Le tue piante di casa e appartamento

Consigli per la cura, la riproduzione e il mantenimento delle tue piante da appartamento o da giardino? Quì troverai tanti consigli per avere sempre piante sane e verdeggianti

Il tuo orto e terrazzo sempre rigogliosi

Il piacere di dedicarsi alla cura delle piante in casa,terrazzo o in giardino.

Le nostre succulente, come si curano e fanno fiorire ?

Il mondo esotico delle piante grasse si svela attraverso articoli interessanti, precisi e dettagliati.

L'orto di casa

E' solo un fazzoletto di terra? poco spazio ma tanta voglia di verde

Le piante carnivore

Le piante carnivore, uniche e peculiari nel regno vegetale, hanno forme curiose, fioriture strane, sono delle particolari piante che intrappolano e consumano animali e protozoi per sopravvivere, fiorire e riprodursi.

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Prendiamoci cura della Stella di Natale nella bella stagione



L'euphorbia pulcherrima (o poinsettia) meglio conosciuta come stella di natale è una pianta che basa la fioritura sulla quantità di luce che riceve.

Come trattarla dopo la fioritura?

Va tenuta in casa fino alla perdita totale delle foglie quindi in tarda primavera e trasferita all'aperto, innaffiata pochissimo e concimata mensilmente con concime liquido.
Se il vaso risulta inadeguato, va eseguito un rinvaso ed una potatura delle radici (anche drastica se si nota un'apparato radicale troppo sviluppato)
Quando le temperature all’esterno sarà mite (10-15°C), andrà potata di un terzo della lunghezza dei rami, rinvasata in terriccio per acidofile con aggiunta di sabbia per favorire un buon drenaggio.
Collocata all'aperto, all’inizio in ombra e poi, abituandola gradatamente al sole.
Durante il periodo estivo non si vedranno sostanziali miglioramenti fino alla gemmazione che potrà avvenire al giungere dell'autunno ai primi freddi (metà novembre - dicembre)
Spostata all'interno gli va assicurato non più di 8 ore di luce solare al giorno.(deve stare al buio per sviluppare le brattee rosse il vero fiore della poinsettia,il ciazio, è composto da piccole coppe gialle inserite tra le brattee)
In questo periodo va concimata ogni 15 giorni sempre con un fertilizzante liquido (per piante fiorite o meglio ancora specifico per poinsettie).

La Gerbera



La gerbera è originaria dell’Africa e dell’Asia orientale e fa parte della famiglia delle compositae. Ne esistono circa 70 specie di perenni erbacee, semirustiche; sono particolarmente adatte per la produzione di fiori da recidere.
Si coltivano facilmente in tutte le regioni a clima mite.
Nella maggior parte delle Gerbere la fioritura si ha con l'inizio della primavera fino all'autunno inoltrato.
I suoi fiori, simili a quelli della margherita, hanno colori brillanti con sfumature del bianco, del giallo, dell’arancione, fino al rosso scuro e fioriscono da maggio a settembre

Coltivazione
Necessita di molto sole e di riparo dalle intemperie.
Nelle zone a clima temperato la Gerbera può essere coltivata all’aperto, mentre in quelle particolarmente fredde sarà bene riparare la pianta durante l’inverno, per evitare che le gelate notturne la rovinino irrimediabilmente.
Le temperature ottimali notturne sono intorno ai 15°C mentre quella diurna è di 20-25°C. Tollerano molto bene le alte temperature estive purché il terreno abbia un giusto grado di umidità.
Durante il periodo invernale è importante che le temperature non scendano sotto i 5°C.

Terriccio

Preferiscono dei terreni ricchi di sostanza organica, leggeri, che favoriscano il rapido sgrondo delle acqua in eccesso e va fatto in primavera.
Una buona soluzione sono tre parti di terra universale, una di torba e una di sabbia a grana rossa.


Concimazione
Usare del fertilizzante liquido opportunamente diluito nell'acqua d'irrigazione ogni 15 gg dal momento in cui iniziano a formarsi i germogli e per tutta la fioritura.

Innaffiature 
L'innaffiatura deve essere regolare, ma non abbondante, lasciando che il terreno si asciughi tra un’irrigazione e l’altra.

 Precauzioni
Temendo la troppo acqua, tende a marcire se innaffiata troppo abbondantemente.

Girasole: ecco tutto quello che devi sapere sulla sua coltivazione e cura



Il girasole  (Helianthus annuus) è una pianta erbacea che  appartiene alla famiglia delle Asteraceae.
Presenta un’infiorescenza, cioè un insieme di fiori, per la precisione un’infiorescenza a capolino da agosto ad ottobre.
E' una pianta annuale, il che vuole dire che ogni anno andrà seminata,cresce in fretta ed è facile.
Scegliete il balcone più esposto al sole e se è possibile potete anche spostarla, in base a dove gira il sole.

I semi si mangiano crudi e gli uccelli ne sono molti ghiotti.
I residui della spremitura, ma anche le foglie, si utilizzano per l'alimentazione del bestiame.


Effetti benevoli per la salute
L'estratto dei petali esercita un'azione positiva per la cura della febbre ed in caso di tubercolosi polmonare.
L'olio di semi di girasole è prezioso per il suo contenuto di grassi insaturi, utili nelle prevenzione della arteriosclerosi.
Con i fiori e le foglie si preparano infusi e decotti speciali contro la febbre e sono diuretici.
La medicina popolare utilizza le foglie e i fiori per curare malattie della gola e dei polmoni.

Coltivazione
Il Girasole è una pianta molto semplice da coltivare partendo dal seme.Se volete avere dei girasoli nel vostro orto, per adornarlo o perché vi piacciono i loro semi, tenete presente che la semina va effettuata verso aprile

In balcone
Il girasole cresce meglio in terreni fertili, ben concimati, umidi e ben irrigati. Riguardo al pH non ha particolari esigenze, viene coltivato in terreni con pH variabile da 5,7 a 8. Coltivabile in esterno o in vaso senza particolari difficoltà.
Per il balcone è optare per la varietà nana, sono altrettanto belli e non superano i 50 cm; vi prenderà poco spazio e, per circa due mesi vi regalerà una splendida fioritura. In caso di forte vento è necessario fissare delle cannicelle al fusto per sostenerlo.

Annaffiature
 Se il girasole è coltivato in vaso, occorre innaffiare il terreno ogni volta che questo si asciuga, evitando però ristagni d'acqua.
Se è coltivato in giardino, bisogna irrigare il terreno costantemente

Coltivazione
In un grande vaso è possibile seminare un bel Girasole gigante che crescerà abbastanza velocemente raggiungendo un'altezza di oltre un metro.
Per tutte le varietà, la semina si effettua all'inizio della stagione primaverile (da fine marzo- a metà aprile).
I semi dovrebbero essere interrati con una densità di circa 8-9 piante per metro quadrato e a 3-4 cm di profondità. Il seme inizia i processi di germinazione già a temperature di 4-5°C mentre quelle ottimali si aggirano intorno a 16-18°C

Vive bene sia in ambienti soleggiati che in penombra, l’importante è che abbia a disposizione almeno 4-5 ore di sole.

