconi..
Le piante di questo genere sono tutte velenose: le foglie, a contatto con la pelle, possono causare ulcerazioni; mentre, se ingerite, rappresentano un potente veleno ad azione sul cuore.
La fioritura dei garofani avviene tra aprile -ottobre a seconda delle specie.


Varietà di garofani

Le varietà di garofani sono tante alcune di breve durata, altre invece annuali o biennali altre ancora perenni.
Tra le specie più diffuse ricordiamo il garofano comune, G. caryophillus, il G. barbatus noto come garofan0 dei poeti, e il G. superbus intensamente profumato.


Tutte le varietà non necessitano di particolari cure; amano le posizioni abbastanza soleggiate, purché possano godere del refrigerio dell'ombra nelle ore più calde del giorno


Terreno
Pur preferendo terreni sciolti, il garofano si adatta bene anche a terreni pesanti purchè venga assicurato un buon drenaggio ed una buona dotazione di sostanza organica.

Innaffiature

Per una buona fioritura necessitano di annaffiature regolari nelle settimane primaverili, con clima mite; le precipitazioni in genere ci sono d'aiuto, ma se la primavera si presenta particolarmente siccitosa è bene annaffiare i garofani quando il terreno appare asciutto.


Spuntatura 
questa sin pratica solo nel garofanino e interessa solo la prima fase di coltivazione. Prevede di asportare la gemma centrale con il bottone fiorale, raramente è necessario spuntare i rami laterali poiché il garofanino cresce ben compatto.



Concimazione
 le specie perenni vanno concimate in primavera ogni 20 giorni con concime specifico per piante da fiore, diluito nell’acqua delle annaffiature oppure ogni 3 – 4 mesi con concime granulare a lento rilascio.



Trattamenti Antiparassitari:

dopo il trapianto, per prevenire le malattie delle radici e del colletto(Rhizoctonia solani, Pythium ultimum, Phytophthora spp.), irrigare il vaso con uno dei seguenti fungicidi: propamocarb (Previcur 100 ml/hl), Toclofos-methyl (Rizolex 150 g/hl) ripetere il trattamento altre volte per via fogliare.



Come coltivare la Clemantide in giardino o sul balcone


La Clematis è un genere di piante Spermatofite Dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Ranunculaceae, dall’aspetto cespuglioso e con copiose infiorescenze.
Le clematidi, pur essendo presenti da millenni in territorio europeo, comparvero nei nostri giardini soltanto nel medioevo proprio al ritorno dei crociati.

Le clematidi che oggi crescono nei nostri giardini provengono tutte dall’America, dalla Siberia, se non addirittura dalla Cina, perché, dopo tre secoli abbondanti d’oblio, furono reintrodotte come piante ornamentali esotiche, esclusivamente per la suggestione dei colori; i fiori, come spesso accade, sono leggermente più grandi di quelli nostrani ed oggi si trovano sul mercato anche specie sempreverdi.

Le specie erbacee sono di solito perenni e rustiche e vengono utilizzate per la decorazione di aiuole e giardini rocciosi. Le piante di questo genere sono tutte velenose: le foglie, a contatto con la pelle, possono causare ulcerazioni; mentre, se ingerite, rappresentano un potente veleno ad azione sul cuore.

Come avrete capito, la clematide è un fiore perfetto per ogni tipo di giardino o terrazzo. Per curarla al meglio e farla crescere vigorosa e ricca di fiori, ecco i consigli che vi servono.

Coltivazione
Le clematidi non temono il freddo anche se durante il periodo di riposo vegetativo invernale tendono a perdere completamente la parte aerea

Terreno
Prediligono i terreni soffici e ricchi di sostanza organica, meglio se alcalini. Possono possono essere coltivate anche in vaso, ricordando pero' di rinvasarle ogni due anni.

La potatura

La potatura è da praticarsi in primavera, prima che abbia luogo la fioritura

Coltivazione

Durante la stagione vegetativa, affinché si possa godere delle loro copiose fioriture, è opportuno possano ricevere il sole diretto per almeno alcune ore al giorno.

Concimazione
Le clemantide vanno concimate ogni 10-12 giorni mescolare all'acqua delle annaffiature del concime per piante da fiore, ricco di azoto e potassio ma povero di fosforo.

Moltiplicazione
per ottenere nuove piantine si può ricorrere alla semina, alla talea o alla propaggine. Le clematidi si seminano in marzo, in terrine, riempite con composta per semi.
Queste andranno tenute in cassone freddo o in serra fino alla germinazione (un mese circa); quindi le nuove piantine dovranno essere ripicchettate in singoli vasi, riempiti con terriccio, torba e sabbia, che dovranno essere interrati all’aperto.
Dal successivo mese di ottobre saranno pronte per essere messe a dimora.

Parassiti e Malattie
tra i parassiti che più insidiano le Clematidi, ricordiamo le lumache, gli afidi e le forbicine, che danneggiano i tepali e le foglie.
Per quanto riguarda le malattie, il seccume, che comporta l'appassimento e la morte dei germogli, e il mal bianco, che si manifesta come muffa biancastra sui fiori e sulle foglie tra i più comuni.




L'Anthurium


L'anthurium è una pianta a fogliame decorativo della famiglia delle Araceae originaria dell'America equatoriale e sub-equatoriale.
Il genere Anthurium comprende diverse specie che devono essere coltivate esclusivamente in serra calda, alcune apprezzate come piante ornamentali per i fiori molto decorativi come l' Anthurium andraeanum e l' Anthurium scherzeranum con fiori (spesso utilizzati anche come fiori recisi) formati da una grande spata color rosso-lacca, salmone, bianco o rosa, uno spadice sottile ben eretto da cui originano i fiori.
Le foglie sono grandi cordiformi o lanceolate, la fioritura dura da giugno a settembre.Questa pianta è di coltivazione abbastanza semplice, per ottenere però una fioritura molto prolungata ed una pianta sana e rigogliosa è necessario prestarle qualche cura, o otterremo un pane di radici che porta pochissime foglie e nessun fiore

La sistemazione in casa dell'anthurium è la penombra luminosa, mai in piena luce o al sole diretto e lontano da possibili correnti d'aria.
  • Fioritura
La fioritura dura da giugno a settembre, ma si può sfruttare la tendenza naturale della pianta a fiorire di più in inverno per avere vasi fioriti da dicembre a Pasqua. 
Il vero fiore non è la brattea ma si trova sullo spadice ed è costituito da minuscole protuberanze. Le spate fiorali durano molto a lungo, ne esistono diverse varietà con tonalità differenti (rosso-arancio, bianco, rosa, giallo o con punteggiature bianche).

Gli Anthurium necessitano di una temperatura intorno ai 20°C, non scendere sotto i 10°C. Si possono coltivare o mantenere anche a temperature inferiori, ma crescono e fioriscono poco. 
Le esigenze non cambiano durante il periodo vegetativo. 
Per favorire una fioritura migliore l'anno successivo, è necessario esporla ad un "periodo freddo", cinque settimane di temperatura minima intorno ai 12°C. durante il corso della notte.
  • Cura
L'anthurium va annaffiato abbondantemente ma senza eccedere facendo in modo che la terra non rimanga mai asciutta

Le foglie vanno periodicamente pulite dalla polvere con uno straccio morbido bagnato d'acqua. Non usare MAI lucidanti fogliari che otturano gli stomi della pianta impedendole le normali funzioni fisiologiche.

