Le tue piante di casa e appartamento

Consigli per la cura, la riproduzione e il mantenimento delle tue piante da appartamento o da giardino? Quì troverai tanti consigli per avere sempre piante sane e verdeggianti

Il tuo orto e terrazzo sempre rigogliosi

Il piacere di dedicarsi alla cura delle piante in casa,terrazzo o in giardino.

Le nostre succulente, come si curano e fanno fiorire ?

Il mondo esotico delle piante grasse si svela attraverso articoli interessanti, precisi e dettagliati.

L'orto di casa

E' solo un fazzoletto di terra? poco spazio ma tanta voglia di verde

Le piante carnivore

Le piante carnivore, uniche e peculiari nel regno vegetale, hanno forme curiose, fioriture strane, sono delle particolari piante che intrappolano e consumano animali e protozoi per sopravvivere, fiorire e riprodursi.

Visualizzazione post con etichetta tenica di coltivazione. Mostra tutti i post
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Coltivazione e cura del ribes nell'orto o nel giardino



Il Ribes è un piccolo frutto appartenetne alla famiglia delle Grossulariacee (Grossulariaceae) coltivata in tutto il mondo sotto forma di siepi nei piccoli orti familiari.
I frutti sono bacche traslucide, di colore variabile dal rosso al rosa e dal giallo al biancastro, di forma sferica (con diametro inferiore al centimetro), a polpa dolce-acidula caratteristica, acquosa, con numerosi semi piccollissimi.
Le varietà rosse e gialle si utilizzano in cucina come guarnizione di dolci, creme, macedonie, mentre la varietà nera è utilizzata per la preparazione di gelatine, marmellate e succhi.
Il succo di ribes è molto ricco di flavonoidi e vitamina C.

Coltivazione
Il ribes redilige un clima fresco, con frequenti precipitazioni, in quanto è un frutto tipico di zone collinari e montane. Teme la siccità e il vento eccessivo.

Potatura
La potatura va effettuata con forbici ben affilate e disinfettate praticando un taglio obliquo e netto sui rami posti più internamente. 

Terriccio e concimazione
Il terreno ideale per coltivare il ribes è quello a ph leggermente acido, prossimo al valore 6,5, abbastanza fertile, concimato prima della semina con concimi ricchi in azoto e potassio reperibili nei negozi specializzati. E’ necessario che il terreno sia ben drenato per evitare ristagni d’acqua che possono far soffrire la pianta 

Malattie e insetti
Un paio di volte l'anno è opportuno procedere con la sarchiatura del terreno, ciò arieggerà il terreno e permetterà la rimozione delle fastidiose e dannose erbe infestanti. 
Particolarmente dannoso è il mal bianco che può danneggiare gravemente la pianta, in particolar modo le foglie del ribes nero. 
Le avversità climatiche che assumono un particolare rilievo sono le gelate tardive, la ventosità eccessiva durante la fioritura e la carenza idrica in estate. Le micosi che rivestono un certo interesse sono l'Oidio, la Muffa grigia e l'Antracnosi.
I parassiti animali di maggior interesse sono gli afidi, le cocciniglie, la sesia e l'acaro giallo.














La Gerbera



La gerbera è originaria dell’Africa e dell’Asia orientale e fa parte della famiglia delle compositae. Ne esistono circa 70 specie di perenni erbacee, semirustiche; sono particolarmente adatte per la produzione di fiori da recidere.
Si coltivano facilmente in tutte le regioni a clima mite.
Nella maggior parte delle Gerbere la fioritura si ha con l'inizio della primavera fino all'autunno inoltrato.
I suoi fiori, simili a quelli della margherita, hanno colori brillanti con sfumature del bianco, del giallo, dell’arancione, fino al rosso scuro e fioriscono da maggio a settembre

Coltivazione
Necessita di molto sole e di riparo dalle intemperie.
Nelle zone a clima temperato la Gerbera può essere coltivata all’aperto, mentre in quelle particolarmente fredde sarà bene riparare la pianta durante l’inverno, per evitare che le gelate notturne la rovinino irrimediabilmente.
Le temperature ottimali notturne sono intorno ai 15°C mentre quella diurna è di 20-25°C. Tollerano molto bene le alte temperature estive purché il terreno abbia un giusto grado di umidità.
Durante il periodo invernale è importante che le temperature non scendano sotto i 5°C.

