Le tue piante di casa e appartamento

Consigli per la cura, la riproduzione e il mantenimento delle tue piante da appartamento o da giardino? Quì troverai tanti consigli per avere sempre piante sane e verdeggianti

Il tuo orto e terrazzo sempre rigogliosi

Il piacere di dedicarsi alla cura delle piante in casa,terrazzo o in giardino.

Le nostre succulente, come si curano e fanno fiorire ?

Il mondo esotico delle piante grasse si svela attraverso articoli interessanti, precisi e dettagliati.

L'orto di casa

E' solo un fazzoletto di terra? poco spazio ma tanta voglia di verde

Le piante carnivore

Le piante carnivore, uniche e peculiari nel regno vegetale, hanno forme curiose, fioriture strane, sono delle particolari piante che intrappolano e consumano animali e protozoi per sopravvivere, fiorire e riprodursi.

Visualizzazione post con etichetta giardino. Mostra tutti i post
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Stella alpina: coltivazione in giardino o in vaso


La stella alpina (edelweiss, in tedesco) è un fiore protetto e forse il più famoso dei fiori di montagna. In commercio si trova la sorella gemella, una pianta ornamentale, del tutto simile alla selvatica, anch'esse perenne, che raggiunge un'altezza di circa 15 centimetri.
Non essendo una pianta da interno, NON va assolutamente coltivata in casa, pena morte certa.

Fioritura
La fioritura avviene nei mesi di giugno e luglio ed i fiori sono ideali per essere recisi ed essiccati.

Coltivazione
 E' una pianta rustica che, come la gemella selvatica, non teme ne freddo ne gelo.
 La stella alpina ha bisogno di spazio per fiorire quindi deve essere trapiantata in piena terra oppure in un vaso molto grande.
Durante il trapianto bisogna avere l'accortezza di non rompere la zolla di terra intorno alle sue radici.
Dopo il trapianto va innaffiata abbondantemente per alcuni giorni; in seguito, per le piante in piena terra,  circa due volte alla settimana; per le piante in vaso un po' più spesso.
Le stelle alpine amano il sole ma non in caldo afoso, quindi è consigliabile sistemarle in zone parzialmente ombreggiate.
Anche se in autunno la parte aerea si secca completamente, la pianta non muore; in primavera la pianticella rispunterà più rigogliosa che mai.

Concimazione
Usare concimi naturali di Origine organica ed oterrete una fioritura stupefacente

Il tabacco ornamentale:il tabacco che di notte profuma il giardino



Il tabacco ornamentale o Nicotiana alata (sinonimo di N. affinis Nana) proviene dal Sudamerica ed appartiene alla famiglia delle Solanaceae.
Pianta cespugliosa, annuale, di modeste dimensioni, alta dai 30 ai 60 centimetri con foglie di colore verde intenso, fiorisce a giugno con fiori unghi circa 8 cm a forma di campana o imbuto.
Le principali qualità sono la grande rifiorenza, un lungo periodo di fioritura ed una gamma di colori molto ricca.
La nicoziana, per la sua prerogativa di emanare un profumo particolarmente dolce soprattutto nelle ore notturne, viene impiegata per la decorazione delle zone del giardino più vicine all’abitazione, oppure per adornare terrazze e balconi.

Terriccio
Necessita di un terreno ben drenato, arricchito con letame maturo e concimi fosfopotassici.

Coltivazione
Posizionate la pianta in pieno sole ma riparati dal vento. Se c'è vento i cespi tendono infatti a sfasciarsi, in tal caso provvedi a dei sostegni.
Cresce bene ad una temperatura che va dai 18 ai 30 gradi. Nelle regioni più calde sopporta l'inverno

Concimazione
Necessita di una concimazione liquida una volta alla settimana

Semina
Spargere i semi di tabacco ornamentale su un composto leggero e sabbioso in febbraio-marzo alla temperatura di 18 gradi.
Trasferire le piantine in un vasetto ricco di torba al riparo dal freddo prima della messa a dimora in maggio-giugno

Parassiti
I parassiti più diffusi sono gli afidi, che tuttavia solo raramente riescono a creare danni e arricciamento alle foglie e decolorazione dei fiori.
Si controlla con insetticida a base di piretro, evitando di trattare i fiori.


Il Calicanto,un piccolo fiore dall'incantevole profumo


In natura il calicanto (Calycanthus praecox) ha dovuto adattarsi ai geli intensi delle sue terre d'origine,il Sichuan cinese, dove cresce fino a 3.000 m di altitudine.
 Nei nostri climi i suoi fiori sono resistenti al freddo più intenso grazie alla struttura cerosa che protegge le cellule vegetali dei petali.
Si tratta di una pianta rustica resistente al freddo, che non abbisognano di particolari cure.

Coltivazione
Cresce meglio in terreni ricchi e ben drenati. Preferisce esposizione non troppo soleggiata o semi ombreggiata, clima fresco, terreno soffice e permeabile, soffre i suoli calcarei. Eventuali potature di sfoltimento vanno effettuate dopo la fioritura.

  Semina
La riproduzione delle piante avviene per seme, che una volta prelevato dalla pianta deve essere collocato in vasi da giardino su del buon terriccio o meglio su un sostrato composto da torba e sabbia in parti uguali, che andrà mantenuto umido fino alla completa maturazione dei semi.


 Esiste anche un Calicanto estivo, (Calycanthus floridus), poco conosciuto in Italia Originario dell'America del nord con le foglie di un bel verde luminoso fanno da sfondo alla fioritura, da giugno in poi. Resistente al freddo, non ha particolari esigenze se non quella di evitare le posizioni troppo calde e aride Il Calicanto va innaffiato spesso, altrimenti la fioritura risulterà scarsa.
 Una dote dei fiori del calicanto estivo è quella di esalare una fragranza speziata, soprattutto la sera: un buon motivo per piantarlo vicino al luogo dove soggiornate nelle belle notti di luglio.