Concimazione
E’ preferibile concimare il girasole con concime organico oppure con un fertilizzante a lenta cessione. Va tenuto presente che con le sue radici è in grado di assorbire sostanze dal terreno anche a grandi profondità.

Parassiti e malattie
  • La muffe grigia e la riggine da trattare con specifici prodotti funghicidi. 
  • Peronospora: viene favorita dalle piogge o dalle irrigazioni che lasciano acqua sulla vegetazione e da temperature primaverili. Si manifesta con macchie rotondeggianti o irregolari sulla pagina superiore delle foglie e sviluppa una muffa bianca o grigia sulla pagina inferiore in corrispondenza delle macchie
  • Afidi: Sono insetti molto piccoli (gli adulti misurano in genere 2 millimetri) che, pungendo foglie e petali, causano macchie decolorate.
  • Nottue: Sono insetti medie dimensioni, mm 35-45, di colore grigiastro o bruno chiaro; depongono numerose uova sul terreno o sulle foglie delle piante.
  • Lumache e limacce: disinfestare con prodotti contenenti metaldeide. 

Il tabacco ornamentale:il tabacco che di notte profuma il giardino



Il tabacco ornamentale o Nicotiana alata (sinonimo di N. affinis Nana) proviene dal Sudamerica ed appartiene alla famiglia delle Solanaceae.
Pianta cespugliosa, annuale, di modeste dimensioni, alta dai 30 ai 60 centimetri con foglie di colore verde intenso, fiorisce a giugno con fiori unghi circa 8 cm a forma di campana o imbuto.
Le principali qualità sono la grande rifiorenza, un lungo periodo di fioritura ed una gamma di colori molto ricca.
La nicoziana, per la sua prerogativa di emanare un profumo particolarmente dolce soprattutto nelle ore notturne, viene impiegata per la decorazione delle zone del giardino più vicine all’abitazione, oppure per adornare terrazze e balconi.

Terriccio
Necessita di un terreno ben drenato, arricchito con letame maturo e concimi fosfopotassici.

Coltivazione
Posizionate la pianta in pieno sole ma riparati dal vento. Se c'è vento i cespi tendono infatti a sfasciarsi, in tal caso provvedi a dei sostegni.
Cresce bene ad una temperatura che va dai 18 ai 30 gradi. Nelle regioni più calde sopporta l'inverno

Concimazione
Necessita di una concimazione liquida una volta alla settimana

Semina
Spargere i semi di tabacco ornamentale su un composto leggero e sabbioso in febbraio-marzo alla temperatura di 18 gradi.
Trasferire le piantine in un vasetto ricco di torba al riparo dal freddo prima della messa a dimora in maggio-giugno

Parassiti
I parassiti più diffusi sono gli afidi, che tuttavia solo raramente riescono a creare danni e arricciamento alle foglie e decolorazione dei fiori.
Si controlla con insetticida a base di piretro, evitando di trattare i fiori.


Il Calicanto,un piccolo fiore dall'incantevole profumo


In natura il calicanto (Calycanthus praecox) ha dovuto adattarsi ai geli intensi delle sue terre d'origine,il Sichuan cinese, dove cresce fino a 3.000 m di altitudine.
 Nei nostri climi i suoi fiori sono resistenti al freddo più intenso grazie alla struttura cerosa che protegge le cellule vegetali dei petali.
Si tratta di una pianta rustica resistente al freddo, che non abbisognano di particolari cure.

Coltivazione
Cresce meglio in terreni ricchi e ben drenati. Preferisce esposizione non troppo soleggiata o semi ombreggiata, clima fresco, terreno soffice e permeabile, soffre i suoli calcarei. Eventuali potature di sfoltimento vanno effettuate dopo la fioritura.

  Semina
La riproduzione delle piante avviene per seme, che una volta prelevato dalla pianta deve essere collocato in vasi da giardino su del buon terriccio o meglio su un sostrato composto da torba e sabbia in parti uguali, che andrà mantenuto umido fino alla completa maturazione dei semi.


 Esiste anche un Calicanto estivo, (Calycanthus floridus), poco conosciuto in Italia Originario dell'America del nord con le foglie di un bel verde luminoso fanno da sfondo alla fioritura, da giugno in poi. Resistente al freddo, non ha particolari esigenze se non quella di evitare le posizioni troppo calde e aride Il Calicanto va innaffiato spesso, altrimenti la fioritura risulterà scarsa.
 Una dote dei fiori del calicanto estivo è quella di esalare una fragranza speziata, soprattutto la sera: un buon motivo per piantarlo vicino al luogo dove soggiornate nelle belle notti di luglio.

Coltivare i garofani con successo



I garofani sono specie erbacee di solito perenni e rustiche;  vengono utilizzate per la decorazione di aiuole, giardini rocciosi e sempre più spesso balconi..
Le piante di questo genere sono tutte velenose: le foglie, a contatto con la pelle, possono causare ulcerazioni; mentre, se ingerite, rappresentano un potente veleno ad azione sul cuore.
La fioritura dei garofani avviene tra aprile -ottobre a seconda delle specie.


Varietà di garofani

Le varietà di garofani sono tante alcune di breve durata, altre invece annuali o biennali altre ancora perenni.
Tra le specie più diffuse ricordiamo il garofano comune, G. caryophillus, il G. barbatus noto come garofan0 dei poeti, e il G. superbus intensamente profumato.


Tutte le varietà non necessitano di particolari cure; amano le posizioni abbastanza soleggiate, purché possano godere del refrigerio dell'ombra nelle ore più calde del giorno


Terreno
Pur preferendo terreni sciolti, il garofano si adatta bene anche a terreni pesanti purchè venga assicurato un buon drenaggio ed una buona dotazione di sostanza organica.

Innaffiature

Per una buona fioritura necessitano di annaffiature regolari nelle settimane primaverili, con clima mite; le precipitazioni in genere ci sono d'aiuto, ma se la primavera si presenta particolarmente siccitosa è bene annaffiare i garofani quando il terreno appare asciutto.


Spuntatura 
questa sin pratica solo nel garofanino e interessa solo la prima fase di coltivazione. Prevede di asportare la gemma centrale con il bottone fiorale, raramente è necessario spuntare i rami laterali poiché il garofanino cresce ben compatto.



Concimazione
 le specie perenni vanno concimate in primavera ogni 20 giorni con concime specifico per piante da fiore, diluito nell’acqua delle annaffiature oppure ogni 3 – 4 mesi con concime granulare a lento rilascio.



Trattamenti Antiparassitari:

dopo il trapianto, per prevenire le malattie delle radici e del colletto(Rhizoctonia solani, Pythium ultimum, Phytophthora spp.), irrigare il vaso con uno dei seguenti fungicidi: propamocarb (Previcur 100 ml/hl), Toclofos-methyl (Rizolex 150 g/hl) ripetere il trattamento altre volte per via fogliare.



Come coltivare la Clemantide in giardino o sul balcone


La Clematis è un genere di piante Spermatofite Dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Ranunculaceae, dall’aspetto cespuglioso e con copiose infiorescenze.
Le clematidi, pur essendo presenti da millenni in territorio europeo, comparvero nei nostri giardini soltanto nel medioevo proprio al ritorno dei crociati.