Terriccio

Preferiscono dei terreni ricchi di sostanza organica, leggeri, che favoriscano il rapido sgrondo delle acqua in eccesso e va fatto in primavera.
Una buona soluzione sono tre parti di terra universale, una di torba e una di sabbia a grana rossa.


Concimazione
Usare del fertilizzante liquido opportunamente diluito nell'acqua d'irrigazione ogni 15 gg dal momento in cui iniziano a formarsi i germogli e per tutta la fioritura.

Innaffiature 
L'innaffiatura deve essere regolare, ma non abbondante, lasciando che il terreno si asciughi tra un’irrigazione e l’altra.

 Precauzioni
Temendo la troppo acqua, tende a marcire se innaffiata troppo abbondantemente.

Girasole: ecco tutto quello che devi sapere sulla sua coltivazione e cura



Il girasole  (Helianthus annuus) è una pianta erbacea che  appartiene alla famiglia delle Asteraceae.
Presenta un’infiorescenza, cioè un insieme di fiori, per la precisione un’infiorescenza a capolino da agosto ad ottobre.
E' una pianta annuale, il che vuole dire che ogni anno andrà seminata,cresce in fretta ed è facile.
Scegliete il balcone più esposto al sole e se è possibile potete anche spostarla, in base a dove gira il sole.

I semi si mangiano crudi e gli uccelli ne sono molti ghiotti.
I residui della spremitura, ma anche le foglie, si utilizzano per l'alimentazione del bestiame.


Effetti benevoli per la salute
L'estratto dei petali esercita un'azione positiva per la cura della febbre ed in caso di tubercolosi polmonare.
L'olio di semi di girasole è prezioso per il suo contenuto di grassi insaturi, utili nelle prevenzione della arteriosclerosi.
Con i fiori e le foglie si preparano infusi e decotti speciali contro la febbre e sono diuretici.
La medicina popolare utilizza le foglie e i fiori per curare malattie della gola e dei polmoni.

Coltivazione
Il Girasole è una pianta molto semplice da coltivare partendo dal seme.Se volete avere dei girasoli nel vostro orto, per adornarlo o perché vi piacciono i loro semi, tenete presente che la semina va effettuata verso aprile

In balcone
Il girasole cresce meglio in terreni fertili, ben concimati, umidi e ben irrigati. Riguardo al pH non ha particolari esigenze, viene coltivato in terreni con pH variabile da 5,7 a 8. Coltivabile in esterno o in vaso senza particolari difficoltà.
Per il balcone è optare per la varietà nana, sono altrettanto belli e non superano i 50 cm; vi prenderà poco spazio e, per circa due mesi vi regalerà una splendida fioritura. In caso di forte vento è necessario fissare delle cannicelle al fusto per sostenerlo.

Annaffiature
 Se il girasole è coltivato in vaso, occorre innaffiare il terreno ogni volta che questo si asciuga, evitando però ristagni d'acqua.
Se è coltivato in giardino, bisogna irrigare il terreno costantemente

Coltivazione
In un grande vaso è possibile seminare un bel Girasole gigante che crescerà abbastanza velocemente raggiungendo un'altezza di oltre un metro.
Per tutte le varietà, la semina si effettua all'inizio della stagione primaverile (da fine marzo- a metà aprile).
I semi dovrebbero essere interrati con una densità di circa 8-9 piante per metro quadrato e a 3-4 cm di profondità. Il seme inizia i processi di germinazione già a temperature di 4-5°C mentre quelle ottimali si aggirano intorno a 16-18°C

Vive bene sia in ambienti soleggiati che in penombra, l’importante è che abbia a disposizione almeno 4-5 ore di sole.