Il Gelsomino d'inverno (Jasminum nudiflorum)


Questo stupendo arbusto, si coltiva sia in capaci fioriere sul balcone, da dove stupisce i vicini quando c’è ancora poco verde da vedere in giro, oppure in piena terra per abbellire i nostri giardini primaverili.. Ancora più sorprendente è la specie a cui appartiene: il gelsomino, precisamente il“gelsomino d’inverno”, Jasminum nudiflorum, anche detto “gelsomino di San Giuseppe”.

E' una pianta molto rustica, vegeta bene in qualsiasi posizione, sia in pieno sole che all'ombra completa. Ricordiamo che le piante in pieno sole fioriscono copiosamente, mentre quelle all'ombra tendono a produrre più foglie che fiori. 
Se gli inverni sono particolarmente rigidi può occasionalmente accadere che il gelo rovini i boccioli floreali, se si vive in zone con inverni molto freddi è quindi opportuno vigilare e, se necessario, coprire la pianta con tessuto non tessuto in dicembre e in gennaio.
  • Coltivazione e cure
Il gelsomino di S. Giuseppe non ha particolari necessità per quanto riguarda il terreno, poiché si adatta benissimo anche nella terra di giardino; per migliorare lo sviluppo della pianta è comunque bene mantenere il substrato ricco di humus, aggiungendo ammendanti e concimi se la crescita della pianta e le fioriture sono troppo scarse. 
Nel mettere a dimora questo arbusto si ricorda di garantire un buon drenaggio aggiungendo materiale grossolano al terreno intorno alle radici

La rosa di Natale



La Rosa di Natale si chiama Elleboro ed è un fiore davvero “insolito”, visto che ama sbocciare proprio nel momento dell’anno meno indicato, cioè l’inverno (spesso sotto la neve).
I fiori dell'elleboro sono formati da 5 sepali che sono diversamente colorati ed assumono spesso un aspetto petaloide.
Questi sepali circondano e proteggono dei nettari che derivano dalla trasformazione dei veri petali. I sepali rimangono persistenti dopo l'impollinazione e studi condotti in Spagna suggeriscono che il calice persistente possa contribuire allo sviluppo dei semi

  • Come si coltiva
La coltivazione non presenta molte difficoltà. Il luogo prescelto per la coltivazione non dovrà essere eccessivamente soleggiato. Il terreno dovrà essere fertile, ben drenato, con concimazioni periodiche, preferibilmente organiche.
Può essere coltivata a terra o in vaso, l’importante è che la posizione sia semi-ombreggiata (il sole è necessario affinchè i fiori sboccino) e che l’acqua non ristagni
Ama il freddo ma teme il vento e odia il sole cocente: può stare all’esterno anche se nevica, quindi, ma è bene tenerla al riparato da correnti d’aria e posizionarla in zone fresche durante l’estate.


La messa a dimora avviene in settembre-ottobre a 30-40cm di distanza, avendo cura di non interrare la sommità degli apparati radicali a più di 2-3cm di profondità.
Se lasciati indisturbati, con le giuste condizioni, si possono riprodurre spontaneamente. In generale gli ellebori mal sopportano i trapianti.
La specie Helleborus foetidus è quella che meglio si adatta alle posizioni più ombreggiate.
La semina non è complicata, ma richiede cura e soprattutto tempo. I primi risultati non si vedranno prima di tre anni. Risultati più immediati si hanno con la divisione dei cespi.

  • Moltiplicazione


Gli ellebori si moltiplicano per seme con facilità dando vita nelle vicinanze a molte piccole piante. I semi si disperdono nell’autunno e subito germinano. Le piantine si trapiantano solo a primavera prestando particolare attenzione a non danneggiare la radice già ben sviluppata in profondità.
I semi raccolti in natura a maturazione possono essere seminati in vasetti singoli. Da uno a tre semi per vaso conservando soltanto il soggetto più vigoroso.
Le piante fioriscono al terzo anno di vita.


Pianta molto velenosa, sia per ingestione che per uso esterno, molto difficile da dosare, se ne sconsiglia vivamente l'uso







Il caprifoglio


Il Caprifoglio un rampicante rustico e profumatissimo, che si arrampica un po dappertutto, con le sue  liane lunghe anche parecchi metri.
Coltivato per coprire recinzioni e muri, il caprifoglio produce originali fiori bianchi che diventano giallini o rosati, molto profumati, che si aprono da fine aprile a tutta l' estate. Il cerfoglio appartiene al genere Lonicera che comprende circa 200 specie provenienti dall'Asia, America settentrionale e Europa, di queste una decina appartengono alla flora spontanea italiana, mentre in Cina abbiamo la maggioranza di specie presenti (circa 100).

Esposizione
 Il Caprifoglio è molto rustico e si adatta a tutte le esposizione, perfino all'ombra più fitta. Coltivazione Sempre grazie alla sua notevole rusticità, il caprifoglio può sopportare anche diversi gradi sotto lo zero e le estate più torride

 Acqua
Il caprifoglio si accontenta della pioggia.

Potatura
Leggera potatura di formazione e di contenimento tra marzo-aprile.Nelle piante utilizzate per siepi, per i primi anni occorre operare una potatura invernale più drastica, circa la metà della lunghezza dei rami, per favorirne la crescita e la fioritura.

Terreno
Al Caprifoglio va bene anche il terreno calcareo purchè sia ricco di elementi organici


Malattie Parassiti
Il caprifoglio come tutte le piante teme l’attacco degli afidi che rovinano foglie e fiori, l’oidio e il mal di piombo. Tratto da http://casa.atuttonet.it/casa-giardino/caprifoglio-coltivazione.php#ixzz1yHFhSaa0.


 Curiosità 
In alcune zone dell'Himalaya si consumano le bacche zuccherine della L. angustifolia, mentre in Siberia sono ricercate quelle del L. coerulea (grande arbusto a grossi frutti). Altre specie commestibili sono due piante americane: L. involucrata e L. ciliata (questa informazione viene dal Ministero dell'Agricoltura di Washington). Inoltre alcuni fiori delle Lonicere producono un dolce nettare commestibile che può essere utilizzato come sciroppo o sorbetto o in altri dolci.