Le clematidi che oggi crescono nei nostri giardini provengono tutte dall’America, dalla Siberia, se non addirittura dalla Cina, perché, dopo tre secoli abbondanti d’oblio, furono reintrodotte come piante ornamentali esotiche, esclusivamente per la suggestione dei colori; i fiori, come spesso accade, sono leggermente più grandi di quelli nostrani ed oggi si trovano sul mercato anche specie sempreverdi.

Le specie erbacee sono di solito perenni e rustiche e vengono utilizzate per la decorazione di aiuole e giardini rocciosi. Le piante di questo genere sono tutte velenose: le foglie, a contatto con la pelle, possono causare ulcerazioni; mentre, se ingerite, rappresentano un potente veleno ad azione sul cuore.

Come avrete capito, la clematide è un fiore perfetto per ogni tipo di giardino o terrazzo. Per curarla al meglio e farla crescere vigorosa e ricca di fiori, ecco i consigli che vi servono.

Coltivazione
Le clematidi non temono il freddo anche se durante il periodo di riposo vegetativo invernale tendono a perdere completamente la parte aerea

Terreno
Prediligono i terreni soffici e ricchi di sostanza organica, meglio se alcalini. Possono possono essere coltivate anche in vaso, ricordando pero' di rinvasarle ogni due anni.

La potatura

La potatura è da praticarsi in primavera, prima che abbia luogo la fioritura

Coltivazione

Durante la stagione vegetativa, affinché si possa godere delle loro copiose fioriture, è opportuno possano ricevere il sole diretto per almeno alcune ore al giorno.

Concimazione
Le clemantide vanno concimate ogni 10-12 giorni mescolare all'acqua delle annaffiature del concime per piante da fiore, ricco di azoto e potassio ma povero di fosforo.

Moltiplicazione
per ottenere nuove piantine si può ricorrere alla semina, alla talea o alla propaggine. Le clematidi si seminano in marzo, in terrine, riempite con composta per semi.
Queste andranno tenute in cassone freddo o in serra fino alla germinazione (un mese circa); quindi le nuove piantine dovranno essere ripicchettate in singoli vasi, riempiti con terriccio, torba e sabbia, che dovranno essere interrati all’aperto.
Dal successivo mese di ottobre saranno pronte per essere messe a dimora.

Parassiti e Malattie
tra i parassiti che più insidiano le Clematidi, ricordiamo le lumache, gli afidi e le forbicine, che danneggiano i tepali e le foglie.
Per quanto riguarda le malattie, il seccume, che comporta l'appassimento e la morte dei germogli, e il mal bianco, che si manifesta come muffa biancastra sui fiori e sulle foglie tra i più comuni.




Il Gelsomino d'inverno (Jasminum nudiflorum)


Questo stupendo arbusto, si coltiva sia in capaci fioriere sul balcone, da dove stupisce i vicini quando c’è ancora poco verde da vedere in giro, oppure in piena terra per abbellire i nostri giardini primaverili.. Ancora più sorprendente è la specie a cui appartiene: il gelsomino, precisamente il“gelsomino d’inverno”, Jasminum nudiflorum, anche detto “gelsomino di San Giuseppe”.

E' una pianta molto rustica, vegeta bene in qualsiasi posizione, sia in pieno sole che all'ombra completa. Ricordiamo che le piante in pieno sole fioriscono copiosamente, mentre quelle all'ombra tendono a produrre più foglie che fiori. 
Se gli inverni sono particolarmente rigidi può occasionalmente accadere che il gelo rovini i boccioli floreali, se si vive in zone con inverni molto freddi è quindi opportuno vigilare e, se necessario, coprire la pianta con tessuto non tessuto in dicembre e in gennaio.
  • Coltivazione e cure
Il gelsomino di S. Giuseppe non ha particolari necessità per quanto riguarda il terreno, poiché si adatta benissimo anche nella terra di giardino; per migliorare lo sviluppo della pianta è comunque bene mantenere il substrato ricco di humus, aggiungendo ammendanti e concimi se la crescita della pianta e le fioriture sono troppo scarse. 
Nel mettere a dimora questo arbusto si ricorda di garantire un buon drenaggio aggiungendo materiale grossolano al terreno intorno alle radici

La rosa di Natale



La Rosa di Natale si chiama Elleboro ed è un fiore davvero “insolito”, visto che ama sbocciare proprio nel momento dell’anno meno indicato, cioè l’inverno (spesso sotto la neve).
I fiori dell'elleboro sono formati da 5 sepali che sono diversamente colorati ed assumono spesso un aspetto petaloide.
Questi sepali circondano e proteggono dei nettari che derivano dalla trasformazione dei veri petali. I sepali rimangono persistenti dopo l'impollinazione e studi condotti in Spagna suggeriscono che il calice persistente possa contribuire allo sviluppo dei semi

  • Come si coltiva
La coltivazione non presenta molte difficoltà. Il luogo prescelto per la coltivazione non dovrà essere eccessivamente soleggiato. Il terreno dovrà essere fertile, ben drenato, con concimazioni periodiche, preferibilmente organiche.
Può essere coltivata a terra o in vaso, l’importante è che la posizione sia semi-ombreggiata (il sole è necessario affinchè i fiori sboccino) e che l’acqua non ristagni
Ama il freddo ma teme il vento e odia il sole cocente: può stare all’esterno anche se nevica, quindi, ma è bene tenerla al riparato da correnti d’aria e posizionarla in zone fresche durante l’estate.


La messa a dimora avviene in settembre-ottobre a 30-40cm di distanza, avendo cura di non interrare la sommità degli apparati radicali a più di 2-3cm di profondità.
Se lasciati indisturbati, con le giuste condizioni, si possono riprodurre spontaneamente. In generale gli ellebori mal sopportano i trapianti.
La specie Helleborus foetidus è quella che meglio si adatta alle posizioni più ombreggiate.
La semina non è complicata, ma richiede cura e soprattutto tempo. I primi risultati non si vedranno prima di tre anni. Risultati più immediati si hanno con la divisione dei cespi.

  • Moltiplicazione


Gli ellebori si moltiplicano per seme con facilità dando vita nelle vicinanze a molte piccole piante. I semi si disperdono nell’autunno e subito germinano. Le piantine si trapiantano solo a primavera prestando particolare attenzione a non danneggiare la radice già ben sviluppata in profondità.
I semi raccolti in natura a maturazione possono essere seminati in vasetti singoli. Da uno a tre semi per vaso conservando soltanto il soggetto più vigoroso.
Le piante fioriscono al terzo anno di vita.


Pianta molto velenosa, sia per ingestione che per uso esterno, molto difficile da dosare, se ne sconsiglia vivamente l'uso







Stella di Natale


La Stella di Natale il cui nome scientifico è Euphorbia pulcherrima  rallegra da sempre le nostre case nel periodo natalizio con i suoi splendidi colori.


La Stella di Natale 

è una pianta che vive bene con temperature che non superino mai i 22 °C. Durante la bella stagione può essere tenuta all'aperto, in una posizione protetta dall'insolazione diretta.
Non sopporta l'aria viziata per questo motivo è importante arieggiare la stanza nella quale si trova facendo attenzione alle correnti redde, assolutamente non tollerate.