Concimazione
E’ preferibile concimare il girasole con concime organico oppure con un fertilizzante a lenta cessione. Va tenuto presente che con le sue radici è in grado di assorbire sostanze dal terreno anche a grandi profondità.

Parassiti e malattie
  • La muffe grigia e la riggine da trattare con specifici prodotti funghicidi. 
  • Peronospora: viene favorita dalle piogge o dalle irrigazioni che lasciano acqua sulla vegetazione e da temperature primaverili. Si manifesta con macchie rotondeggianti o irregolari sulla pagina superiore delle foglie e sviluppa una muffa bianca o grigia sulla pagina inferiore in corrispondenza delle macchie
  • Afidi: Sono insetti molto piccoli (gli adulti misurano in genere 2 millimetri) che, pungendo foglie e petali, causano macchie decolorate.
  • Nottue: Sono insetti medie dimensioni, mm 35-45, di colore grigiastro o bruno chiaro; depongono numerose uova sul terreno o sulle foglie delle piante.
  • Lumache e limacce: disinfestare con prodotti contenenti metaldeide. 

I Lithops Cactus, ovvero i sassi viventi



Le Lithops sono piante conosciute da molti con il nome di "sassi viventi" ed il loro nome deriva dalle parole greche "lithos" che significa pietra e da "opsis" che significa aspetto. 
Sono piante della famiglia delle Aizoaceae provenienti dall'Africa meridionale e precisamente dalle Province del Sud Africa, dalla Namibia e dalle zone di confine del Botswana con il Sud Africa.

I fiori sono simili alle margherite, ermafroditi e solitari, spuntano dalla fessura fra le due foglie con un breve picciolo completamente nascosto nel corpo della pianta. 
Il colore varia a seconda della specie e comunque in genere sono bianchi, gialli, rare volte rosa
Queste bellissime piante dalle forme bizzarre, non sono difficili da coltivare, anche perché nelle nostre case  case, in ogni stagione possono trovare un clima caldo ed asciutto, non lontano da quello dei luoghi di origine.


Come si coltivano i sassi viventi
Queste piante quindi provengono da zone del pianeta caratterizzate da alte temperature diurne, clima secco, scarse precipitazioni, forte luminosità.
Per permettere loro di svilupparsi al meglio dovremo cercare di imitare queste condizioni.

Terriccio 
Si può  usare  la normale composta da cactus, meglio se ancora più povera di sostanza organica: è importante che il terriccio sia ben drenato e che si evitino ristagni di acqua. 
Se invece preferiamo preparare il terriccio personalmente, possiamo utilizzare poco terriccio universale mescolato a pietra pomice,sabbia di fiume e lapillo o pozzolana, in modo da preparare un substrato incoerente e sassoso, dove l’acqua penetri con grande rapidità, senza creare alcun tipo di ristagno, pena la morte della pianta.

Parassiti
Anche i Lithops, al pari di altre piante simili, sono sensibili ad alcuni insetti parassiti, come la cocciniglia delle radici, che cresce perlopiù nei terreni sabbiosi e arieggiati, e le cocciniglie lanose, che vivono nelle fessura tra le foglie nuove. 
Occorre combattere questi insetti con i prodotti più adatti e meno tossici per l’ambiente.

Concimazione
Per la concimazione usare un buon prodotto liquido per piante grasse dato alla metà della dose consigliata nell'ettichetta per SOLO due o tre volte l' anno.

Vegetazione
I sassi viventi vanno poste in un luogo molto luminoso durante la bella stagione, mentre nei restanti mesi è preferibile una mezz’ombra luminosa;il davanzale di una finestra con una tenda chiara può essere l'ideale.