Circa ogni due anni, utilizzando un terriccio ricco di torba e dopo aver cosparso il fondo del vaso con ciottoli o argilla espansa per garantire un miglior drenaggio idrico

Attenzione agli sbalzi di temperatura che non sono molto graditi.
Durante l'estate vegetano molto bene a temperature di 23-25°C circondata da un ambiente umido mentre d'inverno le temperature non devono scendere sotto i 15°C.

Eccessi di annaffiature, che portano il terreno ad essere sempre bagnato, inzuppato di acqua, portano spesso allo sviluppo rapido di dannosi marciumi radicali o del colletto, che si manifestano con il vistoso ingiallimento del fogliame, concomitante alla presenza di vegetazione molliccia, e di fusti che ricadono.
  • Terriccio
Gli anthurium sono piante semiepifite che ichiedono un substrato molto grossolano, ricco di sostanza organica e con un ph compreso tra 5 e 6.
  • Moltiplicazione
Si possono moltiplicare per divisione dei cespi, talea o seme. La divisione dei cespi viene effettuato in marzo-aprile, avendo cura che ogni parte presenti almeno un germoglio e utilizzando una miscela di terreno uguale a quella usata per la pianta madre. 
  • Malattie
  1. Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e lasciano la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con prodotti specifici.
  2. Malattie fungine: si manifestano sulle foglie con macchie brune o giallastre e attaccano più facilmente le specie con foglie vellutate sulle quali ristagnino a lungo gocce d’acqua. Le foglie colpite devono essere asportate e la pianta va trattata con prodotti anticrittogamici.
  3. Cocciniglia cotonosa: può attaccare gli anturi, specie in presenza di clima caldo e secco. Occorre eliminarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale 
  4.  Marciumi radicali: fare molta attenzione al drenaggio dei vasi, per evitare ristagni d’acqua sul fondo del vaso (riempire lo stesso con un terzo di materiale di drenaggio).
  5. Ingiallimento delle foglie: può essere causata da eccessive annaffiature.
  6. Fiori che non compaiono o non si aprono del tutto: la pianta non è stata concimata bene.

Il Gelsomino d'inverno (Jasminum nudiflorum)


Questo stupendo arbusto, si coltiva sia in capaci fioriere sul balcone, da dove stupisce i vicini quando c’è ancora poco verde da vedere in giro, oppure in piena terra per abbellire i nostri giardini primaverili.. Ancora più sorprendente è la specie a cui appartiene: il gelsomino, precisamente il“gelsomino d’inverno”, Jasminum nudiflorum, anche detto “gelsomino di San Giuseppe”.

E' una pianta molto rustica, vegeta bene in qualsiasi posizione, sia in pieno sole che all'ombra completa. Ricordiamo che le piante in pieno sole fioriscono copiosamente, mentre quelle all'ombra tendono a produrre più foglie che fiori. 
Se gli inverni sono particolarmente rigidi può occasionalmente accadere che il gelo rovini i boccioli floreali, se si vive in zone con inverni molto freddi è quindi opportuno vigilare e, se necessario, coprire la pianta con tessuto non tessuto in dicembre e in gennaio.
  • Coltivazione e cure
Il gelsomino di S. Giuseppe non ha particolari necessità per quanto riguarda il terreno, poiché si adatta benissimo anche nella terra di giardino; per migliorare lo sviluppo della pianta è comunque bene mantenere il substrato ricco di humus, aggiungendo ammendanti e concimi se la crescita della pianta e le fioriture sono troppo scarse. 
Nel mettere a dimora questo arbusto si ricorda di garantire un buon drenaggio aggiungendo materiale grossolano al terreno intorno alle radici

Autunno: tempo di tulipani!





Quando piantare i bulbi di tulipano?


Tutti i tulipani fanno parte del genere Tulipa della famiglia delle Liliaceae.
Si tratta di bulbose originarie prevalentemente dalla Turchia e dall'Asia Minore, ma anche dall'Estremo Oriente e parzialmente dall'aree mediterranea.
Si conoscono oltre 100 specie e numerosissime varietà e ibridi naturali.

Periodo di piantumazione: Autunno. 

Planting bulbI bulbi dei tulipani si piantano in autunno o alla fine dell'inverno sia in piena terra che in vaso. I bulbi possono essere lasciati a dimora per un paio d'anni dopo di chè sarà bene dividere i cespi dei bulbi per dare aria al tulipano.
Se ogni anno si tolgono i bulbi dalla terra tenerli fuori dalla portata dei topi.

Profondità di piantumazione: 
La profondità, alla quale deve essere posto il bulbo, è di 10/15 cm; tra un bulbo e l'altro mantenere la distanza di circa 10-25 cm, che comunque può variare a seconda della varietà e dell'effetto, più o meno fitto, che si vuole ottenere.

I tulipani prediligono terreni leggermente basici, ma gli ibridi da giardino riescono bene anche in suoli a reazione neutra o un poco acida.
Evitare di piantare tulipani in terreni con molta torba. Per i tulipani coltivati in vaso mettere attenzione al drenaggio.

 Luce: I tulipani devono essere piantati in una zona soleggiata e, al tempo stesso, riparata dai venti.




La Lisetta ( Impatiens )





Genere: comprende circa 850 specie di piante suffruticose, sempreverdi, annuali o perenni, rustiche, semirustiche o delicate.
Le specie delicate sono indicate per la coltivazione in serra o in appartamento. Le specie annuali semirustiche e rustiche sono particolarmente adatte per formare bordure miste.

 Temperatura:
la temperatura minima invernale non deve essere inferiore a 15-120°C, affinché fioriscano per un lungo periodo. In ogni caso non è consigliabile esporre le piante a temperature inferiori a 13 °C.

 Luce: 
molta e diffusa, ma al riparo dai raggi diretti del sole.

Annaffiature
le annaffiature dovranno essere frequenti in estate (ogni due giorni), una volta alla settimana d'inverno.


Terriccio: 
terra da giardino, con aggiunta di terra di foglie mature, torba e sabbia.

Concimazioni 
 In estate è bene somministrare concime liquido a cadenza settimanale
 Per mantenere vivaci i colori dei fiori si possono somministrare estratti sangue secco.

I frutti 
Sono delle capsule che al minimo tocca si aprono effettuando dei veri e propri lanci. Infatti, quando i semi sono maturi, la capsula si asciuga, le relative cinque valve in cui è suddiviso si allungano come un elastico che al minimo tocco "esplode" scagliando i semi lontano
 Moltiplicazione 
Per seme, a primavera, in terrine con una miscela di torba e sabbia
Quando le piantine saranno cresciute abbastanza potranno essere trapiantate nei singoli vasi.
Le Impatiens si moltiplicano facilmente anche per talea, utilizzando a tale scopo porzioni apicali di ramo lunghe 8-9 cm., che dovranno essere messe a radicare in vasi contenenti torba e sabbia o direttamente in acqua, meglio se alla temperatura di 16°C. 

Malattie e parassiti 

  1. Gli Afidi: possono attaccare i getti giovani stimolando la pianta a produrre sostanze zuccherine che la rendono soggetta ad attacchi 
  2. Si combattono con insetticidi specifici. 
  3. Il Ragnetto rosso: può attaccare le foglie, determinandone l’appassimento. Si previene evitando di tenere la pianta in luoghi caldi e asciutti.
  4. Si combattono con acaricidi. - Foglie che avvizziscono, ingialliscono e cadono: freddo e correnti d’aria fredda.

La margherita (Chrysanthemum leucanthemum)


Le margherite (Chrysanthemum leucanthemum)  piante erbacee perenne della famiglia delle Asteracee, sono uno dei fiori più amati e facili da coltivare.
Può raggiungere un’altezza di 90 cm. Le foglie sono divise in basali (spatolate con i margini seghettati) e superiori (profondamente incise).
Si coltiva con successo sia in piena terra per abbellire il nostro giardino, che in vaso.