Durante il periodo di fioritura lasciare la pianta in una zona luminosa ma non al sole diretto senza concimarla e annaffiandola poco.
 Per Natale si avranno in questo modo le caratteristiche brattee rosse ed i fiori gialli.
  •  Annaffiatura
Va annaffiata solo quando il terriccio è quasi asciutto senza lasciare acqua stagnante nel sottovaso.
  •  Terriccio
 Il rinvaso va effettuato in primavera, alla ripresa vegetativa della pianta utilizzando un vaso di poco superiore al precedente. In ogni caso le dimensioni finali del vaso non devono superare i 20 cm in quanto diversamente, tenderebbe a sviluppare di più gli steli a scapito delle foglie. Amano terreni leggermente acidi con una buona quantità di torba in modo che rimangano leggeri per consentire l'arieggiamento delle radici.
  •  Concimazioni
  Sono piante che si concimano nel periodo dello sviluppo e della fioritura ogni 15 gg.

  • Problemi

Foglie ingiallite che cadono
Questo sintomo è da attribuire a correnti d'aria o al fatto che nella stanza non c'è un sufficiente ricambio dell'aria.
Rimedi: spostare la pianta in una zona più adeguata.

Sia le brattee che le foglie appaiono con zone decolorate e alla fine cadono
Questa patologia è provocata da eccessive annaffiature e conseguenza marcescenza delle radici. Rimedi: controllare le radici ed eliminare eventuali radici marce. Spolverarle con un fungicida ad ampio spettro ed aspettare almeno una settimana prima di procedere con le annaffiature per dare il tempo alle ferite di cicatrizzarsi.

Autunno: tempo di tulipani!





Quando piantare i bulbi di tulipano?


Tutti i tulipani fanno parte del genere Tulipa della famiglia delle Liliaceae.
Si tratta di bulbose originarie prevalentemente dalla Turchia e dall'Asia Minore, ma anche dall'Estremo Oriente e parzialmente dall'aree mediterranea.
Si conoscono oltre 100 specie e numerosissime varietà e ibridi naturali.

Periodo di piantumazione: Autunno. 

Planting bulbI bulbi dei tulipani si piantano in autunno o alla fine dell'inverno sia in piena terra che in vaso. I bulbi possono essere lasciati a dimora per un paio d'anni dopo di chè sarà bene dividere i cespi dei bulbi per dare aria al tulipano.
Se ogni anno si tolgono i bulbi dalla terra tenerli fuori dalla portata dei topi.

Profondità di piantumazione: 
La profondità, alla quale deve essere posto il bulbo, è di 10/15 cm; tra un bulbo e l'altro mantenere la distanza di circa 10-25 cm, che comunque può variare a seconda della varietà e dell'effetto, più o meno fitto, che si vuole ottenere.

I tulipani prediligono terreni leggermente basici, ma gli ibridi da giardino riescono bene anche in suoli a reazione neutra o un poco acida.
Evitare di piantare tulipani in terreni con molta torba. Per i tulipani coltivati in vaso mettere attenzione al drenaggio.

 Luce: I tulipani devono essere piantati in una zona soleggiata e, al tempo stesso, riparata dai venti.




La Lisetta ( Impatiens )





Genere: comprende circa 850 specie di piante suffruticose, sempreverdi, annuali o perenni, rustiche, semirustiche o delicate.
Le specie delicate sono indicate per la coltivazione in serra o in appartamento. Le specie annuali semirustiche e rustiche sono particolarmente adatte per formare bordure miste.

 Temperatura:
la temperatura minima invernale non deve essere inferiore a 15-120°C, affinché fioriscano per un lungo periodo. In ogni caso non è consigliabile esporre le piante a temperature inferiori a 13 °C.

 Luce: 
molta e diffusa, ma al riparo dai raggi diretti del sole.

Annaffiature
le annaffiature dovranno essere frequenti in estate (ogni due giorni), una volta alla settimana d'inverno.


Terriccio: 
terra da giardino, con aggiunta di terra di foglie mature, torba e sabbia.

Concimazioni 
 In estate è bene somministrare concime liquido a cadenza settimanale
 Per mantenere vivaci i colori dei fiori si possono somministrare estratti sangue secco.

I frutti 
Sono delle capsule che al minimo tocca si aprono effettuando dei veri e propri lanci. Infatti, quando i semi sono maturi, la capsula si asciuga, le relative cinque valve in cui è suddiviso si allungano come un elastico che al minimo tocco "esplode" scagliando i semi lontano
 Moltiplicazione 
Per seme, a primavera, in terrine con una miscela di torba e sabbia
Quando le piantine saranno cresciute abbastanza potranno essere trapiantate nei singoli vasi.
Le Impatiens si moltiplicano facilmente anche per talea, utilizzando a tale scopo porzioni apicali di ramo lunghe 8-9 cm., che dovranno essere messe a radicare in vasi contenenti torba e sabbia o direttamente in acqua, meglio se alla temperatura di 16°C. 

Malattie e parassiti 

  1. Gli Afidi: possono attaccare i getti giovani stimolando la pianta a produrre sostanze zuccherine che la rendono soggetta ad attacchi 
  2. Si combattono con insetticidi specifici. 
  3. Il Ragnetto rosso: può attaccare le foglie, determinandone l’appassimento. Si previene evitando di tenere la pianta in luoghi caldi e asciutti.
  4. Si combattono con acaricidi. - Foglie che avvizziscono, ingialliscono e cadono: freddo e correnti d’aria fredda.

Il caprifoglio


Il Caprifoglio un rampicante rustico e profumatissimo, che si arrampica un po dappertutto, con le sue  liane lunghe anche parecchi metri.
Coltivato per coprire recinzioni e muri, il caprifoglio produce originali fiori bianchi che diventano giallini o rosati, molto profumati, che si aprono da fine aprile a tutta l' estate. Il cerfoglio appartiene al genere Lonicera che comprende circa 200 specie provenienti dall'Asia, America settentrionale e Europa, di queste una decina appartengono alla flora spontanea italiana, mentre in Cina abbiamo la maggioranza di specie presenti (circa 100).

Esposizione
 Il Caprifoglio è molto rustico e si adatta a tutte le esposizione, perfino all'ombra più fitta. Coltivazione Sempre grazie alla sua notevole rusticità, il caprifoglio può sopportare anche diversi gradi sotto lo zero e le estate più torride

 Acqua
Il caprifoglio si accontenta della pioggia.

Potatura
Leggera potatura di formazione e di contenimento tra marzo-aprile.Nelle piante utilizzate per siepi, per i primi anni occorre operare una potatura invernale più drastica, circa la metà della lunghezza dei rami, per favorirne la crescita e la fioritura.

Terreno
Al Caprifoglio va bene anche il terreno calcareo purchè sia ricco di elementi organici


Malattie Parassiti
Il caprifoglio come tutte le piante teme l’attacco degli afidi che rovinano foglie e fiori, l’oidio e il mal di piombo. Tratto da http://casa.atuttonet.it/casa-giardino/caprifoglio-coltivazione.php#ixzz1yHFhSaa0.