La pacciamatura


La pacciamatura è un'operazione che si effetua in agricoltura e in giardinaggio, ricoprendo il terreno con uno strato di materiale al fine di impedire la crescita delle malerbe, per mantenere l'umidità nel suolo, proteggere il terreno dall'erosione, diminuire il compattamento, mantenere la struttura e innalzare la temperatura del suolo d'inverno

Materiali: paglia, foglie secche, erba di sfalcio, corteccia di pino sminuzzata, cartone, ghiaia,  balle di juta ecc.

La pacciamatura estiva  permette al terreno di disidratarsi meno velocemente mentre in inverno ripara le radici delle piante dal gelo.

Es: La petunia, la zinna e le altre piante estive necessitano di pacciamatura con frammenti di corteccia di pino o con foglie secche costituendo uno strato alto 5 cm , in questo modo il terreno rimarrà umido più a lungo e la crescita delle erbacce è limitata.

Manutenzione
Ogni anno è necessario rastrellare la corteccia di pino e aggiungerne nuova. La pacciamatura è necessaria anche alle piante dell’orto sempre con corteccia di pino o materiale inorganico già dal mese di maggio dopo aver prima concimato.

La Clemantis


Queste piante perenni di tipo arbustivo, volubile o rampicante possono essere alte (o lunghe nel caso di specie lianose) fino a diversi metri (10 e più). 
Le Clematis appartengono alla famiglia botanica delle Ranunculaceae, la stessa di Peonie, Ellebori, Anemoni e Aquilegie; sono piante perenni e possono essere rampicanti, erbacee o legnose; a foglia caduca o sempreverde.
I bellissimi fiori di queste piante, sono caratterizzati da una certa assenza di coesione tra i vari organi fiorali. . I colori di varie tonalità sono vivaci e vistosi (verde-giallognolo, rosso, viola o bianco).
 Emettono un debole profumo lievemente mielato e non producono nettare. 


Coltivazione

Temperatura: tutte le clematidi resistono bene a temperature basse invernali, anche se scendono di diversi gradi sotto lo zero.

Luce:condizione indispensabile per lo sviluppo sano e vigoroso di una Clematis è quella di tenere la base della pianta all'ombra e le parti alte preferibilemte baciate dal sole del mattino.
Quindi è meglio prediligere l'esposizione ad est/nord-est, soprattutto se ci troviamo al Sud, perchè ciò che le clematidi temono più di ogni altra cosa è il calore intenso.

Annaffiature e umidità ambientale: il terreno intorno alle radici deve essere costantemente umido, ma non stagnante.

Terriccio: prediligono terreni alcalini.

Potatura:Questa operazione, da eseguirsi con affilate forbici da giardinaggio disinfettate, incoraggia la ramificazione della Clematis e ne stimola una fioritura più abbondante.
Andrebbe eseguita tra la fine di febbraio o al massimo agli inizi di aprile, a seconda delle località, ma mai oltre la metà di aprile per non penalizzarne la fioritura.
Il taglio va eseguito sempre a distanza di 0,5-1 cm dalla prima coppia di gemme ugualmente sane e sviluppate. Inoltre, occorre eliminare tutte le foglie secche o avvizzite, i vari piccioli e tutte le parti morte a causa del freddo.

Concimazioni ed accorgimenti : le Clemantis si mettono a dimora a maggio. E' bene distribuire alla base delle piante, uno strato di foglie o di letame maturo o torba. Se le piante sono in vaso distribuire concime minerale ogni 2-4 settimane da marzo-aprile a metà luglio. Ottimo se ricco di azoto e potassio e povero di fosforo. Per crescere ,essendo una rampicante, ha bisogno del sostegno di appositi supporti.
Ad ogni autunno, pacciamare con letame maturo, magari coperto con compost, terriccio, torba, foglie, ecc. È bene che la pacciamatura sia spessa almeno 8-10 cm, ed estesa per circa 60 cmq intorno alla pianta, purchè non giunga a diretto contatto con gli steli basali. Questa è sicuramente una delle operazioni più propizie per la vigoria e la salute di una clematide.


Parassiti:

Oidio - si presenta come una muffa biancastra sulle foglie e sui giovani germogli, soprattutto in condizione di forte caldo ed elevata umidità. L'oidio non è in genere fatale per la pianta, ma va curato usando gli  appositi fungicidi, come ad esempio quelli a base di zolfo.

Il marciume radicale - Si tratta di una malattia fatale per la Clematis. Il marciume si manifesta con la fuoriuscita di una sostanza vischiosa e giallastra dalla base degli steli in prossimità del suolo. Di solito non ci sono rimedi,se non il tentativo di asportare tutte le parti malate e bruciarle.

Parassiti - I parassiti non presentano un problema per le Clematis. Se si verifica la presenza di afidi, lumache, forbicine, ecc., dovrebbe essere applicato un trattamento simile a quello adottato per ogni altra pianta, scegliendo sia tra i comuni antiparassitari chimici.
Tra i rimedi naturali  ci sono le spruzzature di acqua e sapone per gli afidi; una ciotolina con della birra per le lumache e un vasetto a fil di terreno con del muschio secco per attirare le forbicine e catturarle.

Riproduzione - Per talea.Questo metodo di moltiplicazione, da effettuare in tarda primavera, consiste nel piegare delicatamente fino al suolo un lungo ramo della clematide, ed interrarlo parzialmente; lo si può interrare direttamente nel terreno, o in un vaso capiente (circa 4-5 litri) riempito con un composto di torba e sabbia in parti uguali.

La petunia


Petunia è un genere di piante dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, originarie del Brasile.Negli ultimi anni la Petunia ha conosciuto un notevole successo commerciale, soprattutto grazie agli ibridi a portamento ricadente che hanno invaso il mercato guadagnando una notevole fetta di mercato nell'ambito dei fiori da balcone

Coltivazione e cura
Le petunie si coltivano in vaso sui terrazzi, sia il genere erette che ricadenti.
Piante rustiche facili da coltivare, richiedono una buona esposizione al sole o mezzo-sole. Il terreno deve essere particolare: fertile e ricco di sostanze organiche, drenante e leggero.
Il terreno troppo sciolto o sabbioso, oppure quello povero di elementi nutritivi, rallenta notevolmente la crescita della petunia, che così sviluppa pochi fiori.
Le petunie abbastanza esigenti per quanto riguarda le annaffiature; possono sopportare alcune ore di siccità, ma le piante tendono ad appassire rapidamente in caso di carenza di acqua prolungata; annaffiare, quindi, con regolarità, ogni 2-3 giorni, intensificandole durante i mesi estivi. In ogni caso evitare di lasciare acqua stagnante ed attendere che il terreno sia asciutto tra un'annaffiatura e l'altra 



Concimazione
La petunia ha bisogno di frequenti e costanti concimazioni.
Per dare il giusto apporto nutritivo alla petunia occorrono concimi liquidi per piante annuali, da diluire nell’acqua per l’innaffiatura.