Annaffiature
Essendo I Lithops piante completamente autosufficienti e capaci di soddisfare appieno i propri bisogni di elementi chimici e le proprie riserve di acqua, le annaffiature dovranno essere molto rare durante tutto l’anno: quando le piante stanno per fiorire è meglio annaffiare il terreno solo quando è davvero secco, evitando di bagnarlo in profondità
Tra un’annaffiatura e l’altra si attende sempre che il substrato asciughi completamente.
Ricordate che, nel dubbio se bagnare la pianta oppure no, è sempre preferibile non annaffiare ed in ogni caso non si dovrà annaffiare fino a quando la muta sarà terminata.  (ovvero quando le vecchie foglie si aprono e vengono sostituite dalle nuove, di solito avviene dopo la fioritura)fino  a quando la terminano (cioè vecchie foglie saranno completamente secche)




Semina
Ottenere nuove piantine è facile; può' avvenire per seme o per divisione dei cespi.
I semi, numerosissimi e racchiusi in una capsula, subiscono un processo di maturazione che dura circa sei mesi.
Il periodo migliore per la semina è  tra marzo e aprile dell'anno successivo a quello di fioritura


Coltivare le zucchine, consigli e segreti


La zucchina, per germinare e poi fruttificare, come tutte le cucurbitacee abbisogna di un clima mite e una posizione soleggiata ma ben areata.
Per i neofiti è consigliabile acquistare piantine già pronte nel vivaio di fiducia.
Per ottenere ottimi ed abbondanti raccolti, si consiglia trapiantare la giovane piantina in terreni di medio impasto e ricchi di sostanza organica. ( ricordiamoci di spargere sul terreno del lumachicida per evitare la distruzione totale delle giovani pianticelle da parte delle lumache )

L'Anthurium


L'anthurium è una pianta a fogliame decorativo della famiglia delle Araceae originaria dell'America equatoriale e sub-equatoriale.
Il genere Anthurium comprende diverse specie che devono essere coltivate esclusivamente in serra calda, alcune apprezzate come piante ornamentali per i fiori molto decorativi come l' Anthurium andraeanum e l' Anthurium scherzeranum con fiori (spesso utilizzati anche come fiori recisi) formati da una grande spata color rosso-lacca, salmone, bianco o rosa, uno spadice sottile ben eretto da cui originano i fiori.
Le foglie sono grandi cordiformi o lanceolate, la fioritura dura da giugno a settembre.Questa pianta è di coltivazione abbastanza semplice, per ottenere però una fioritura molto prolungata ed una pianta sana e rigogliosa è necessario prestarle qualche cura, o otterremo un pane di radici che porta pochissime foglie e nessun fiore

La sistemazione in casa dell'anthurium è la penombra luminosa, mai in piena luce o al sole diretto e lontano da possibili correnti d'aria.
  • Fioritura
La fioritura dura da giugno a settembre, ma si può sfruttare la tendenza naturale della pianta a fiorire di più in inverno per avere vasi fioriti da dicembre a Pasqua. 
Il vero fiore non è la brattea ma si trova sullo spadice ed è costituito da minuscole protuberanze. Le spate fiorali durano molto a lungo, ne esistono diverse varietà con tonalità differenti (rosso-arancio, bianco, rosa, giallo o con punteggiature bianche).

Gli Anthurium necessitano di una temperatura intorno ai 20°C, non scendere sotto i 10°C. Si possono coltivare o mantenere anche a temperature inferiori, ma crescono e fioriscono poco. 
Le esigenze non cambiano durante il periodo vegetativo. 
Per favorire una fioritura migliore l'anno successivo, è necessario esporla ad un "periodo freddo", cinque settimane di temperatura minima intorno ai 12°C. durante il corso della notte.
  • Cura
L'anthurium va annaffiato abbondantemente ma senza eccedere facendo in modo che la terra non rimanga mai asciutta

Le foglie vanno periodicamente pulite dalla polvere con uno straccio morbido bagnato d'acqua. Non usare MAI lucidanti fogliari che otturano gli stomi della pianta impedendole le normali funzioni fisiologiche.

Circa ogni due anni, utilizzando un terriccio ricco di torba e dopo aver cosparso il fondo del vaso con ciottoli o argilla espansa per garantire un miglior drenaggio idrico

Attenzione agli sbalzi di temperatura che non sono molto graditi.
Durante l'estate vegetano molto bene a temperature di 23-25°C circondata da un ambiente umido mentre d'inverno le temperature non devono scendere sotto i 15°C.