 Curiosità 
In alcune zone dell'Himalaya si consumano le bacche zuccherine della L. angustifolia, mentre in Siberia sono ricercate quelle del L. coerulea (grande arbusto a grossi frutti). Altre specie commestibili sono due piante americane: L. involucrata e L. ciliata (questa informazione viene dal Ministero dell'Agricoltura di Washington). Inoltre alcuni fiori delle Lonicere producono un dolce nettare commestibile che può essere utilizzato come sciroppo o sorbetto o in altri dolci.

La margherita (Chrysanthemum leucanthemum)


Le margherite (Chrysanthemum leucanthemum)  piante erbacee perenne della famiglia delle Asteracee, sono uno dei fiori più amati e facili da coltivare.
Può raggiungere un’altezza di 90 cm. Le foglie sono divise in basali (spatolate con i margini seghettati) e superiori (profondamente incise).
Si coltiva con successo sia in piena terra per abbellire il nostro giardino, che in vaso.

Concimazioni 
E' utile intervenire con fertirrigazioni bilanciate (1:0,5:1 in inverno e 1:0,5:2 dall’inizio di febbraio) a concentrazioni del 1-1,5 ‰ nella fase centrale del ciclo e anche 2 ‰ in quella finale. Periodicamente si integra la fertirrigazione con microelementi e chelati di ferro e magnesio per favorire lo sviluppo ed avere una buona colorazione fogliare.
Segue la guida per la coltivazione delle margherite in vaso, dalla semina alla riproduzione per talea, alle cure colturali, dalla concimazione alla cimatura e innaffiatura, dal rinvaso alla protezione dalle condizioni climatiche avverse, alla difesa dagli attacchi dei parassiti animali e vegetali.

Condizioni climatiche ideali:
prediligono un clima caldo-temperato ed un’esposizione soleggiata per almeno 5-6 ore al giorno. Temono le condizioni climatiche estreme, con temperature che scendono di 6-7 gradi sotto lo zero. In presenza di tali eventi, vanno riparate in serre non riscaldate. Per la coltivazione in vaso, quest’ultimo può essere collocato sia sul balcone, dove la pianta potrà usufruire della luce diretta del sole, che in un angolo della casa bene illuminato, possibilmente con una temperatura prossima ai 16- 18° C.

Caratteristiche del terreno: risulta indicato un terreno sabbioso, con un PH acido - neutro, asciutto, fertile ricco di humus e ben drenato.

Scelta del vaso: il mercato offre diverse tipologie di vasi che differiscono per forma, grandezza e materiale.
Per le margherite va bene ogni forma, da quella quadrata a quella rettangolare o circolare. Anche il materiale può essere scelto in base al gusto personale: terracotta, legno, cemento e graniglia, ceste di vimini, anche se sono da preferire quelli in plastica, più economici e leggeri, facili da spostare. Circa le dimensioni, se si opta per un vaso circolare il diametro non deve scendere al di sotto dei 18-20cm.

Riproduzione delle margherite: preferibilmente per semina, oppure per talea.

Per semina. Il periodo migliore per la semina va da fine inverno-inizio primavera, febbraio-marzo. Una volta scelto il vaso, coprite i buchi sul fondo con piccoli sassi o frammenti di coccio per drenare l'eccesso d'acqua e riempitolo con il terriccio fino a pochi cm dal bordo.
Distribuite i semi e copriteli con un sottile strato di terreno.
Procedete con una leggere innaffiatura con uno spruzzatore per evitare di modificare la distribuzione dei semi.
Coprite il vaso con un foglio di plastica trasparente fino alla germinazione.
 Le nuove piantine saranno pronte per essere estirpate e piantate nella dimora definitiva nella seconda metà della stagione primaverile.

Per talea.
Per lo scopo, si utilizzano alcune parti della pianta esistente (cima del germoglio o parte mediana del germoglio) tagliate e collocate nel terreno per favorirne la germinazione. I periodi migliori per la riproduzione per talea coincidono con le stagioni fresche, autunno e primavera. Per la margherita la lunghezza ottimale delle talee é prossima ai 10-12 cm. In attesa dell’impianto, per impedire che le talee appassiscano, si consiglia di metterle in acqua o di bagnare le foglie di tanto in tanto. Ogni talea necessita di un proprio vaso. Non esporre le talee alla luce diretta del sole.

Annaffiatura: 
le margherite vanno innaffiate con regolarità durante la stagione vegetativa, da marzo a settembre, per ridurre man mano gli interventi passando all’autunno, quindi all'inverno.
Come per tutte le piante va innaffiata quando il terreno risulta completamente asciutto.
Per le piante tenute all’esterno, durante l’estate è necessario annaffiare anche due volte al giorno, per poi passare a due volte alla settimana durante le stagioni intermedie, diradando gli interventi d’inverno, quando potrebbero risultare sufficiente anche due interventi al mese.
Bisogna fare attenzione affinché  il terriccio risulti sempre leggermente umido ma mai eccessivamente bagnato. L'eccessiva umidità  comporta il manifestarsi di muffe grigie che aggrediscono la pianta facendola ammalare.

Potatura:
solo le margherite da vaso necessitano di cimatura per avere una fioritura abbondante: subito dopo l’appassimento delle corolle occorre tagliare le cime sfiorite per favorire nuove nascite.

Rinvaso:
se le vostre margherite appaiono ingiallite o iniziano a cadere le foglie, se appassiscono velocemente è arrivato il momento del “rinvaso” in un contenitore più capiente.
Sistemate sul fondo del nuovo vaso uno leggero strato di ghiaia o di cocci, continuate con uno strato di nuovo terriccio umido ma non bagnato e ponete la pianta da rinvasare. Continuate l’operazione coprendo la massa con altro terriccio, arrivando all’orlo del vaso.
Un’abbondante annaffiatura completa il travaso.



Prevenzione dai parassiti


Come tutte le piante anche le margherite possono essere aggredite da parassiti e ammalarsi.
I principali parassiti delle margherite sono gli afidi che si attaccano agli teli
Anche le chiocciole ed i ragnetti rossi vanno ghiotti per le margherite e ne rovinano foglie e fiori.
Le margherite posso anche soffrire di malattie fungine e batteriche che ne provocano l’avvizzimento.

Per combattere gli afidi si possono impiegare pacciamature e le composizioni povere di azoto.
La difesa consiste nella pulitura e asportazione delle parti colpite dal parassita e nel trattamento con litotamnio, macerato d’ortica e cenere di legna
Impedire l’attacco delle chiocciole è possibile circondando la pianta con sabbia o cenere.
Per difendere le margherite da attacchi fungini occorre sopprimere i parassiti vettori ma in genere non è possibile guarire la pianta colpita e dunque esse vanno estirpate e distrutte per impedire il contagio alle piante circostanti
Sebbene difficili da debellare, le malattie fungine possono essere prevenute mediante l’uso di attrezzi da lavoro sempre ben puliti edisinfettati..

Proprietà medicinali delle margherite


La pianta delle margherite ha notevoli proprietà terapeutiche: antispasmodica, astringente e tossifuga. Utile per curare la tosse, coliche intestinali, dolori addominali e del mestruo. Per le proprietà analgesiche è un ottimo rimedio per scottature, infiammazioni di bocca, gola e gengive. Ottima anche per stimolare il metabolismo e favorire il dimagrimento. Viene utilizzata in cucina per dare sapore alle insalate.