Concimazioni 
E' utile intervenire con fertirrigazioni bilanciate (1:0,5:1 in inverno e 1:0,5:2 dall’inizio di febbraio) a concentrazioni del 1-1,5 ‰ nella fase centrale del ciclo e anche 2 ‰ in quella finale. Periodicamente si integra la fertirrigazione con microelementi e chelati di ferro e magnesio per favorire lo sviluppo ed avere una buona colorazione fogliare.
Segue la guida per la coltivazione delle margherite in vaso, dalla semina alla riproduzione per talea, alle cure colturali, dalla concimazione alla cimatura e innaffiatura, dal rinvaso alla protezione dalle condizioni climatiche avverse, alla difesa dagli attacchi dei parassiti animali e vegetali.

Condizioni climatiche ideali:
prediligono un clima caldo-temperato ed un’esposizione soleggiata per almeno 5-6 ore al giorno. Temono le condizioni climatiche estreme, con temperature che scendono di 6-7 gradi sotto lo zero. In presenza di tali eventi, vanno riparate in serre non riscaldate. Per la coltivazione in vaso, quest’ultimo può essere collocato sia sul balcone, dove la pianta potrà usufruire della luce diretta del sole, che in un angolo della casa bene illuminato, possibilmente con una temperatura prossima ai 16- 18° C.

Caratteristiche del terreno: risulta indicato un terreno sabbioso, con un PH acido - neutro, asciutto, fertile ricco di humus e ben drenato.

Scelta del vaso: il mercato offre diverse tipologie di vasi che differiscono per forma, grandezza e materiale.
Per le margherite va bene ogni forma, da quella quadrata a quella rettangolare o circolare. Anche il materiale può essere scelto in base al gusto personale: terracotta, legno, cemento e graniglia, ceste di vimini, anche se sono da preferire quelli in plastica, più economici e leggeri, facili da spostare. Circa le dimensioni, se si opta per un vaso circolare il diametro non deve scendere al di sotto dei 18-20cm.

Riproduzione delle margherite: preferibilmente per semina, oppure per talea.

Per semina. Il periodo migliore per la semina va da fine inverno-inizio primavera, febbraio-marzo. Una volta scelto il vaso, coprite i buchi sul fondo con piccoli sassi o frammenti di coccio per drenare l'eccesso d'acqua e riempitolo con il terriccio fino a pochi cm dal bordo.
Distribuite i semi e copriteli con un sottile strato di terreno.
Procedete con una leggere innaffiatura con uno spruzzatore per evitare di modificare la distribuzione dei semi.
Coprite il vaso con un foglio di plastica trasparente fino alla germinazione.
 Le nuove piantine saranno pronte per essere estirpate e piantate nella dimora definitiva nella seconda metà della stagione primaverile.

Per talea.
Per lo scopo, si utilizzano alcune parti della pianta esistente (cima del germoglio o parte mediana del germoglio) tagliate e collocate nel terreno per favorirne la germinazione. I periodi migliori per la riproduzione per talea coincidono con le stagioni fresche, autunno e primavera. Per la margherita la lunghezza ottimale delle talee é prossima ai 10-12 cm. In attesa dell’impianto, per impedire che le talee appassiscano, si consiglia di metterle in acqua o di bagnare le foglie di tanto in tanto. Ogni talea necessita di un proprio vaso. Non esporre le talee alla luce diretta del sole.

Annaffiatura: 
le margherite vanno innaffiate con regolarità durante la stagione vegetativa, da marzo a settembre, per ridurre man mano gli interventi passando all’autunno, quindi all'inverno.
Come per tutte le piante va innaffiata quando il terreno risulta completamente asciutto.
Per le piante tenute all’esterno, durante l’estate è necessario annaffiare anche due volte al giorno, per poi passare a due volte alla settimana durante le stagioni intermedie, diradando gli interventi d’inverno, quando potrebbero risultare sufficiente anche due interventi al mese.
Bisogna fare attenzione affinché  il terriccio risulti sempre leggermente umido ma mai eccessivamente bagnato. L'eccessiva umidità  comporta il manifestarsi di muffe grigie che aggrediscono la pianta facendola ammalare.

Potatura:
solo le margherite da vaso necessitano di cimatura per avere una fioritura abbondante: subito dopo l’appassimento delle corolle occorre tagliare le cime sfiorite per favorire nuove nascite.

Rinvaso:
se le vostre margherite appaiono ingiallite o iniziano a cadere le foglie, se appassiscono velocemente è arrivato il momento del “rinvaso” in un contenitore più capiente.
Sistemate sul fondo del nuovo vaso uno leggero strato di ghiaia o di cocci, continuate con uno strato di nuovo terriccio umido ma non bagnato e ponete la pianta da rinvasare. Continuate l’operazione coprendo la massa con altro terriccio, arrivando all’orlo del vaso.
Un’abbondante annaffiatura completa il travaso.



Prevenzione dai parassiti


Come tutte le piante anche le margherite possono essere aggredite da parassiti e ammalarsi.
I principali parassiti delle margherite sono gli afidi che si attaccano agli teli
Anche le chiocciole ed i ragnetti rossi vanno ghiotti per le margherite e ne rovinano foglie e fiori.
Le margherite posso anche soffrire di malattie fungine e batteriche che ne provocano l’avvizzimento.

Per combattere gli afidi si possono impiegare pacciamature e le composizioni povere di azoto.
La difesa consiste nella pulitura e asportazione delle parti colpite dal parassita e nel trattamento con litotamnio, macerato d’ortica e cenere di legna
Impedire l’attacco delle chiocciole è possibile circondando la pianta con sabbia o cenere.
Per difendere le margherite da attacchi fungini occorre sopprimere i parassiti vettori ma in genere non è possibile guarire la pianta colpita e dunque esse vanno estirpate e distrutte per impedire il contagio alle piante circostanti
Sebbene difficili da debellare, le malattie fungine possono essere prevenute mediante l’uso di attrezzi da lavoro sempre ben puliti edisinfettati..

Proprietà medicinali delle margherite


La pianta delle margherite ha notevoli proprietà terapeutiche: antispasmodica, astringente e tossifuga. Utile per curare la tosse, coliche intestinali, dolori addominali e del mestruo. Per le proprietà analgesiche è un ottimo rimedio per scottature, infiammazioni di bocca, gola e gengive. Ottima anche per stimolare il metabolismo e favorire il dimagrimento. Viene utilizzata in cucina per dare sapore alle insalate.

La Clemantis


Queste piante perenni di tipo arbustivo, volubile o rampicante possono essere alte (o lunghe nel caso di specie lianose) fino a diversi metri (10 e più). 
Le Clematis appartengono alla famiglia botanica delle Ranunculaceae, la stessa di Peonie, Ellebori, Anemoni e Aquilegie; sono piante perenni e possono essere rampicanti, erbacee o legnose; a foglia caduca o sempreverde.
I bellissimi fiori di queste piante, sono caratterizzati da una certa assenza di coesione tra i vari organi fiorali. . I colori di varie tonalità sono vivaci e vistosi (verde-giallognolo, rosso, viola o bianco).
 Emettono un debole profumo lievemente mielato e non producono nettare. 


Coltivazione

Temperatura: tutte le clematidi resistono bene a temperature basse invernali, anche se scendono di diversi gradi sotto lo zero.