Eccessi di annaffiature, che portano il terreno ad essere sempre bagnato, inzuppato di acqua, portano spesso allo sviluppo rapido di dannosi marciumi radicali o del colletto, che si manifestano con il vistoso ingiallimento del fogliame, concomitante alla presenza di vegetazione molliccia, e di fusti che ricadono.
  • Terriccio
Gli anthurium sono piante semiepifite che ichiedono un substrato molto grossolano, ricco di sostanza organica e con un ph compreso tra 5 e 6.
  • Moltiplicazione
Si possono moltiplicare per divisione dei cespi, talea o seme. La divisione dei cespi viene effettuato in marzo-aprile, avendo cura che ogni parte presenti almeno un germoglio e utilizzando una miscela di terreno uguale a quella usata per la pianta madre. 
  • Malattie
  1. Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e lasciano la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con prodotti specifici.
  2. Malattie fungine: si manifestano sulle foglie con macchie brune o giallastre e attaccano più facilmente le specie con foglie vellutate sulle quali ristagnino a lungo gocce d’acqua. Le foglie colpite devono essere asportate e la pianta va trattata con prodotti anticrittogamici.
  3. Cocciniglia cotonosa: può attaccare gli anturi, specie in presenza di clima caldo e secco. Occorre eliminarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale 
  4.  Marciumi radicali: fare molta attenzione al drenaggio dei vasi, per evitare ristagni d’acqua sul fondo del vaso (riempire lo stesso con un terzo di materiale di drenaggio).
  5. Ingiallimento delle foglie: può essere causata da eccessive annaffiature.
  6. Fiori che non compaiono o non si aprono del tutto: la pianta non è stata concimata bene.

Il Gelsomino d'inverno (Jasminum nudiflorum)


Questo stupendo arbusto, si coltiva sia in capaci fioriere sul balcone, da dove stupisce i vicini quando c’è ancora poco verde da vedere in giro, oppure in piena terra per abbellire i nostri giardini primaverili.. Ancora più sorprendente è la specie a cui appartiene: il gelsomino, precisamente il“gelsomino d’inverno”, Jasminum nudiflorum, anche detto “gelsomino di San Giuseppe”.

E' una pianta molto rustica, vegeta bene in qualsiasi posizione, sia in pieno sole che all'ombra completa. Ricordiamo che le piante in pieno sole fioriscono copiosamente, mentre quelle all'ombra tendono a produrre più foglie che fiori. 
Se gli inverni sono particolarmente rigidi può occasionalmente accadere che il gelo rovini i boccioli floreali, se si vive in zone con inverni molto freddi è quindi opportuno vigilare e, se necessario, coprire la pianta con tessuto non tessuto in dicembre e in gennaio.
  • Coltivazione e cure
Il gelsomino di S. Giuseppe non ha particolari necessità per quanto riguarda il terreno, poiché si adatta benissimo anche nella terra di giardino; per migliorare lo sviluppo della pianta è comunque bene mantenere il substrato ricco di humus, aggiungendo ammendanti e concimi se la crescita della pianta e le fioriture sono troppo scarse. 
Nel mettere a dimora questo arbusto si ricorda di garantire un buon drenaggio aggiungendo materiale grossolano al terreno intorno alle radici

Autunno: tempo di tulipani!





Quando piantare i bulbi di tulipano?


Tutti i tulipani fanno parte del genere Tulipa della famiglia delle Liliaceae.
Si tratta di bulbose originarie prevalentemente dalla Turchia e dall'Asia Minore, ma anche dall'Estremo Oriente e parzialmente dall'aree mediterranea.
Si conoscono oltre 100 specie e numerosissime varietà e ibridi naturali.

Periodo di piantumazione: Autunno. 

Planting bulbI bulbi dei tulipani si piantano in autunno o alla fine dell'inverno sia in piena terra che in vaso. I bulbi possono essere lasciati a dimora per un paio d'anni dopo di chè sarà bene dividere i cespi dei bulbi per dare aria al tulipano.
Se ogni anno si tolgono i bulbi dalla terra tenerli fuori dalla portata dei topi.