La Clemantis


Queste piante perenni di tipo arbustivo, volubile o rampicante possono essere alte (o lunghe nel caso di specie lianose) fino a diversi metri (10 e più). 
Le Clematis appartengono alla famiglia botanica delle Ranunculaceae, la stessa di Peonie, Ellebori, Anemoni e Aquilegie; sono piante perenni e possono essere rampicanti, erbacee o legnose; a foglia caduca o sempreverde.
I bellissimi fiori di queste piante, sono caratterizzati da una certa assenza di coesione tra i vari organi fiorali. . I colori di varie tonalità sono vivaci e vistosi (verde-giallognolo, rosso, viola o bianco).
 Emettono un debole profumo lievemente mielato e non producono nettare. 


Coltivazione

Temperatura: tutte le clematidi resistono bene a temperature basse invernali, anche se scendono di diversi gradi sotto lo zero.

Luce:condizione indispensabile per lo sviluppo sano e vigoroso di una Clematis è quella di tenere la base della pianta all'ombra e le parti alte preferibilemte baciate dal sole del mattino.
Quindi è meglio prediligere l'esposizione ad est/nord-est, soprattutto se ci troviamo al Sud, perchè ciò che le clematidi temono più di ogni altra cosa è il calore intenso.

Annaffiature e umidità ambientale: il terreno intorno alle radici deve essere costantemente umido, ma non stagnante.

Terriccio: prediligono terreni alcalini.

Potatura:Questa operazione, da eseguirsi con affilate forbici da giardinaggio disinfettate, incoraggia la ramificazione della Clematis e ne stimola una fioritura più abbondante.
Andrebbe eseguita tra la fine di febbraio o al massimo agli inizi di aprile, a seconda delle località, ma mai oltre la metà di aprile per non penalizzarne la fioritura.
Il taglio va eseguito sempre a distanza di 0,5-1 cm dalla prima coppia di gemme ugualmente sane e sviluppate. Inoltre, occorre eliminare tutte le foglie secche o avvizzite, i vari piccioli e tutte le parti morte a causa del freddo.

Concimazioni ed accorgimenti : le Clemantis si mettono a dimora a maggio. E' bene distribuire alla base delle piante, uno strato di foglie o di letame maturo o torba. Se le piante sono in vaso distribuire concime minerale ogni 2-4 settimane da marzo-aprile a metà luglio. Ottimo se ricco di azoto e potassio e povero di fosforo. Per crescere ,essendo una rampicante, ha bisogno del sostegno di appositi supporti.
Ad ogni autunno, pacciamare con letame maturo, magari coperto con compost, terriccio, torba, foglie, ecc. È bene che la pacciamatura sia spessa almeno 8-10 cm, ed estesa per circa 60 cmq intorno alla pianta, purchè non giunga a diretto contatto con gli steli basali. Questa è sicuramente una delle operazioni più propizie per la vigoria e la salute di una clematide.


Parassiti:

Oidio - si presenta come una muffa biancastra sulle foglie e sui giovani germogli, soprattutto in condizione di forte caldo ed elevata umidità. L'oidio non è in genere fatale per la pianta, ma va curato usando gli  appositi fungicidi, come ad esempio quelli a base di zolfo.

Il marciume radicale - Si tratta di una malattia fatale per la Clematis. Il marciume si manifesta con la fuoriuscita di una sostanza vischiosa e giallastra dalla base degli steli in prossimità del suolo. Di solito non ci sono rimedi,se non il tentativo di asportare tutte le parti malate e bruciarle.

Parassiti - I parassiti non presentano un problema per le Clematis. Se si verifica la presenza di afidi, lumache, forbicine, ecc., dovrebbe essere applicato un trattamento simile a quello adottato per ogni altra pianta, scegliendo sia tra i comuni antiparassitari chimici.
Tra i rimedi naturali  ci sono le spruzzature di acqua e sapone per gli afidi; una ciotolina con della birra per le lumache e un vasetto a fil di terreno con del muschio secco per attirare le forbicine e catturarle.

Riproduzione - Per talea.Questo metodo di moltiplicazione, da effettuare in tarda primavera, consiste nel piegare delicatamente fino al suolo un lungo ramo della clematide, ed interrarlo parzialmente; lo si può interrare direttamente nel terreno, o in un vaso capiente (circa 4-5 litri) riempito con un composto di torba e sabbia in parti uguali.

Come si rinvasa la Camelia?



Il genere Camelia, comprende circa 70 specie di piante a portamento arbustivo o arboreo, con foglie persistenti e lucide e fiori, semplici, semidoppi o doppi e che assumono colorazioni che vanno dal bianco al rosso.
Le camelie possono essere coltivate tranquillamente in vaso, con la possibilità di ripararle dal gelo nella stagione invdernale, nelle zone a clima più rigido.

Malattie, parassiti, piccoli problemi.
  • - Afidi e cocciniglie: sono visibili a occhio nudo e si manifestano con produzione di macchie scure sul fogliame che diventa anche appiccicoso. Bisogna ripulire la pianta e trattarla con prodotti insetticidi per gli afidi; anticoccidici per le cocciniglie (per queste si può ricorrere anche allo strofinamento della parte con un batuffolo imbevuto di acqua e alcool).
  • - Gelate: danneggiano foglie, gemme e fiori.
  • - Piccole macchie scure sulle foglie: possono essere causate dal terreno eccessivamente calcareo.
  • - Neve: se lasciata sulle foglie, può causare delle bruciature
Il rinvaso della pianta di Camelia andrà effettuato ogni anno per le piante che hanno pochi anni di vita, dopo si potrà effettuarlo anche ogni due o tre anni. 
Le Camelie non sono difficili da coltivare in vaso ma è importante seguire questi semplici suggerimenti; la moltiplicazione si effettua per seme ma si ottengono risultati più sicuri effettuando le talee.


L’operazione va svolta in una giornata mite e senza vento, che potrebbe asciugare le microradici superficiali. 

  1. Togliete la pianta dal suo vecchio vaso e osservate attentamente le radici. 
  2. Se queste sono quasi invisibili, scegliete un contenitore di poco più grande (aumentate il diametro di circa 5-7 cm) - se sono arrotolate, incastrate, occorre procurarsi un vaso di dimensioni maggiori. In questo modo, la pianta troverà spazio per lo sviluppo e non richiederà rinvasi per almeno 2-4 anni. 
  3. Una volta rimosso il pane di terra, rimuovete parte del terriccio superficiale che incrosta le radici. 
  4. Ora preparate il nuovo vaso, in terracotta o plastica. 
  5. Spezzettate grossolanamente dei cocci per coprire i fori di drenaggio. 
  6. Stendete uno strato di argilla espansa di almeno 2 dita o anche di più se il contenitore è grande.
  7.  Il terriccio deve essere grossolanamente sbriciolato per evitare di lasciare zolle compatte. 
  8.  Ponete la pianta nel nuovo contenitore, facendo in modo che la linea di interramento sia a circa 2 cm dal bordo. Il colletto (punto di innesto tra fusto e radici) non deve essere mai coperto. 
  9. Spargete qualche granulo di concime organico a lenta cessione: fornirà nutrimento graduale alle radici in attecchimento. 
  10. Compattate bene con le mani la superficie e innaffiate con delicatezza.