Luce:condizione indispensabile per lo sviluppo sano e vigoroso di una Clematis è quella di tenere la base della pianta all'ombra e le parti alte preferibilemte baciate dal sole del mattino.
Quindi è meglio prediligere l'esposizione ad est/nord-est, soprattutto se ci troviamo al Sud, perchè ciò che le clematidi temono più di ogni altra cosa è il calore intenso.

Annaffiature e umidità ambientale: il terreno intorno alle radici deve essere costantemente umido, ma non stagnante.

Terriccio: prediligono terreni alcalini.

Potatura:Questa operazione, da eseguirsi con affilate forbici da giardinaggio disinfettate, incoraggia la ramificazione della Clematis e ne stimola una fioritura più abbondante.
Andrebbe eseguita tra la fine di febbraio o al massimo agli inizi di aprile, a seconda delle località, ma mai oltre la metà di aprile per non penalizzarne la fioritura.
Il taglio va eseguito sempre a distanza di 0,5-1 cm dalla prima coppia di gemme ugualmente sane e sviluppate. Inoltre, occorre eliminare tutte le foglie secche o avvizzite, i vari piccioli e tutte le parti morte a causa del freddo.

Concimazioni ed accorgimenti : le Clemantis si mettono a dimora a maggio. E' bene distribuire alla base delle piante, uno strato di foglie o di letame maturo o torba. Se le piante sono in vaso distribuire concime minerale ogni 2-4 settimane da marzo-aprile a metà luglio. Ottimo se ricco di azoto e potassio e povero di fosforo. Per crescere ,essendo una rampicante, ha bisogno del sostegno di appositi supporti.
Ad ogni autunno, pacciamare con letame maturo, magari coperto con compost, terriccio, torba, foglie, ecc. È bene che la pacciamatura sia spessa almeno 8-10 cm, ed estesa per circa 60 cmq intorno alla pianta, purchè non giunga a diretto contatto con gli steli basali. Questa è sicuramente una delle operazioni più propizie per la vigoria e la salute di una clematide.


Parassiti:

Oidio - si presenta come una muffa biancastra sulle foglie e sui giovani germogli, soprattutto in condizione di forte caldo ed elevata umidità. L'oidio non è in genere fatale per la pianta, ma va curato usando gli  appositi fungicidi, come ad esempio quelli a base di zolfo.

Il marciume radicale - Si tratta di una malattia fatale per la Clematis. Il marciume si manifesta con la fuoriuscita di una sostanza vischiosa e giallastra dalla base degli steli in prossimità del suolo. Di solito non ci sono rimedi,se non il tentativo di asportare tutte le parti malate e bruciarle.

Parassiti - I parassiti non presentano un problema per le Clematis. Se si verifica la presenza di afidi, lumache, forbicine, ecc., dovrebbe essere applicato un trattamento simile a quello adottato per ogni altra pianta, scegliendo sia tra i comuni antiparassitari chimici.
Tra i rimedi naturali  ci sono le spruzzature di acqua e sapone per gli afidi; una ciotolina con della birra per le lumache e un vasetto a fil di terreno con del muschio secco per attirare le forbicine e catturarle.

Riproduzione - Per talea.Questo metodo di moltiplicazione, da effettuare in tarda primavera, consiste nel piegare delicatamente fino al suolo un lungo ramo della clematide, ed interrarlo parzialmente; lo si può interrare direttamente nel terreno, o in un vaso capiente (circa 4-5 litri) riempito con un composto di torba e sabbia in parti uguali.

Come si rinvasa la Camelia?



Il genere Camelia, comprende circa 70 specie di piante a portamento arbustivo o arboreo, con foglie persistenti e lucide e fiori, semplici, semidoppi o doppi e che assumono colorazioni che vanno dal bianco al rosso.
Le camelie possono essere coltivate tranquillamente in vaso, con la possibilità di ripararle dal gelo nella stagione invdernale, nelle zone a clima più rigido.

Malattie, parassiti, piccoli problemi.
  • - Afidi e cocciniglie: sono visibili a occhio nudo e si manifestano con produzione di macchie scure sul fogliame che diventa anche appiccicoso. Bisogna ripulire la pianta e trattarla con prodotti insetticidi per gli afidi; anticoccidici per le cocciniglie (per queste si può ricorrere anche allo strofinamento della parte con un batuffolo imbevuto di acqua e alcool).
  • - Gelate: danneggiano foglie, gemme e fiori.
  • - Piccole macchie scure sulle foglie: possono essere causate dal terreno eccessivamente calcareo.
  • - Neve: se lasciata sulle foglie, può causare delle bruciature
Il rinvaso della pianta di Camelia andrà effettuato ogni anno per le piante che hanno pochi anni di vita, dopo si potrà effettuarlo anche ogni due o tre anni. 
Le Camelie non sono difficili da coltivare in vaso ma è importante seguire questi semplici suggerimenti; la moltiplicazione si effettua per seme ma si ottengono risultati più sicuri effettuando le talee.


L’operazione va svolta in una giornata mite e senza vento, che potrebbe asciugare le microradici superficiali. 

  1. Togliete la pianta dal suo vecchio vaso e osservate attentamente le radici. 
  2. Se queste sono quasi invisibili, scegliete un contenitore di poco più grande (aumentate il diametro di circa 5-7 cm) - se sono arrotolate, incastrate, occorre procurarsi un vaso di dimensioni maggiori. In questo modo, la pianta troverà spazio per lo sviluppo e non richiederà rinvasi per almeno 2-4 anni. 
  3. Una volta rimosso il pane di terra, rimuovete parte del terriccio superficiale che incrosta le radici. 
  4. Ora preparate il nuovo vaso, in terracotta o plastica. 
  5. Spezzettate grossolanamente dei cocci per coprire i fori di drenaggio. 
  6. Stendete uno strato di argilla espansa di almeno 2 dita o anche di più se il contenitore è grande.
  7.  Il terriccio deve essere grossolanamente sbriciolato per evitare di lasciare zolle compatte. 
  8.  Ponete la pianta nel nuovo contenitore, facendo in modo che la linea di interramento sia a circa 2 cm dal bordo. Il colletto (punto di innesto tra fusto e radici) non deve essere mai coperto. 
  9. Spargete qualche granulo di concime organico a lenta cessione: fornirà nutrimento graduale alle radici in attecchimento. 
  10. Compattate bene con le mani la superficie e innaffiate con delicatezza.


Come coltivare e far fiorire il Glicine



La Wisteria, comunemente conosciuta col nome di glicine, è originaria dell'estremo Oriente e più esattamente della Cina e del Giappone ed appartiene alla famiglia delle Papilionaceae.

Si tratta di un genere di 10 specie di arbusti rampicanti e rustici.

ll glicine è una delle piante rampicanti più robuste e conosciute. Nei nei nostri climi vive bene quindi risulta anche facile da coltivare.

Se volete acquistare un glicine, è meglio farlo in primavera quando è fiorito, ovvero fine Aprile/Maggio


Perché un glicine, anche in buona salute, non fiorisce?

Ci sono piante infatti, anche molto vecchie che senza motivo apparente, non hanno mai fiorito,  ed altre che hanno dato dei fiori piccoli o scialbi o tardivi.

La ragione principale potrebbe essere che è glicine  riprodotto per seme. I glicini  riprodotti da seme hanno un periodo giovanile molto lungo durante il quale non c'è fioritura. Questo periodo di  "maturazione" può durare 10 o anche15 anni.
Quando comprate un Glicine chiedete al vostro fornitore le più ampie garanzie.