Parassiti
Il maggior parassita è il ragnetto rosso.  Le foglie assumono colore grigio - giallastro, talvolta rugginoso. Vengono attaccate anche dagli afidi


Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene con la semina invernale sotto vetro e successivo trapianto dopo la fine del periodo freddo, o seminando in pieno campo in primavera nelle zone fredde o in autunno nelle regioni con inverni miti.
Le varietà pregiate, non riproducibili per seme, vengono moltiplicate agamicamente per mezzo di talea fatte svernare sotto vetro.

La Zinnia



La Zinnia, è una pianta semirustica appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Il genere Zinnia comprende specie erbacee annuali o perenni alte da 50 a 100 cm, con numerosi ibridi orticoli dalle forme nane o giganti.
Vengono coltivate come annuali in vaso e giardino a scopo ornamentale

Si utilizzano nei giardini per aiuole e bordure, o in vaso sui terrazzi, e grazie alla lunga durata dei capolini, viene coltivata industrialmente per la produzione del fiore reciso 

Le zinnie richiedono un’esposizione in pieno sole, ma tollerano anche la parziale ombra. Si consiglia di posizionare la pianta in un luogo luminoso, non soggetto a sbalzi di temperatura e a correnti d’aria, che potrebbero danneggiare la pianta. La zinnia sopporta molto bene il caldo, ma non resiste al freddo, pertanto è preferibile non esporla a temperature minime inferiori agli 8-10°C.

Coltivazione
Le zinnie non hanno bisogno di eccessive annaffiature perché sono in grado di resistere anche a brevi periodi di siccità. Vanno annaffiate con acqua a temperatura ambiente ma senza eccedere. Raccomandiamo di  evitare i ristagni d’acqua che potrebbero danneggiare la pianta, pertanto è preferibile lasciare che la terra si asciughi tra un’irrigazione ed un’altra.

Parassiti e malattie
La zinnia può essere colpita dall’oidio, malattia dovuta ad un fungo, che si presenta con macchie biancastre sulle foglie; il rimedio consiste nell’utilizzare un fungicida specifico. Un altro nemico della zinnia è la cocciniglia farinosa, che succhia la linfa della pianta e forma una sostanza appiccicosa su cui si forma la muffa, e che determina la caduta di foglie e fiori; in questo caso bisogna intervenire trattando la pianta con un insetticida specifico.

Semina
I semi raccolti dai fiori secchi dell’anno precedente si seminano in semenzaio protetto a fine inverno nel periodo febbraio - marzo oppure direttamente in piena terra a maggio.

Trapianto

Il trapianto delle piantine di zinnie si effettua da aprile-maggio in poi, in buche distanti tra loro 30 cm nella variante nana e circa 50 centimetri nella variante gigante.

Cimatura
Cimare frequentemente le zinnie a livello della quarta foglia per stimolare l’emissione di nuovi getti laterali e nuovi fiori.

Semina
Quando si seminano le zinnie in piena terra, per creare aiuole e bordure, è preferibile mantenere una distanza di circa 30 cm tra una piantina ed un’altra; in questo modo si creerà un insieme compatto e piacevole da vedere.












Bocca di leone - Antirrhinum majus



Nome comune: Bocca di leone o Bocca di lupo.
Famiglia: Scrofulariaceae.
Provenienza: regioni mediterranee.
Descrizione genere: comprende 42 specie di piante perenni e annuali delle quali la più diffusa risulta A. majus.
E' una pianta erbacea perenne coltivata come annuale originaria dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.La particolarità di questa pianta sta senz'altro nei fiori, parzialmente tubolari, con due labelli, che si aprono premendo il fiore ai lati, ricordando la bocca di un leone o di un drago

I colori sono molti, dal giallo al rosso al rosa, esistono anche varietà bicolori e screziate. Il fiori lasciano il posto a baccelli legnosi che contengono numerosi semi fertili. Per avere fioriture più abbondanti levare gli steli di fiori appassiti, si consiglia anche di cimare le giovani piante per ottenere una crescita più compatta.

Se si coltiva in vaso, devono essere utilizzati contenitori di 12-14 cm. di diametro per ogni singola pianta, oppure di 25 cm. di diametro per un gruppo di tre piante. 

Esposizione
le bocche di leone necessitano di essere coltivate in pieno sole per poter ottenere una buona fioritura; se si vogliono coltivare come piante perenni in inverno è consigliabile coprirle con tessuto non tessuto, per evitare che gelino.

Moltiplicazione
Normalmente le bocche di leone si riproducono per seme.

Malattie e parassiti 

Afidi: attaccano foglie, fiori e nuovi germogli in accrescimento. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

Ruggine: è causata da un fungo e si manifesta con la comparsa di pustole scure sui fusti e sulle foglie. In caso di attacco forte, la pianta può seccare e morire. Si combatte con prodotti specifici. Varietà resistenti alla ruggine sono: “Harrison’s Rust Resistent”, “Scarlet Monarc”, “Yellow Monarc” ecc.

Muffa delle bocche di leone: è causata da un fungo (Peronospora antirrhini), che attacca in modo particolare le piante giovani, determinando la deformazione delle foglie, che si arricciano e si ricoprono di una muffa grigiastra, e l’arresto della crescita degli esemplari colpiti. Si combatte con prodotti specifici.

Muffa grigia: è un fungo (Botrytis cinerea) che provoca la comparsa di macchie scure e, successivamente, di ammassi polverulenti grigi su fiori e fusti. È facilitata nella sua diffusione da piantagioni molto fitte. Bisogna eliminare le parti colpite e l’eventuale terriccio “ammuffito”, nonché trattare la pianta con un prodotto anticrittogamico.