Come coltivare e far fiorire il Glicine



La Wisteria, comunemente conosciuta col nome di glicine, è originaria dell'estremo Oriente e più esattamente della Cina e del Giappone ed appartiene alla famiglia delle Papilionaceae.

Si tratta di un genere di 10 specie di arbusti rampicanti e rustici.

ll glicine è una delle piante rampicanti più robuste e conosciute. Nei nei nostri climi vive bene quindi risulta anche facile da coltivare.

Se volete acquistare un glicine, è meglio farlo in primavera quando è fiorito, ovvero fine Aprile/Maggio


Perché un glicine, anche in buona salute, non fiorisce?

Ci sono piante infatti, anche molto vecchie che senza motivo apparente, non hanno mai fiorito,  ed altre che hanno dato dei fiori piccoli o scialbi o tardivi.

La ragione principale potrebbe essere che è glicine  riprodotto per seme. I glicini  riprodotti da seme hanno un periodo giovanile molto lungo durante il quale non c'è fioritura. Questo periodo di  "maturazione" può durare 10 o anche15 anni.
Quando comprate un Glicine chiedete al vostro fornitore le più ampie garanzie.

Alcune varietà di Wisteria floribunda (Glicine del Giappone) anche se riprodotte per innesto hanno un periodo giovanile che dura da 2 a 4 anni durante il quale non c'è fioritura. 
Queste varietà sono le più appariscenti nella fioritura, bisogna avere pazienza.
Il terreno più indicato è di tipo argilloso, ma il glicine si adatta a vivere bene in qualunque tipo di terreno, l'importante è che questo sia ben drenato e ricco di sostanza organica

Potate regolarmente il vostro Glicine, la potatura esalta la fioritura. 

Moltiplicazione
può' avvenire sia per talea che per innesto. Nel primo caso nel periodo che va dalla fine di luglio alla fine di agosto si prelevano dei rami dell'anno e si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia ad una temperatura non inferiore a 16 ° C, per un migliore attecchimento è meglio nebulizzare dell'acqua sulle foglie, più volte al giorno.
Nella moltiplicazione ad innesto, nel mese di marzo occorre prelevare delle marze dalla pianta, ed innestarle sulla radice della Wisteria sinensis, successivamente interrare e mantenere ad una temperatura di 16 -18 °C.
La pianta del glicine può essere propagata anche per propaggine o da seme ( ma è sconsigliato)


Concimazione: Non concimate il Glicine con concimi azotati, questa sostanza esalta la crescita a discapito della fioritura, il Glicine è una Leguminosa e provvede da se al proprio fabbisogno di azoto. Concimate invece con concimi a base di Fosforo che aiuta la maturazione delle gemme.Concimare 1 o 2 volte l'anno con concimi complessi che contengano azoto, fosforo e potassio. Dopo 2 o 3 anni, quando la pianta si è bene irrobustita diminuite le concimazioni azotate sino a sospenderle del tutto. Alle piante adulte e sane continuate solo a dare del concime a base di fosforo solamente 1 volta all'anno.

Potatura

La potatura del glicine è sempre necessaria. Serve per contenerne l'eccessiva crescita e per dargli una forma più ordinata.

Potatura estiva: la potatura estiva favorisce la maturazione delle future gemme da fiore. Si fa nel mese di Luglio/Agosto e consiste nell'accorciare i rami di 1 anno lasciandoli lunghi 1 metro circa. E' opportuno tagliare via anche tutti i polloni e gli stoloni che si sono formati al piede della pianta. Questi tolglierebbero vigore e se la pianta è d'innesto e potrebbero essere dei polloni selvatici assolutamente inutili.

 Potatura Invernale: - Si fa in inverno dopo la caduta delle foglie. In zone fredde è meglio aspettare la fine del gelo. Si devono accorciare tutti i rami di 1 anno lasciando 4/6 gemme. Eliminare con l'occasione anche i rami deboli, rotti o secchi e tutti i polloni alla base del fusto. Nel caso si voglia allungare la pianta si deve lasciare un ramo adatto e legarlo nella forma e direzione voluta.


Malattie 
IL glicine è una pianta molto rustica e robusta, ma viene attaccato da parassiti e funghi come ogni  essere vivente.

  • Afide nero - I pidocchi delle piante si vedono a occhio nudo specialmente in primavera e nelle stagioni umide. Con la stagione calda e asciutta il problema si risolve senza interventi particolari. Può essere pero'dannoso solo sulle giovani piante. Se necessario trattare il giovane glicine con un prodotto aficida .
  •  Ragno rosso - Si manifesta nella stagione calda e asciutta, colpisce tutta la pianta ma soprattutto le foglie adulte dandogli un tipico aspetto "foglia bruciacchiata". Infatti spesso viene confuso la mancanza d'acqua. Con l'arrivo della stagione più fresca il problema si risolve.  In caso di forti attacchi trattare con un prodotto acaricida ripetendo il trattamento dopo 10 giorni. 
  •  Malattie crittogamiche - attacchi fungini di Oidio (Mal bianco) che produce macchie biancastre irregolari sulle foglie, talvolta vengono attaccati anche i giovani germogli.
  •  La Cercospora  produce sulle foglie macchie circolari 
  • La Phyllosticta che produce piccole macchie necrotiche. Nessuna di queste malattie crea seri danni e normalmente non è necessario fare alcun trattamento. 
  • L' Agrobacterium tumefacens - è un batterio che si insedia nell'apparato radicale e può portare alla morte piante anche molto vecchie. Non c'e rimedio per questa malattia, ma per fortuna è molto rara. 
  • La carie del legno -sono funghi che si insinuano tra tronchi delle piante molto vecchie facendo morire progressivamente il legno. Possono arrivare a colpire l'intero tronco e quindi a far morire la pianta. Con l'aiuto di arnesi taglienti e disinfettati asportare completamente il legno morto sino a mettere a nudo quello sano e spennellare con pasta fungicida. L'operazione, se fatta accuratamente, ferma l'infezione e risana il nostro glicine donando un aspetto vissuto al tronco. 
  •  Clorosi - questa non è una malattia ma una sofferenza della pianta dovuta alla sfavorevole reazione del terreno che impedisce l'assorbimento del ferro da parte delle radici. Il fogliame  diventa giallastro, nei casi più gravi viene compromessa anche la fioritura. Distribuire intorno alla pianta del solfato di ferro 30/50 gr per mq e dello zolfo in polvere 50/100 gr a mq. Ripetere una o due volte all'anno tutti gli anni. Talvolta il problema è dovuto alla presenza di calcinacci interrati. In tal caso occorre bonificarlo.