Profondità di piantumazione: 
La profondità, alla quale deve essere posto il bulbo, è di 10/15 cm; tra un bulbo e l'altro mantenere la distanza di circa 10-25 cm, che comunque può variare a seconda della varietà e dell'effetto, più o meno fitto, che si vuole ottenere.

I tulipani prediligono terreni leggermente basici, ma gli ibridi da giardino riescono bene anche in suoli a reazione neutra o un poco acida.
Evitare di piantare tulipani in terreni con molta torba. Per i tulipani coltivati in vaso mettere attenzione al drenaggio.

 Luce: I tulipani devono essere piantati in una zona soleggiata e, al tempo stesso, riparata dai venti.




L'orto d'autuno



L’orto autunnale ed invernale non sarà colorato come quello estivo, ma ha i suoi bei vantaggi.
Non si innaffia, ci sono meno erbacce e di insetti, nessuna traccia.
Bisogna quindi piantare e far crescere velocemente i nostri ortaggi prima che arrivi il freddo intenso e che le giornate si accorcino troppo.

Cominciamo a pensarci per tempo.
Le piante che garantiscono i migliori risultati in questo periodo sono quelle della famiglia dei cavoli: cavoli cappucci, verze, cavolfiori, broccoli, broccoletti, cavolo toscano, cavoletti di bruxelles, cavolo cinese, rape. 

Ma crescono ancora anche spinaci, lattughe, cicorie, porri, finocchi, radicchi, valeriana,rapanelli, rucola e bietola che puoi ancora seminare direttamente a dimora.

Malattie delle piante



Funghi
 Mal bianco o muffa bianca Causata dal fungo oidio, si riconosce da macchie biancastre e polverose su foglie, steli e qualche volta anche sui fiori. Dapprima deforma le parti colpite e poi le dissecca completamente.

  Muffa grigia 
Provocata da diversi tipi di funghi, prolifera negli ambienti poco areati. Si manifesta con la comparsa dimacchie brunastre e in presenza di umidità, si forma una tipica muffa grigia che ricopre i germogli e i boccioli facendoli avvizzire e marcire. Si può estendere anche al terreno fino ai bulbi, tuberi e rizomi.

  Ruggine 
Sono funghi microscopici che infettano le foglie provocando pustole giallastre o rossastre sulla pagina inferiore e macchie tonde giallastre sulla pagina superiore. Le foglie ingialliscono, disseccano e la pianta deperisce lentamente.

  Fumaggine 
Funghi di vario tipo che rallentano lo sviluppo della piante attaccando il fusto, i rami e sopratutto le foglie che con il tempo avvizziscono e disseccano. L’infezione si manifesta sotto forma di uno strato grigio-nerastro .

  Macchie fogliari
Di varie forme (allungate, rotonde, ecc..) e colore ( giallastre, brunastre, grigiastre e nerastre), sono alterazioni che presentano aloni più chiari o più scuri , su cui non si sviluppa mai muffa. Le foglie colpite ingialliscono, disseccano e si lacerano.

  Marciume basale
Attacca la zona del colletto e delle radici e si manifesta con un marciume molle e scuro . Si diffonde molto velocemente sulle piante vicine che, una volta colpite, ingialliscono e avvizziscono.

  Marciume radicale
 Si riconosce dalla massa di micelio di colore bianco crema sul colletto. Colpisce soprattutto piante malate provocandone il deperimento e il disseccamento. In autunno, alla base delle piante arboree, il fungo responsabile di questa malattia (Armillariella mellea) si manifesta sotto forma di “chiodini”, funghi apprezzabili per il loro valore alimentare

  Batteri 
Annerimento batterico Si manifesta sotto forma di macchie traslucide, come fossero di grasso, che poi disseccano.

  Giallume dei bulbi 
Si presenta come macchie giallognole che tendono al bruno. Disseccano il bulbo fino a farlo marcire.