Marciume del piede e marciume radicale: sono provocati da funghi che attaccano la zona del colletto e le radici. Le parti colpite diventano scure e marciscono. Si combattono eliminando le piante infette, evitando ristagni di acqua e utilizzando, all’occorrenza, prodotti specifici.

Marciume delle piantine dei semenzai: causato da un fungo (Pythium debaryanum), che colpisce le piantine giovani all'altezza del colletto, il quale diventa biancastro e raggrinzito. 
Le piantine avvizziscono e muoiono in poco tempo.
 Bisogna evitare ambienti caldo-umidi senza areazione e semenzai troppo fitti e, all’occorrenza, utilizzare prodotti specifici.

La verbena



La verbena è una pianta erbacea molto diffusa sia per abbellire giardini che terrazzi.
Le varietà da fiore, usate per giardino e fioriere, hanno un  meraviglioso aspetto ricadente e tappezzante.
Le verbene sono molto rigogliose e perenni, ma in giardino vengono coltivate come annuali perchè difficilmente superano l'inverno, non sopportando pioggia e freddo.Se la verbena è tenuta in vaso, ritirata in casa o serra, potrà rifiorire.

Descrizione
Sono piante che presentano fusti eretti e quadrangolari (con una parte più schiacciata), che possono raggiungere 40-80 cm. di altezza, che portano foglie ovali dal margine dentellato.
Nel periodo estivo producono fiori simili a primule, molto numerosi, dotati di un profumo gradevole e penetrante, che sbocciano riuniti in spighe terminali.
Tra le varie specie, quella che meglio si presta alla coltivazione in vaso e, visto il portamento strisciante e decombente, anche in cestini sospesi è V. peruviana.
Al genere appartiene anche la specie V. officinalis, utilizzata per infusi (intera pianta fiorita o foglie) dalle proprietà digestive, cicatrizzanti e analgesiche.

Due varietà di facile reperibilità

Verbena Helichrysum. La varietà che meglio si presta alla composizione. La pianta ha rami con foglie di colore verde grigio. In estate produce numerosi fiori di colore giallo. La verbena ha portamento cespuglioso: utilizzando una varietà con fiori di colore lilla rosato, che fiorisce dalla primavera fino all’autunno, i fiori sono coloratissimi e profumati.

Verbena impatiens: utilizzare la varietà “new guinea” di colore rosso scarlatto. Questa varietà annaffiata con regolarità resiste anche al sole e fiorisce per tutta l’estate. Utilizzare una miscela formata da terriccio universale arricchito con concime organico a lento effetto.

  • Coltivazione

Temperatura: la temperatura minima invernale non dovrebbe essere inferiore a 7-13 °C.
Luce: la pianta necessita di almeno alcune ore al giorno di irradiamento solare, a parte in estate, quando è necessaria una leggera ombreggiatura.
Annaffiature e umidità : annaffiare abbondantemente in primavera-estate. Con l'arrivo del clima freddo, in autunno, possiamo interrompere le annaffiature, e lasciare che le piante deperiscano.
Substrato: terreno ricco, formato da terra di foglie e terriccio, con aggiunta di torba e sabbia. I vasi dovranno essere più larghi che profondi e, dato il suo portamento strisciante, che può diventare decombente, è adatta anche alla coltivazione in panieri sospesi.

  • Moltiplicazione
Si possono ottenere nuovi esemplari, ricorrendo alla divisione dei cespi a fine primavera, in ambiente caldo e ombreggiato.

  • Malattie, parassiti 

Con l'inizio della primavera, è bene praticare un trattamento preventivo, con un insetticida ad ampio spettro, da praticarsi quando nel giardino non sono ancora presenti fioriture. Prima che le gemme ingrossino eccessivamente è consigliabile anche praticare un trattamento fungicida ad ampio spettro, per prevenire lo sviluppo di malattie fungine, il cui dilagare è favorito dall'elevata umidità ambientale.
Cimature regolari e periodiche dei rami permetteranno alla pianta di mantenere un aspetto compatto e accestito


Il gelsomino - genere jasminum

Gelsomino genere jasminum
Una delle piante più amate e più diffuse nei nostri giardini, sui balconi e sui terrazzi è il gelsomino. Se ci troviamo nel sud Italia dove il clima è meno rigido, potremo piantare il gelsomino vero e proprio, se invece abitiamo al nord o comunque in zone in cui il clima invernale è più freddo, con gelate notturne, la specie migliore da scegliere è il Rincospermo o falso gelsomino


Il genere jasminum, appartenente alla famiglia delle Oleacee, conta circa 250 specie di arbusti da fiore, spesso rampicanti, ricadenti o prostrati, sempreverdi o a foglie caduche, con fiori di colore giallo, bianco o bianco-rosato.
Generalmente il Gelsomino è un arbusto molto facile da coltivare, infatti si sviluppa molto bene anche nella comune terra di un giardino. L'ambiente ideale è molto soleggiato e riparato dal vento.
I gelsomini coltivabili nei giardini italiani sono tanti, tra questi una decina circa sono reperibili facilmente nei nostri vivai.
  • Jasminum floridum è un arbusto sempreverde, abbastanza compatto, si sviluppa fino a 150-200 cm di altezza, con portamento eretto ed arrotondato. Le foglie sono composte da 3-5 foglioline ovali, lanceolate, di colore verde scuro. Non teme il freddo ed ha una foritura poco abbondante, ma che si protrae da maggio fino ad agosto.
  • Jasminum mesnyi è un arbusto sempreverde, alto fino a 2-3 metri, con rami ricadenti, a sezione quadrata; fiorisce all'inizio della primavera, con fiori a stella di colore giallo
  • Jasminum multiflorum è un arbusto originario dell'India; teme un poco il freddo e va posto a dimora in luogo riparato, coprendo la chioma durante l'inverno. Da primavera fino a fine estate produce piccoli grappoli di fiori bianchi, leggermente profumati. 
  • Jasminum fruticans fiorisce in primavera, con fiori di colore giallo oro; ha foglie composte, costituite da tre foglioline ovali, di colore verde brillante. Non teme il freddo.
Il gelsomino non è una pianta difficile da coltivare, per garantirgli una più facile e lunga fioritura è consigliabile posizionarlo in una zona soleggiata. 
Il Gelsomino si pianta a fine inverno mettendo vicino alla base della pianta del concime organico o del concime granulare.
Si adatta ad ogni tipo di terreno,va irrigato con moderazione sia nella quantità che nella frequenza. 