Glicine rosa

La petunia


Petunia è un genere di piante dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, originarie del Brasile.Negli ultimi anni la Petunia ha conosciuto un notevole successo commerciale, soprattutto grazie agli ibridi a portamento ricadente che hanno invaso il mercato guadagnando una notevole fetta di mercato nell'ambito dei fiori da balcone

Coltivazione e cura
Le petunie si coltivano in vaso sui terrazzi, sia il genere erette che ricadenti.
Piante rustiche facili da coltivare, richiedono una buona esposizione al sole o mezzo-sole. Il terreno deve essere particolare: fertile e ricco di sostanze organiche, drenante e leggero.
Il terreno troppo sciolto o sabbioso, oppure quello povero di elementi nutritivi, rallenta notevolmente la crescita della petunia, che così sviluppa pochi fiori.
Le petunie abbastanza esigenti per quanto riguarda le annaffiature; possono sopportare alcune ore di siccità, ma le piante tendono ad appassire rapidamente in caso di carenza di acqua prolungata; annaffiare, quindi, con regolarità, ogni 2-3 giorni, intensificandole durante i mesi estivi. In ogni caso evitare di lasciare acqua stagnante ed attendere che il terreno sia asciutto tra un'annaffiatura e l'altra 



Concimazione
La petunia ha bisogno di frequenti e costanti concimazioni.
Per dare il giusto apporto nutritivo alla petunia occorrono concimi liquidi per piante annuali, da diluire nell’acqua per l’innaffiatura.

Parassiti
Il maggior parassita è il ragnetto rosso.  Le foglie assumono colore grigio - giallastro, talvolta rugginoso. Vengono attaccate anche dagli afidi


Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene con la semina invernale sotto vetro e successivo trapianto dopo la fine del periodo freddo, o seminando in pieno campo in primavera nelle zone fredde o in autunno nelle regioni con inverni miti.
Le varietà pregiate, non riproducibili per seme, vengono moltiplicate agamicamente per mezzo di talea fatte svernare sotto vetro.

La Zinnia



La Zinnia, è una pianta semirustica appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Il genere Zinnia comprende specie erbacee annuali o perenni alte da 50 a 100 cm, con numerosi ibridi orticoli dalle forme nane o giganti.
Vengono coltivate come annuali in vaso e giardino a scopo ornamentale

Si utilizzano nei giardini per aiuole e bordure, o in vaso sui terrazzi, e grazie alla lunga durata dei capolini, viene coltivata industrialmente per la produzione del fiore reciso 

Le zinnie richiedono un’esposizione in pieno sole, ma tollerano anche la parziale ombra. Si consiglia di posizionare la pianta in un luogo luminoso, non soggetto a sbalzi di temperatura e a correnti d’aria, che potrebbero danneggiare la pianta. La zinnia sopporta molto bene il caldo, ma non resiste al freddo, pertanto è preferibile non esporla a temperature minime inferiori agli 8-10°C.

Coltivazione
Le zinnie non hanno bisogno di eccessive annaffiature perché sono in grado di resistere anche a brevi periodi di siccità. Vanno annaffiate con acqua a temperatura ambiente ma senza eccedere. Raccomandiamo di  evitare i ristagni d’acqua che potrebbero danneggiare la pianta, pertanto è preferibile lasciare che la terra si asciughi tra un’irrigazione ed un’altra.

Parassiti e malattie
La zinnia può essere colpita dall’oidio, malattia dovuta ad un fungo, che si presenta con macchie biancastre sulle foglie; il rimedio consiste nell’utilizzare un fungicida specifico. Un altro nemico della zinnia è la cocciniglia farinosa, che succhia la linfa della pianta e forma una sostanza appiccicosa su cui si forma la muffa, e che determina la caduta di foglie e fiori; in questo caso bisogna intervenire trattando la pianta con un insetticida specifico.

Semina
I semi raccolti dai fiori secchi dell’anno precedente si seminano in semenzaio protetto a fine inverno nel periodo febbraio - marzo oppure direttamente in piena terra a maggio.

Trapianto

Il trapianto delle piantine di zinnie si effettua da aprile-maggio in poi, in buche distanti tra loro 30 cm nella variante nana e circa 50 centimetri nella variante gigante.

Cimatura
Cimare frequentemente le zinnie a livello della quarta foglia per stimolare l’emissione di nuovi getti laterali e nuovi fiori.

Semina
Quando si seminano le zinnie in piena terra, per creare aiuole e bordure, è preferibile mantenere una distanza di circa 30 cm tra una piantina ed un’altra; in questo modo si creerà un insieme compatto e piacevole da vedere.












Bocca di leone - Antirrhinum majus



Nome comune: Bocca di leone o Bocca di lupo.
Famiglia: Scrofulariaceae.
Provenienza: regioni mediterranee.
Descrizione genere: comprende 42 specie di piante perenni e annuali delle quali la più diffusa risulta A. majus.
E' una pianta erbacea perenne coltivata come annuale originaria dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.La particolarità di questa pianta sta senz'altro nei fiori, parzialmente tubolari, con due labelli, che si aprono premendo il fiore ai lati, ricordando la bocca di un leone o di un drago

I colori sono molti, dal giallo al rosso al rosa, esistono anche varietà bicolori e screziate. Il fiori lasciano il posto a baccelli legnosi che contengono numerosi semi fertili. Per avere fioriture più abbondanti levare gli steli di fiori appassiti, si consiglia anche di cimare le giovani piante per ottenere una crescita più compatta.

Se si coltiva in vaso, devono essere utilizzati contenitori di 12-14 cm. di diametro per ogni singola pianta, oppure di 25 cm. di diametro per un gruppo di tre piante. 

Esposizione
le bocche di leone necessitano di essere coltivate in pieno sole per poter ottenere una buona fioritura; se si vogliono coltivare come piante perenni in inverno è consigliabile coprirle con tessuto non tessuto, per evitare che gelino.

Moltiplicazione
Normalmente le bocche di leone si riproducono per seme.

Malattie e parassiti 

Afidi: attaccano foglie, fiori e nuovi germogli in accrescimento. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

Ruggine: è causata da un fungo e si manifesta con la comparsa di pustole scure sui fusti e sulle foglie. In caso di attacco forte, la pianta può seccare e morire. Si combatte con prodotti specifici. Varietà resistenti alla ruggine sono: “Harrison’s Rust Resistent”, “Scarlet Monarc”, “Yellow Monarc” ecc.

Muffa delle bocche di leone: è causata da un fungo (Peronospora antirrhini), che attacca in modo particolare le piante giovani, determinando la deformazione delle foglie, che si arricciano e si ricoprono di una muffa grigiastra, e l’arresto della crescita degli esemplari colpiti. Si combatte con prodotti specifici.

Muffa grigia: è un fungo (Botrytis cinerea) che provoca la comparsa di macchie scure e, successivamente, di ammassi polverulenti grigi su fiori e fusti. È facilitata nella sua diffusione da piantagioni molto fitte. Bisogna eliminare le parti colpite e l’eventuale terriccio “ammuffito”, nonché trattare la pianta con un prodotto anticrittogamico.

Marciume del piede e marciume radicale: sono provocati da funghi che attaccano la zona del colletto e le radici. Le parti colpite diventano scure e marciscono. Si combattono eliminando le piante infette, evitando ristagni di acqua e utilizzando, all’occorrenza, prodotti specifici.

Marciume delle piantine dei semenzai: causato da un fungo (Pythium debaryanum), che colpisce le piantine giovani all'altezza del colletto, il quale diventa biancastro e raggrinzito. 
Le piantine avvizziscono e muoiono in poco tempo.
 Bisogna evitare ambienti caldo-umidi senza areazione e semenzai troppo fitti e, all’occorrenza, utilizzare prodotti specifici.