  Tumore radicale
 Si evidenzia sotto forma di escrescenze (galle) più o meno sferiche e legnose sul fusto e sulle radici di piante arbustive; la pianta deperisce e può morire.

  Virus 
Nanismo Riduce lo sviluppo della pianta che assume la tipica conformazione a rosetta.

  Gigantismo
 Sviluppo eccessivo di tutta la pianta o di alcuni organi di questa. È meno frequente.

  Alterazioni cromatiche
 Mutamento di colore e comparsa di screziature gialle oppure una pigmentazione anomala o infine, formazione di anelli cromatici di varie dimensioni.

  Alterazioni morfologiche 
Arrotolamento o bollosità sulle foglie, mutamenti di forma di foglie, fiori e frutti

  Funghi, batteri e virus
Provocano delle alterazioni sia a livello morfologico sia fisiologico e si manifestano con la comparsa di muffe o macchie, marciumi o pustole. I funghi colpiscono in ambienti umidi e caldi, soprattutto in primavera e autunno e ramificano sia all’interno che all’esterno dei tessuti vegetali. Ibatteri penetrano nella pianta attraverso lesioni o aperture naturali, mentre i virus sono attivi in semi, bulbi, tuberi, rizomi, talee e innesti o si trasmettono attraverso gli insetti, il polline, ecc…

Il cetriolo (Cucumis sativus L.)



Il cetriolo (Cucumis sativus L.) è una pianta annuale strisciante o rampicante che appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee.
 Ha forma allungata, simile a quella dello zucchino, buccia spessa, leggermente bitorzoluta e di colore verde, polpa bianca succosa, leggermente acidula, con semi nella parte centrale.
Viene mangiato crudo tagliato a fette in insalata o conservato
Raccolto immaturo, di piccole dimensioni (cetriolino), viene posto sotto aceto e consumato in antipasti misti ed entra affettato nella composizione della giardiniera. 


I cetrioli freschi, possono essere conservati in frigorifero per 7-8 giorni; in alternativa è possibile conservarli a fette mettendoli sotto sale. 
 I cetrioli, rispetto ad altri tipi di ortaggio, non hanno un particolare contenuto vitaminico; sono invece molto ricchi di potassio. 



Il cetriolo è un ortaggio che ha un basso contenuto calorico, per questo motivo è molto utilizzato nelle diete dimagranti; viene consumato soprattutto fresco in insalata ,ma può essere utilizzato per la preparazione di minestre calde o fredde. 
In diverse cucine orientali si usa consumarlo anche cotto. 
 Alcuni ritengono che il cetriolo sia poco digeribile, forse a causa del suo aroma particolare. 


 Semina 
Si semina  si può fare direttamente sul campo o anche in semenzaio.
All’aperto in aprile-maggio in buchette, distanti 40-50 cm alla distanza di 0,80-1 e 1,20-1,50 metri, mettendo tre-quattro semi per ogni buchetta, distanziati di 2-3 cm, quando le giovani piantine sono alquanto sviluppate si diradano lasciando una sola piantina per buchetta 


Coltivazione 
 Il cetriolo è una specie alquanto esigente e vuole terreni molto fertili, freschi, irrigui, preparati con una lavorazione profonda almeno 35-40 cm e concimati con 90-100 unità d’anidride fosforica e 200-250 unità d’ossido di potassio.
 E' indispensabile sostenere le piante con le speciali reti a maglia larghissima in plastica 


Irrigazione
Per avere una buona coltura, è fondamentale fare attenzione anche all'irrigazione: il cetriolo necessità di una quantità d'acqua costante, evitando, però, la formazione di pericolosi ristagni idrici.

 Potatura: 
è stato dimostrato che i cetrioli drisentono negativamente della cimatura sulle prime due foglie e sui rametti fruttiferi per cui è sconsigliata come pratica colturale.


 Parassiti 
I primi trattamenti si fanno con un cuprorganico sistemico, quindi s’interviene anche con amicino al piede delle piantine per il controllo del marciume del colletto molto pericoloso.
Altri trattamenti possono essere fatti per il controllo dell’oidio e dei pidocchi. 