Alcune varietà di Wisteria floribunda (Glicine del Giappone) anche se riprodotte per innesto hanno un periodo giovanile che dura da 2 a 4 anni durante il quale non c'è fioritura. 
Queste varietà sono le più appariscenti nella fioritura, bisogna avere pazienza.
Il terreno più indicato è di tipo argilloso, ma il glicine si adatta a vivere bene in qualunque tipo di terreno, l'importante è che questo sia ben drenato e ricco di sostanza organica

Potate regolarmente il vostro Glicine, la potatura esalta la fioritura. 

Moltiplicazione
può' avvenire sia per talea che per innesto. Nel primo caso nel periodo che va dalla fine di luglio alla fine di agosto si prelevano dei rami dell'anno e si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia ad una temperatura non inferiore a 16 ° C, per un migliore attecchimento è meglio nebulizzare dell'acqua sulle foglie, più volte al giorno.
Nella moltiplicazione ad innesto, nel mese di marzo occorre prelevare delle marze dalla pianta, ed innestarle sulla radice della Wisteria sinensis, successivamente interrare e mantenere ad una temperatura di 16 -18 °C.
La pianta del glicine può essere propagata anche per propaggine o da seme ( ma è sconsigliato)


Concimazione: Non concimate il Glicine con concimi azotati, questa sostanza esalta la crescita a discapito della fioritura, il Glicine è una Leguminosa e provvede da se al proprio fabbisogno di azoto. Concimate invece con concimi a base di Fosforo che aiuta la maturazione delle gemme.Concimare 1 o 2 volte l'anno con concimi complessi che contengano azoto, fosforo e potassio. Dopo 2 o 3 anni, quando la pianta si è bene irrobustita diminuite le concimazioni azotate sino a sospenderle del tutto. Alle piante adulte e sane continuate solo a dare del concime a base di fosforo solamente 1 volta all'anno.

Potatura

La potatura del glicine è sempre necessaria. Serve per contenerne l'eccessiva crescita e per dargli una forma più ordinata.

Potatura estiva: la potatura estiva favorisce la maturazione delle future gemme da fiore. Si fa nel mese di Luglio/Agosto e consiste nell'accorciare i rami di 1 anno lasciandoli lunghi 1 metro circa. E' opportuno tagliare via anche tutti i polloni e gli stoloni che si sono formati al piede della pianta. Questi tolglierebbero vigore e se la pianta è d'innesto e potrebbero essere dei polloni selvatici assolutamente inutili.

 Potatura Invernale: - Si fa in inverno dopo la caduta delle foglie. In zone fredde è meglio aspettare la fine del gelo. Si devono accorciare tutti i rami di 1 anno lasciando 4/6 gemme. Eliminare con l'occasione anche i rami deboli, rotti o secchi e tutti i polloni alla base del fusto. Nel caso si voglia allungare la pianta si deve lasciare un ramo adatto e legarlo nella forma e direzione voluta.


Malattie 
IL glicine è una pianta molto rustica e robusta, ma viene attaccato da parassiti e funghi come ogni  essere vivente.

  • Afide nero - I pidocchi delle piante si vedono a occhio nudo specialmente in primavera e nelle stagioni umide. Con la stagione calda e asciutta il problema si risolve senza interventi particolari. Può essere pero'dannoso solo sulle giovani piante. Se necessario trattare il giovane glicine con un prodotto aficida .
  •  Ragno rosso - Si manifesta nella stagione calda e asciutta, colpisce tutta la pianta ma soprattutto le foglie adulte dandogli un tipico aspetto "foglia bruciacchiata". Infatti spesso viene confuso la mancanza d'acqua. Con l'arrivo della stagione più fresca il problema si risolve.  In caso di forti attacchi trattare con un prodotto acaricida ripetendo il trattamento dopo 10 giorni. 
  •  Malattie crittogamiche - attacchi fungini di Oidio (Mal bianco) che produce macchie biancastre irregolari sulle foglie, talvolta vengono attaccati anche i giovani germogli.
  •  La Cercospora  produce sulle foglie macchie circolari 
  • La Phyllosticta che produce piccole macchie necrotiche. Nessuna di queste malattie crea seri danni e normalmente non è necessario fare alcun trattamento. 
  • L' Agrobacterium tumefacens - è un batterio che si insedia nell'apparato radicale e può portare alla morte piante anche molto vecchie. Non c'e rimedio per questa malattia, ma per fortuna è molto rara. 
  • La carie del legno -sono funghi che si insinuano tra tronchi delle piante molto vecchie facendo morire progressivamente il legno. Possono arrivare a colpire l'intero tronco e quindi a far morire la pianta. Con l'aiuto di arnesi taglienti e disinfettati asportare completamente il legno morto sino a mettere a nudo quello sano e spennellare con pasta fungicida. L'operazione, se fatta accuratamente, ferma l'infezione e risana il nostro glicine donando un aspetto vissuto al tronco. 
  •  Clorosi - questa non è una malattia ma una sofferenza della pianta dovuta alla sfavorevole reazione del terreno che impedisce l'assorbimento del ferro da parte delle radici. Il fogliame  diventa giallastro, nei casi più gravi viene compromessa anche la fioritura. Distribuire intorno alla pianta del solfato di ferro 30/50 gr per mq e dello zolfo in polvere 50/100 gr a mq. Ripetere una o due volte all'anno tutti gli anni. Talvolta il problema è dovuto alla presenza di calcinacci interrati. In tal caso occorre bonificarlo.

Glicine rosa

La petunia


Petunia è un genere di piante dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, originarie del Brasile.Negli ultimi anni la Petunia ha conosciuto un notevole successo commerciale, soprattutto grazie agli ibridi a portamento ricadente che hanno invaso il mercato guadagnando una notevole fetta di mercato nell'ambito dei fiori da balcone

Coltivazione e cura
Le petunie si coltivano in vaso sui terrazzi, sia il genere erette che ricadenti.
Piante rustiche facili da coltivare, richiedono una buona esposizione al sole o mezzo-sole. Il terreno deve essere particolare: fertile e ricco di sostanze organiche, drenante e leggero.
Il terreno troppo sciolto o sabbioso, oppure quello povero di elementi nutritivi, rallenta notevolmente la crescita della petunia, che così sviluppa pochi fiori.
Le petunie abbastanza esigenti per quanto riguarda le annaffiature; possono sopportare alcune ore di siccità, ma le piante tendono ad appassire rapidamente in caso di carenza di acqua prolungata; annaffiare, quindi, con regolarità, ogni 2-3 giorni, intensificandole durante i mesi estivi. In ogni caso evitare di lasciare acqua stagnante ed attendere che il terreno sia asciutto tra un'annaffiatura e l'altra 



Concimazione
La petunia ha bisogno di frequenti e costanti concimazioni.
Per dare il giusto apporto nutritivo alla petunia occorrono concimi liquidi per piante annuali, da diluire nell’acqua per l’innaffiatura.

Parassiti
Il maggior parassita è il ragnetto rosso.  Le foglie assumono colore grigio - giallastro, talvolta rugginoso. Vengono attaccate anche dagli afidi


Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene con la semina invernale sotto vetro e successivo trapianto dopo la fine del periodo freddo, o seminando in pieno campo in primavera nelle zone fredde o in autunno nelle regioni con inverni miti.
Le varietà pregiate, non riproducibili per seme, vengono moltiplicate agamicamente per mezzo di talea fatte svernare sotto vetro.