Potatura e diradamento
La potatura riveste un ruolo importante perché deve favorire l'infoltimento della pianta fin dalla base, cercando di evitare che restino spazi vuoti. Per questo motivo, i rami vengono accorciati di circa 2/3. L’intervento, se necessario, va ripetuto per i primi 3-4 anni.
La potatura del gelsomino adulto, va eseguita a primavera in modo da evitare che il gelo provochi danni ai rami tagliati.
Al momento della potatura, tagliare alla base i rami più vecchi mentre i rami nuovi andranno solamente diradati, gli scarti dei tagli potranno essere utilizzati per la moltiplicazione della pianta con il sistema della talea.
Rincospermo o falso-gelsomino

Il giardino Zen


Il concetto di giardino zen viene considerato un mito da molti importanti esperti giardinieri giapponesi e da molti esperti di buddismo.
Essi sostengono che si tratta di una creazione occidentale della fine del XX secolo, che non ha niente a che fare con la tradizione del giardinaggio giapponese. 
L'estetica del karesansui o "giardino secco" non è affatto unica dei giardini che si trovano vicino ai templi zen. I giardini secchi si possono trovare fuori da case, ristoranti e alberghi. 
Similarmente, i giardini attorno ai templi zen possono avere molti stili differenti, e i giardini secchi sono solo uno di questi.

Gli elementi base



Ci sono 3 elementi basilari indispensabile: che sono acqua, roccia e verde.
L'acqua significa Vita, senza l'acqua non si può vivere.
L'acqua deve scorrere da est ad ovest, come il sorgere ed il tramontare del sole.
Le rocce  formano un punto di pace e serenità nel giardino. Forme rotonde portano atmosfera e pace. La posizione e importante, la roccia deve dare l'impressione che sia lì da sempre.
Il giardino deve essere verde tutto l'anno, soltanto nella primavera è concessa la fioritura di alcuni arbusti quali l''azalea, il rododendro, la camelia ecc.
Il giardino deve essere equilibrato, né troppo grande , né troppo piccolo.

Il materiale occorrente per realizzare un giardino Zen


  1. Delle rocce di notevoli dimensioni.
  2. Dell'acqua, sia in movimento che ferma.
  3. Un ponticello.
  4. Bamboo.
  5. Rododendro ed azalea ( o camelia)
  6. Muschio
  7. Piante verdi (come felci, hosta ecc).
  8. Pergode (una lanterna giapponese).
  9. Per chi ha spazio, ghiaia chiara.


Cosa si propone un giardino Zen?
Uno è quello di provocare nell'osservatore la sensazione che il giardino sia di grandi dimensioni; verranno quindi posizionate le piante piccole sullo sfondo e le grandi nel centro; i corsi d'acqua e i laghetti saranno formati in modo da simulare le forme di un lago che si estende in lontananza; le pietre ricorderanno dei rilievi montuosi.


Simbolismo

Tante piante e rocce in un giardino hanno un significato. Per esempio:
L'acero giapponese rappresenta il cambiamento e rinnovamento delle cose perché in autunno perde le sue foglie.
Le pietre nell'acqua significano gli ostacoli nella vita
L'acqua può anche essere presente nel giardino semplicemente sotto forma di ghiaia, che verrà opportunamente movimentata con dei disegni ondeggianti realizzati con un semplice rastrello.
Un piccolo abete sempre verde rappresenta "l'eternità".

Anche la forma delle rocce non è casuale, deve trasmettere un significato: si differenziano, quindi, esemplari di rocce prostrati (Kikyaku) a simboleggiare la terra; ramificate (Shigyo) a ricordare il fuoco, alte e verticali (Taido) come le vette che rappresentano; piatte o a cuscino (Shintai) a voler richiamare l’acqua... 

Si hanno le seguenti "tipologie" di rocce:
Primo tipo: Taido (abbinato al legno). Sono pietre alte e verticali. Simboleggiano i grandi alberi e, per il loro aspetto fallico, la fertilità. Nei raggruppamenti di pietre all'interno del giardino, vengono disposte verso il fondo, dietro a tutte le altre ;

Secondo tipo: Reisho (abbinato al metallo). Sono pietre verticali basse e simboleggiano le due delle qualità del metallo: stabilità e fermezza. Generalmente sono raggruppate con le pietre verticali alte;

Terzo tipo: Shigyo (abbinato al fuoco). A questo insieme appartengono le pietre arcuate e ramificate a ricordare la forma della fiamma. Vengono posizionate di fronte e lateralmente rispetto alle pietre di altre forme;
Quarto tipo: Shintai (abbinato all'acqua). Le pietre piatte o orizzontali che vengono poste lateralmente agli altri gruppi per armonizzarli;

Quinto tipo: Kikyaku (abbinato alla terra). Sono principalmente le pietre prostrate o reclinate. Vengono utilizzate per armonizzare gli altri raggruppamenti dove ve ne sia bisogno. Il simbolo della terra è quindi utilizzato a fini completativi.

Coltivazione della Begonia


Le begonie sono tra le le più belle piante da fiore, qualsiasi sia la loro varietà.
Tantissime le tonalità dei loro fiori che comprendono svariati colori eccetto il verde e il blu: alcuni fiori sono larghi una ventina di centimetri e hanno portamento dritto, altri ancora nascono, in dimensioni ridotte, su piante striscianti.