Bocca di leone - Antirrhinum majus



Nome comune: Bocca di leone o Bocca di lupo.
Famiglia: Scrofulariaceae.
Provenienza: regioni mediterranee.
Descrizione genere: comprende 42 specie di piante perenni e annuali delle quali la più diffusa risulta A. majus.
E' una pianta erbacea perenne coltivata come annuale originaria dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.La particolarità di questa pianta sta senz'altro nei fiori, parzialmente tubolari, con due labelli, che si aprono premendo il fiore ai lati, ricordando la bocca di un leone o di un drago

I colori sono molti, dal giallo al rosso al rosa, esistono anche varietà bicolori e screziate. Il fiori lasciano il posto a baccelli legnosi che contengono numerosi semi fertili. Per avere fioriture più abbondanti levare gli steli di fiori appassiti, si consiglia anche di cimare le giovani piante per ottenere una crescita più compatta.

Se si coltiva in vaso, devono essere utilizzati contenitori di 12-14 cm. di diametro per ogni singola pianta, oppure di 25 cm. di diametro per un gruppo di tre piante. 

Esposizione
le bocche di leone necessitano di essere coltivate in pieno sole per poter ottenere una buona fioritura; se si vogliono coltivare come piante perenni in inverno è consigliabile coprirle con tessuto non tessuto, per evitare che gelino.

Moltiplicazione
Normalmente le bocche di leone si riproducono per seme.

Malattie e parassiti 

Afidi: attaccano foglie, fiori e nuovi germogli in accrescimento. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

Ruggine: è causata da un fungo e si manifesta con la comparsa di pustole scure sui fusti e sulle foglie. In caso di attacco forte, la pianta può seccare e morire. Si combatte con prodotti specifici. Varietà resistenti alla ruggine sono: “Harrison’s Rust Resistent”, “Scarlet Monarc”, “Yellow Monarc” ecc.

Muffa delle bocche di leone: è causata da un fungo (Peronospora antirrhini), che attacca in modo particolare le piante giovani, determinando la deformazione delle foglie, che si arricciano e si ricoprono di una muffa grigiastra, e l’arresto della crescita degli esemplari colpiti. Si combatte con prodotti specifici.

Muffa grigia: è un fungo (Botrytis cinerea) che provoca la comparsa di macchie scure e, successivamente, di ammassi polverulenti grigi su fiori e fusti. È facilitata nella sua diffusione da piantagioni molto fitte. Bisogna eliminare le parti colpite e l’eventuale terriccio “ammuffito”, nonché trattare la pianta con un prodotto anticrittogamico.

Marciume del piede e marciume radicale: sono provocati da funghi che attaccano la zona del colletto e le radici. Le parti colpite diventano scure e marciscono. Si combattono eliminando le piante infette, evitando ristagni di acqua e utilizzando, all’occorrenza, prodotti specifici.

Marciume delle piantine dei semenzai: causato da un fungo (Pythium debaryanum), che colpisce le piantine giovani all'altezza del colletto, il quale diventa biancastro e raggrinzito. 
Le piantine avvizziscono e muoiono in poco tempo.
 Bisogna evitare ambienti caldo-umidi senza areazione e semenzai troppo fitti e, all’occorrenza, utilizzare prodotti specifici.

La verbena



La verbena è una pianta erbacea molto diffusa sia per abbellire giardini che terrazzi.
Le varietà da fiore, usate per giardino e fioriere, hanno un  meraviglioso aspetto ricadente e tappezzante.
Le verbene sono molto rigogliose e perenni, ma in giardino vengono coltivate come annuali perchè difficilmente superano l'inverno, non sopportando pioggia e freddo.Se la verbena è tenuta in vaso, ritirata in casa o serra, potrà rifiorire.

Descrizione
Sono piante che presentano fusti eretti e quadrangolari (con una parte più schiacciata), che possono raggiungere 40-80 cm. di altezza, che portano foglie ovali dal margine dentellato.
Nel periodo estivo producono fiori simili a primule, molto numerosi, dotati di un profumo gradevole e penetrante, che sbocciano riuniti in spighe terminali.
Tra le varie specie, quella che meglio si presta alla coltivazione in vaso e, visto il portamento strisciante e decombente, anche in cestini sospesi è V. peruviana.
Al genere appartiene anche la specie V. officinalis, utilizzata per infusi (intera pianta fiorita o foglie) dalle proprietà digestive, cicatrizzanti e analgesiche.

Due varietà di facile reperibilità

Verbena Helichrysum. La varietà che meglio si presta alla composizione. La pianta ha rami con foglie di colore verde grigio. In estate produce numerosi fiori di colore giallo. La verbena ha portamento cespuglioso: utilizzando una varietà con fiori di colore lilla rosato, che fiorisce dalla primavera fino all’autunno, i fiori sono coloratissimi e profumati.

Verbena impatiens: utilizzare la varietà “new guinea” di colore rosso scarlatto. Questa varietà annaffiata con regolarità resiste anche al sole e fiorisce per tutta l’estate. Utilizzare una miscela formata da terriccio universale arricchito con concime organico a lento effetto.

  • Coltivazione

Temperatura: la temperatura minima invernale non dovrebbe essere inferiore a 7-13 °C.
Luce: la pianta necessita di almeno alcune ore al giorno di irradiamento solare, a parte in estate, quando è necessaria una leggera ombreggiatura.
Annaffiature e umidità : annaffiare abbondantemente in primavera-estate. Con l'arrivo del clima freddo, in autunno, possiamo interrompere le annaffiature, e lasciare che le piante deperiscano.
Substrato: terreno ricco, formato da terra di foglie e terriccio, con aggiunta di torba e sabbia. I vasi dovranno essere più larghi che profondi e, dato il suo portamento strisciante, che può diventare decombente, è adatta anche alla coltivazione in panieri sospesi.

  • Moltiplicazione
Si possono ottenere nuovi esemplari, ricorrendo alla divisione dei cespi a fine primavera, in ambiente caldo e ombreggiato.

  • Malattie, parassiti 

Con l'inizio della primavera, è bene praticare un trattamento preventivo, con un insetticida ad ampio spettro, da praticarsi quando nel giardino non sono ancora presenti fioriture. Prima che le gemme ingrossino eccessivamente è consigliabile anche praticare un trattamento fungicida ad ampio spettro, per prevenire lo sviluppo di malattie fungine, il cui dilagare è favorito dall'elevata umidità ambientale.
Cimature regolari e periodiche dei rami permetteranno alla pianta di mantenere un aspetto compatto e accestito


Rincospermo o falso-gelsomino



Il Rincospermo o falso-gelsomino è un arbusto rampicante e vigorosissimo,sempreverde, di crescita rapida, vigoroso, longevo, molto resistente agli attacchi dei parassiti, abbastanza resistente alle basse temperature, adattabile a diversi tipi di clima, dalla fioritura prolungata nel tempo e molto profumata.
Produce lunghi tralci almeno in parte volubili che si allungano fino a 10-12 mt; si distingue nettamente dai Gelsomini per le foglie oblunghe, molto spesse e coriacee.

I fiori sono riuniti in cime ascellari e, per il colore bianco puro, per la forma e per il profumo molto intenso, gradevole ma dolciastro che  ricorda quello dei veri Gelsomini.
In alcuni vivai la troviamo col vecchio nome di Rhyncospermum jasminoides, da cui proviene il nome volgare di rincospermo con cui è comunemente chiamata la pianta.

I fiori, di colore bianco candido, ermafroditi, piccoli e numerosi, estremamente profumati, hanno forma stellata, con una corolla tubiforme che termina in 5 petali appiattiti a disposizione spiralata. Sono portati in cime paniculate, terminali od ascellari, che si sviluppano dai rami di nuova vegetazione.
La fioritura, molto spettacolare, avviene da fine aprile a tutto luglio, con un picco da fine maggio a fine giugno.

LUCE: Predilige esposizioni soleggiate ma può essere coltivato anche in penombra.

ACQUA: Le annaffiature devono essere regolari per tutta la stagione vegetativa: il terreno deve rimanere umido ma non inzuppato d'acqua.

TEMPERATURA: Per ottenere una buona crescita, il Rincospermo richiede una temperatura notturna di 10-13°C e temperature diurne di20-22°C. Per un breve arco di tempo può essere mantenuto anche in appartamento, a condizione di garantire alla pianta almeno 4-6 ore di buona illuminazione giornaliera.

CONCIME: Nel periodo vegetativo somministrare regolarmente con concimi per piante fiorite, ogni 15 giorni con concimi liquidi, oppure ogni 30-40 giorni con concimi a lenta cessione.

CONSIGLI: Si adatta a qualsiasi tipo di terreno ma conviene predisporre con cura delle buche profonde, dato il forte sviluppo dell’apparato radicale. Si moltiplica per talee estive. Per le coltivazioni in vaso, rinvasare solo se necessario, in primavera.

Il rincospermo è una pianta poco colpita dai parassiti, perchè i rami e le foglie contengono al loro interno un latice (simile a quello delle euforbie o del ficus) piuttosto tossico. Possono tuttavia verificarsi infestazioni di cocciniglie, in particolare in ambienti non troppo arieggiati, di afidi, di ragnetto rosso, in ambienti troppo secchi ed asciutti, e di metcalfa, che deturpa le piante con le sue colonie cotonose. Le patologie di origine fungina sono pressoché inesistenti.

Il gelsomino - genere jasminum

Gelsomino genere jasminum
Una delle piante più amate e più diffuse nei nostri giardini, sui balconi e sui terrazzi è il gelsomino. Se ci troviamo nel sud Italia dove il clima è meno rigido, potremo piantare il gelsomino vero e proprio, se invece abitiamo al nord o comunque in zone in cui il clima invernale è più freddo, con gelate notturne, la specie migliore da scegliere è il Rincospermo o falso gelsomino


Il genere jasminum, appartenente alla famiglia delle Oleacee, conta circa 250 specie di arbusti da fiore, spesso rampicanti, ricadenti o prostrati, sempreverdi o a foglie caduche, con fiori di colore giallo, bianco o bianco-rosato.
Generalmente il Gelsomino è un arbusto molto facile da coltivare, infatti si sviluppa molto bene anche nella comune terra di un giardino. L'ambiente ideale è molto soleggiato e riparato dal vento.
I gelsomini coltivabili nei giardini italiani sono tanti, tra questi una decina circa sono reperibili facilmente nei nostri vivai.
  • Jasminum floridum è un arbusto sempreverde, abbastanza compatto, si sviluppa fino a 150-200 cm di altezza, con portamento eretto ed arrotondato. Le foglie sono composte da 3-5 foglioline ovali, lanceolate, di colore verde scuro. Non teme il freddo ed ha una foritura poco abbondante, ma che si protrae da maggio fino ad agosto.
  • Jasminum mesnyi è un arbusto sempreverde, alto fino a 2-3 metri, con rami ricadenti, a sezione quadrata; fiorisce all'inizio della primavera, con fiori a stella di colore giallo
  • Jasminum multiflorum è un arbusto originario dell'India; teme un poco il freddo e va posto a dimora in luogo riparato, coprendo la chioma durante l'inverno. Da primavera fino a fine estate produce piccoli grappoli di fiori bianchi, leggermente profumati. 
  • Jasminum fruticans fiorisce in primavera, con fiori di colore giallo oro; ha foglie composte, costituite da tre foglioline ovali, di colore verde brillante. Non teme il freddo.
Il gelsomino non è una pianta difficile da coltivare, per garantirgli una più facile e lunga fioritura è consigliabile posizionarlo in una zona soleggiata. 
Il Gelsomino si pianta a fine inverno mettendo vicino alla base della pianta del concime organico o del concime granulare.
Si adatta ad ogni tipo di terreno,va irrigato con moderazione sia nella quantità che nella frequenza. 

Potatura e diradamento
La potatura riveste un ruolo importante perché deve favorire l'infoltimento della pianta fin dalla base, cercando di evitare che restino spazi vuoti. Per questo motivo, i rami vengono accorciati di circa 2/3. L’intervento, se necessario, va ripetuto per i primi 3-4 anni.
La potatura del gelsomino adulto, va eseguita a primavera in modo da evitare che il gelo provochi danni ai rami tagliati.
Al momento della potatura, tagliare alla base i rami più vecchi mentre i rami nuovi andranno solamente diradati, gli scarti dei tagli potranno essere utilizzati per la moltiplicazione della pianta con il sistema della talea.
Rincospermo o falso-gelsomino

Come ti coltivo le aromatiche



La coltivazione delle erbe aromatiche richiede un terreno fresco, smosso, ben esposto e concimato con letame maturo, mai usare letame fresco.

L'Alloro è un arbusto che può superare i 5 m. di altezza e può essere potato per contenerne l'accrescimento. Deve essere riparato dai venti freddi e non richiede un particolare tipo di terreno. Si riproduce per talee semilegnose che sono preparate a fine estate e da mettere a dimora all'inizio della primavera.

Il Basilico- Seminare in serra a marzo o aprile e trapiantare in maggio, al nord anche in giugno. Richiede terreno soffice e umido. Le piantine possono essere messe in file distanti fra loro almeno 30 cm e distanziare le piantine di 30 cm. Richiede  annaffiature frequenti.

Erba cipollina- E' molto comune nelle campagne, è molto rustica e cresce in ogni terreno e in ogni clima. Si riproduce per seme da porre a dimora in autunno o in primavera oppure per suddivisione dei cespi all'inizio della primavera che sono posti ad una distanza di 30 cm.

Finocchio -E' una pianta perenne molto rustica e molto comune. Vive anche su terreni aridi, incolti, esposti in pieno sole. Cresce spontaneo in luoghi caldi e asciutti, dal mare fino a 800 m.
Si usano esclusivamente i semi. La coltivazione non richiede particolari cure.

Maggiorana e Origano non sono la medesima pianta La maggiorana (Origanum majorana o Majorana ortensis) è coltivata, l'origano (Origanum vulgare) da noi si trova allo stato spontaneo. Ad un ingrandimento, nel prodotto secco, la maggiorana presenta pezzetti di foglie vellutate verdi grigiastre, l'origano ha le foglie verdi e leggermente pelose.
La maggiorana, originaria dell'Asia, si riproduce da seme, richiede terreno leggero, clima invernale mite. I semi, che sono molto piccoli, originano piantine che danno subito numerose foglie dalla base e che a dimora vanno distanziate di almeno 20 cm. Le foglie sono piccole, ovali e glauche, con profumo molto intenso.
L'origano acclimatato anche in zone con inverni rigidi, può essere riprodotto per seme, ma essendo una pianta perenne è più semplice riprodurlo per suddivisione dei cespi. I rami prostrati a livello del terreno radicano in breve tempo. A inizio inverno, avendo la pianta completato il suo ciclo, la si recide alla base, i cespi a primavera formeranno nuove piante.

Malva è una pianta rustica che cresce spontanea ovunque. Si può riprodurre da seme e per suddivisione delle radici.

Melissa -E' una pianta perenne. Si riproduce per suddivisione delle radici in primavera e in autunno. Le talee emesse sono numerose ed occorre lasciare 30-40 cm. tra ogni pianta. Non ha particolari esigenze ma teme il freddo ed i ristagni d'acqua. In natura cresce in luoghi ombrosi, dal mare alla zona subalpina. La suddivisione del rizoma deve essere fatta in settembre e ogni pezzo deve contenere almeno 3 gemme. Intervallare le piante di almeno a 30 cm.