Il genere Begonia si sudde in tre grandi categorie a seconda del tipo di radice:
  1. Begonie con radice rizomatosa: sono piante sempreverdi e la loro particolarità è la presenza di un rizoma al posto della radice vale a dire un fusto perenne sotterraneo funzionante come organo di riserva. Le foglie sono variamente colorate. I fusti sono striscianti ed i fiori sono poco appariscenti;
  2. Begonie con radice tuberosa: sono piante caratterizzate dall'avere la radice formata da un grosso tubero nerastro. In genere sono piante annuali (ci sono anche le forme perenni) e producono fiori molto grandi, semplici o doppi e molto colorati.
  3. Begonie con radice fascicolata: sono piante sempreverdi e la loro particolarità sono le radici fascicolate o affastellate (vale a dire le radici secondarie di primordine si accrescono tanto quanto la radice principale). Alcune Begonie di questo tipo sono arbustive altre hanno un andamento strisciante ma tutte producono fiori a pannocchia.
  
Come si coltivare begonie sane e bellissime?

Temperatura: la temperatura minima invernale sopportata varia molto da specie a specie, ma non deve comunque essere al di sotto di 13°C. Le begonie sopportano male le correnti d’aria.

Luce: tutte le begonie non tollerano la luce diretta del sole. Le specie originarie delle foreste necessiteranno di minore luce rispetto alle specie originarie delle foreste tropicali, che sono abituate a una maggiore luminosità invernale, allorché la maggior parte degli alberi si spogliano.

Annaffiature e umidità ambientale: generalmente richiedono annaffiature frequenti in estate, ridotte in inverno. Tutte le specie richiedono un’elevata umidità ambientale, che non dovrà però risultare stagnante e senza aerazione, per evitare l’attacco da parte di malattie fungine, prime fra tutte l’oidio o mal bianco.

Terriccio: consigliato un terreno ricco di humus e poroso, composto da terra di foglie e torba, che non dovrà mai essere soggetto a ristagni d’acqua ( pena il marciume della pianta)

Concimazioni ed accorgimenti particolari: utile l’utilizzo di fertilizzante liquido ogni quindici giorni durante il periodo vegetativo.

Moltiplicazione
Si riproducono per seme ( la tecnica è complicata ), per talea (quelle a radice fibrosa), meglio per rizoma o talea di foglia (per tutte le specie rizomatose), per divisione del tubero (per tutte le tuberose).

Malattie, parassiti 


Le begonie possono essere colpite da:
- Muffa grigia: è un fungo (Botrytis cinerea) che provoca la comparsa di macchie scure e, successivamente, di ammassi polverulenti grigi su foglie e fiori. È facilitata nella sua diffusione da piantagioni molto fitte. Bisogna eliminare le parti colpite e l’eventuale terriccio “ammuffito”, nonché trattare la pianta con un prodotto anticrittogamico.
- Oidio o mal bianco: è provocata da funghi della famiglia delle Eirisifacee. È causa della comparsa di macchie bianche polverulente su foglie e steli, caratterizzati da un tipico odore di muffa. Lasciare asciugare la pianta, aumentare la ventilazione (evitando correnti d’aria) e utilizzare un anticrittogamico.

- Marciumi.
Ci sono vari tipi di marciumi che possono attaccare le begonie:

- Marciume nero delle radici: è causato da un fungo (Tielaviopsis basicola) che provoca la comparsa sulle radici di macchie nere che poi marciscono. La pianta va incontro a deperimento, avvizzimento e, successivamente, morte. I terreni nei quali si è manifestato tale fungo andrebbero sterilizzati, dato che questo può sopravvivere sui residui vegetali.

- Marciume delle piantine dei semenzai: causato da Pythium debaryanum, colpisce le piantine nate da poco all’altezza del colletto, che diventa biancastro e raggrinzito. Le piantine avvizziscono e muoiono. Bisogna evitare ambienti caldo-umidi senza aerazione e semenzai troppo fitti.
- Batteriosi delle begonie: si manifestano con la comparsa di macchie traslucide sulle foglie. Queste si estendono fino a far marcire completamente la foglia.

- Virosi: determinano la comparsa di macchie gialle o decolorate sulle foglie che arrivano anche a deformarsi. Possono essere trasmesse da una pianta all’altra per mezzo di parassiti (afidi e nematodi) o utilizzando talee di piante infette.

- Acari: possono attaccare i boccioli e le foglie delle piante giovani. Si combattono con prodotti specifici.

- Nematodi: vivono nel terreno formando tumefazioni sulle radici delle piante, che vanno incontro a una crescita stentata e deforme. Alcuni tipi di nematodi attaccano i tuberi (che presentano macchie scure all’interno) e i fusti e le foglie (sui quali si manifestano ingiallimenti e deformazioni). I tuberi fortemente infestati devono essere eliminati, mentre quelli infestati solo in superficie possono essere trattati immergendoli per alcune ore in acqua a 45°C.

- Punteruoli: sono piccoli coleotteri che rodono tuberi e radici. Un attacco grave può portare la pianta alla morte. Si combattono con prodotti specifici da acquistare in negozi specializzati.

Potatura:la Begonia non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

     

     

  

Come coltivare le Azalee



Le azalee, con la loro coloratissima fioritura, sono presenti in Gran parte del mondo; si calcola che ne esistano più di 10.000 varietà

Coltivazione in terra
L'azalea e una pianta che esige un terriccio acido, con un pH compreso fra 5.5 e 6
pena la mancata fioritura. In commercio esistono terricci gia pronti, perfetti per la coltivazione dell'azzalea, ma se volessimo cimentarci nella realizzazione di un composto adatto, potremo procurarci del comune terriccio, aggiungendo degli aghi di pino ,della torba (in parti uguali) e poca sabbia per evitare il ristagno idrico.

Per le azalee in vaso
L'azalea va rinvasata ogni 2-3 anni; rinvasiamola utilizzando del terriccio, reperibile in ogni suoermercato, destinato alle piante acidofile. Ricordiamo che l’annaffiatura con acqua particolarmente calcarea e dannoso all'azalea perché causa un precoce ingiallimento delle foglie.

Concimazione e cura
Durante la stagione vegetativa e la fioritura, l’azalea deve essere concimata con un fertilizzante specifico per piante acidofile diluiti nell’acqua delle innaffiature. Consiglio casalingo Non buttare le bustine del te o i fondi del caffè, ma uniteli al terriccio per renderlo costantemente acido.

Malattie
Le malattie che colpiscono le azalee riguardano le foglie, le quali possono perdere la lucentezza per poi ricoprirsi di macchie gialle o marroni.
Il ragno rosso può far morire l’intera pianta poiché attacca anche le radici.

Malattie e cure del Geraneo


Il geranio è una pianta dalla fioritura copiosa, davvero facile da coltivare.  Apparve per la prima volta in Europa tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700. La bellezza del fiore non fu apprezzata immediatamente ma soltanto dopo alcuni decenni.
Ai nostri giorni, bellissimi gerani adornano, durante l'estate, i balconi e le terrazze delle nostre case, ma come coltivarlo? e sopratutto...come difendersi dalle malattie che sempre più frequentemente lo colpiscono?


Tra le malattie più diffuse ci sono quelle del colletto (la zona che collega le radici e il fusto): queste malattie sono causate da vari tipi di funghi.
Ad inizio coltivazione, la giovane pianticella può essere attaccata dal fungo Rhizoctonia solani, il cui sintomo più tipico è l'indurimento nella zona del colletto.
Per prevenire gli attacchi di questi tipo è buona norma evitare ristagni d'acqua nel vaso, evitare di mettere le piante molto fitte nei vasi per non creare situazioni eccessivamente umide che favoriscano la diffusione della malattia.
Tra le altre malattie causate da funghi abbiamo poi la Muffa Grigia, favorita anch'essa dall' elevata umidità.
I sintomi più frequenti sono rappresentati da disseccamenti fogliari e da una vistosa muffa grigio scura.
Anche in questo caso il rimedio più efficace è sicuramente la prevenzione mentre, in caso di massicci attacchi in atto, è indispensabile agire con fungicidi ad azione curativa.
La Ruggine del geranio presenta sintomi molto chiari, sulla lamina inferiore della foglia compaiono delle piccole bolle di colore rosso-ruggine che hanno la particolarità di rilasciare una polverina del medesimo colore.
Per evitare il propagarsi della malattia, e opportuna l'eliminazione e la distruzione delle foglie malate. Anche nel caso è bene moderare le innaffiature per non creare ristagni d'acqua all'interno del vaso.

Altra malattia comune è causate da Batteri (Xantomonas) i cui sintomi sono gli ingiallimenti fogliari o sotto forma di piccole macchie a forma di triangolo con la punta rivolta verso l'interno della foglia. 
Può anche succedere che le foglie si pieghino ad ombrello, sintomo che si trova più di frequente sulle foglie vecchie.
Nella zona dello stelo vicina al colletto troveremo inoltre un'area bruno-marrone.
Negli stadi avanzati, questa malattia porta alla morte certa della pianta, è quindi necessario combatterla in primis con  una buona prevenzione, anche perché è difficilmente curabile.
L'unica cura possibile prevede l'eliminazione completa le piante malate ed il substrato che le ospita, onde evitare la propagazione della malattia ad eventuali altre piante presenti nelle vicinanze.
Buona norma è la disinfezione delle piante con prodotti a base di rame.

Gli insetti
Il più diffuso è un Tripode, il Frankliniella occidentalis, che si presenta, sia allo stadio larvale che a quello di adulto, di un bel colore giallo-beige con la spiccata capacità di annidarsi all'interno delle gemme, risultando quindi di difficilmente visibile.

Altro insetto è la Mosca Bianca. Questo fastidioso insetto ha la capacità di riprodursi lungo tutto il corso dell'anno, specialmente se può trovare un ambiente accogliente come quello di una pianta allevata nel caldo tepore di una serra o veranda, specie se riscaldata.
In caso di infestazioni massicce bisogna procedere con una potatura drastica della pianta ad un'altezza di circa 10 cm, bruciando tutto il materiale potato.

















Giardinaggio: quali gli attrezzi da utilizzare

Vanga, badile, zappa, sarchiatore e rastrello, ma non solo: per prendersi cura del proprio giardino ci vogliono anche forbici, stivali guanti e, ovviamente, l'innaffiatoio.

L’attrezzo da giardino principale è il rastrello: dal manico corto o lungo che sia, dai denti più o meno appuntiti, ripulisce il giardino dalle foglie secche o aiuta a livellare il terreno prima della semina o prima di spargere il concime.

Il secondo in ordine di importanza è un bel paio di forbici: possono essere per fiori, per siepi, da vigna, per erba ma se sono buone, a meno che non vi servano nello specifico con le punte sottili per raccogliere la frutta o recidere i fiori, vi andranno bene comunque, purché di buona qualità.

Una vanga e un badile che con la sua pala leggermente a coppa raccolga grandi quantità di terra e foglie.

Una zappetta per piccoli spazi

Una peletta per rinvasare

Il pianta bulbi: Se la vostra aiola è fatta di bulbi, non potrete fare a meno di un bel  pianta bulbi 


Inoltre dotatevi di un coltello affilato e di rafia o legacci per raddrizzare le piante.


Immancabile l’innaffiatoio, grande o piccolo, ma preferibilmente col beccuccio a pioggia.

Indossate un paio di stivali robusti e un paio di guanti per evitare che le vostre mani si rovinino più del dovuto, considerate l’utilizzo di occhialoni e di un grembiule plastificato piuttosto resistente.

balcone con garofani

Coltivazione Mughetto


Il mughetto è una pianta originaria dell'Europa e dell'asia, dove è diffusa nei boschi di pianura e di media collina.  In primavera inoltrata tra le due foglie si sviluppa un sottile fusto eretto, che porta alcuni fiorellini di colore bianco, a forma di campanula, intensamente profumati; presentano sei piccoli lobi, ripiegati verso l'esterno del fiore; in estate ai fiori seguono piccoli frutti tondeggianti, di colore rosso, che contengono alcuni semi scuri. 

Bordura: la campanula

Le bordature sono un ottimo elemento per abbellire il giardino.
Ricordatevi però di scegliere la tipologia di bordature in accordo con lo stile della vostra abitazione e del giardino. Se usate in maniera corretta creano un piacevole effetto armonioso, se invece vengono usate in maniera errata si avrà l’effetto opposto