La Menta è una  pianta molto comune, predilige terreni profondi e umidi. Si presenta in molte varietà, tutte riproducibile per talea, per suddivisione delle radici e per gli stoloni emessi.


Peperoncino - E' una pianta annua. Si semina in semenzaio o in serra a febbraio marzo; il terreno deve essere leggero, fertile e sempre mantenuto umido. I semi sono lenti a germogliare e le giovani piantine è bene trapiantarle in vasetti, successivamente quando hanno ben radicato e la temperatura notturna non scende oltre i 10° si possono trapiantare a fissa dimora, con tutto il pane di terra, a metà maggio per le regioni del nord dove il clima è più rigido, se il clima è più mite questi tempi possono essere anticipati.


Prezzemolo è una pianta bienne, al secondo anno va in seme e muore. Necessita di terreno ricco di humus. Il periodo di semina va da febbraio ad agosto. I semi, ricoperti da uno strato leggero di terra, sono molto lenti a germogliare, e molti li ricoprono con un telo di juta che è tenuto sempre bagnato.

Rosmarino - Il miglior modo di riprodurlo è quello di prelevare una talea giovane e farla radicare immergendola in acqua, contenuta in una bottiglia di vetro scuro. Quando la talea ha ben radicato metterla a dimora, facendo una piccola fossa nel terreno, mescolare la terra con concime ben maturo e pressare il terreno per farlo aderire alle radici. Nelle zone a clima rigido porre le pianta a ridosso di un muro in modo da proteggerla dai venti freddi del nord.

Salvia - Prelevare una talea che può essere messa direttamente a dimora. Il terreno deve essere leggero fresco, leggermente calcareo. Nei climi rigidi, nell'inverno, proteggere la pianta coprendola con della paglia. Rinnovare la pianta almeno ogni 3 anni.

Timo cresce spontaneo in luoghi aridi e assolati. Si riproduce per suddivisione dei cespi.




Coltivazione della Begonia


Le begonie sono tra le le più belle piante da fiore, qualsiasi sia la loro varietà.
Tantissime le tonalità dei loro fiori che comprendono svariati colori eccetto il verde e il blu: alcuni fiori sono larghi una ventina di centimetri e hanno portamento dritto, altri ancora nascono, in dimensioni ridotte, su piante striscianti.

Il genere Begonia si sudde in tre grandi categorie a seconda del tipo di radice:
  1. Begonie con radice rizomatosa: sono piante sempreverdi e la loro particolarità è la presenza di un rizoma al posto della radice vale a dire un fusto perenne sotterraneo funzionante come organo di riserva. Le foglie sono variamente colorate. I fusti sono striscianti ed i fiori sono poco appariscenti;
  2. Begonie con radice tuberosa: sono piante caratterizzate dall'avere la radice formata da un grosso tubero nerastro. In genere sono piante annuali (ci sono anche le forme perenni) e producono fiori molto grandi, semplici o doppi e molto colorati.
  3. Begonie con radice fascicolata: sono piante sempreverdi e la loro particolarità sono le radici fascicolate o affastellate (vale a dire le radici secondarie di primordine si accrescono tanto quanto la radice principale). Alcune Begonie di questo tipo sono arbustive altre hanno un andamento strisciante ma tutte producono fiori a pannocchia.
  
Come si coltivare begonie sane e bellissime?

Temperatura: la temperatura minima invernale sopportata varia molto da specie a specie, ma non deve comunque essere al di sotto di 13°C. Le begonie sopportano male le correnti d’aria.

Luce: tutte le begonie non tollerano la luce diretta del sole. Le specie originarie delle foreste necessiteranno di minore luce rispetto alle specie originarie delle foreste tropicali, che sono abituate a una maggiore luminosità invernale, allorché la maggior parte degli alberi si spogliano.

Annaffiature e umidità ambientale: generalmente richiedono annaffiature frequenti in estate, ridotte in inverno. Tutte le specie richiedono un’elevata umidità ambientale, che non dovrà però risultare stagnante e senza aerazione, per evitare l’attacco da parte di malattie fungine, prime fra tutte l’oidio o mal bianco.

Terriccio: consigliato un terreno ricco di humus e poroso, composto da terra di foglie e torba, che non dovrà mai essere soggetto a ristagni d’acqua ( pena il marciume della pianta)

Concimazioni ed accorgimenti particolari: utile l’utilizzo di fertilizzante liquido ogni quindici giorni durante il periodo vegetativo.

Moltiplicazione
Si riproducono per seme ( la tecnica è complicata ), per talea (quelle a radice fibrosa), meglio per rizoma o talea di foglia (per tutte le specie rizomatose), per divisione del tubero (per tutte le tuberose).

Malattie, parassiti 


Le begonie possono essere colpite da:
- Muffa grigia: è un fungo (Botrytis cinerea) che provoca la comparsa di macchie scure e, successivamente, di ammassi polverulenti grigi su foglie e fiori. È facilitata nella sua diffusione da piantagioni molto fitte. Bisogna eliminare le parti colpite e l’eventuale terriccio “ammuffito”, nonché trattare la pianta con un prodotto anticrittogamico.
- Oidio o mal bianco: è provocata da funghi della famiglia delle Eirisifacee. È causa della comparsa di macchie bianche polverulente su foglie e steli, caratterizzati da un tipico odore di muffa. Lasciare asciugare la pianta, aumentare la ventilazione (evitando correnti d’aria) e utilizzare un anticrittogamico.

- Marciumi.
Ci sono vari tipi di marciumi che possono attaccare le begonie:

- Marciume nero delle radici: è causato da un fungo (Tielaviopsis basicola) che provoca la comparsa sulle radici di macchie nere che poi marciscono. La pianta va incontro a deperimento, avvizzimento e, successivamente, morte. I terreni nei quali si è manifestato tale fungo andrebbero sterilizzati, dato che questo può sopravvivere sui residui vegetali.

- Marciume delle piantine dei semenzai: causato da Pythium debaryanum, colpisce le piantine nate da poco all’altezza del colletto, che diventa biancastro e raggrinzito. Le piantine avvizziscono e muoiono. Bisogna evitare ambienti caldo-umidi senza aerazione e semenzai troppo fitti.
- Batteriosi delle begonie: si manifestano con la comparsa di macchie traslucide sulle foglie. Queste si estendono fino a far marcire completamente la foglia.

- Virosi: determinano la comparsa di macchie gialle o decolorate sulle foglie che arrivano anche a deformarsi. Possono essere trasmesse da una pianta all’altra per mezzo di parassiti (afidi e nematodi) o utilizzando talee di piante infette.

- Acari: possono attaccare i boccioli e le foglie delle piante giovani. Si combattono con prodotti specifici.

- Nematodi: vivono nel terreno formando tumefazioni sulle radici delle piante, che vanno incontro a una crescita stentata e deforme. Alcuni tipi di nematodi attaccano i tuberi (che presentano macchie scure all’interno) e i fusti e le foglie (sui quali si manifestano ingiallimenti e deformazioni). I tuberi fortemente infestati devono essere eliminati, mentre quelli infestati solo in superficie possono essere trattati immergendoli per alcune ore in acqua a 45°C.

- Punteruoli: sono piccoli coleotteri che rodono tuberi e radici. Un attacco grave può portare la pianta alla morte. Si combattono con prodotti specifici da acquistare in negozi specializzati.

Potatura:la Begonia non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.