 Coltivazione dei Cetrioli da sottaceti 
Per la coltura dei cetriolini da sottaceto si seguono le stesse norme della coltura precedente, ma non si cimano e la raccolta si fa molto anticipata cercando di levare frutti che abbiano raggiunto lo stesso volume. Si consiglia anche di seminarli a file semplici. 


 Curiosità:
 Già nel Cinquecento, il medico e umanista italiano Pietro Andrea Mattioli raccomandava i semi e il succo del cetriolo per "far bella la pelle". È indicato per ammorbidire la pelle che tende ad assumere una maggiore elasticità, il suo succo è consigliato dopo un'esposizione al sole, mentre la polpa è efficace per le pelli secche. Oltre a questo uso esterno, non bisogna dimenticare che il cetriolo è ricco di sali minerali, vitamina C e aminoacidi.

La rotazione delle culture nell'orto



La rotazione delle colture è una tecnica colturale dalle origini remotissime. Si tratta di una tecnica basata sull'alternare la coltivazione di una determinata pianta con un'altra.
La durata di questo periodo può essere varia; la rotazione delle colture infatti può essere biennale, triennale o quadriennale; la più utilizzata è molto probabilmente quest'ultima.
Con la rotazione delle colture ci si prefiggono scopi precisi, ovvero il mantenimento e/o il miglioramento della fertilità del suolo destinato alla coltivazione.
Quando si effettuano la sostituzione delle piante, le scelte non sono casuali, una certa pianta infatti deve essere sostituita da un'altra pianta appartenente a una famiglia botanica totalmente diversa affinché si possano ottenere i maggiori benefici e si possa mantenere costante la continuità del ciclo produttivo.


Criteri di scelta  per una buona rotazione

Una buona pratica dovrebbe, in linea di massima, far alternare le categorie di colture su indicate in modo tale da recuperare con piante miglioratrici gli effetti depauperanti delle colture che sono portate solo a sfruttare la fertilità del terreno.
In modo più puntuale, in orticoltura si può obbedire al principio di alternare:

1. piante a radici profonde (pomodoro) con piante a radici superficiali (lattuga)

2. colture tuberose come patata, carota ecc, con altre di cui si utilizzano i frutti o la parte aerea (peperone, cavolo broccolo, lattuga)

3.piante a chioma ampia (melanzana) con piante a portamento limitato (lattuga, cipolla, aglio)

4. piante che richiedono lavori di preparazione e cure colturali più accurate e più intense (pomodoro, carciofo) con altre meno esigenti sotto questo aspetto (zucchino, cereali)

5. piante  leguminose con piante particolarmente utilizzatrici di azoto (patata)
Coltura

favorevoli
sfavorevoli
asparagi
cereali, fragola
asparago, carota, patata,
bietola 
cipolla, fagiolino
spinacio
carciofi
bietola, frumento, patata, pomodoro,
carciofo
carote
aglio,cipolla,cucurbitacee,grano, patata, porro,
asparago,bietola, prezzemolo, sedano
cavolo cappuccio
lattuga, cipolla, cereali, pisello, carota
brassicacee
cipolle
cetriolo, leguminose, patata, pomodoro
cavolo, bietola
fagiolini
cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cetriolo
bietola,cucurbitacee
indivia
ravanello

lattuga
porro, spinacio
lattuga, mais dolce
melanzane

chenopodiacee,cucurbitacee, solanacee
patate
cavolfiore,zucchino,melone,fagiolino,pisello,
senape, cereali
melanzana,patata,peperone, pomodoro
pomodori
bietola,cavolfiore,cereali,cipolla,crucifere, fagiolino, sovescio di graminacee, spinacio
asparago,melone, pomodoro, solanacee
radicchio
pisello, porro
lattuga
spinaci
cavolo cappuccio
spinacio
zucca

cucurbitacee,leguminose, solanacee
zucchina
cavolo,pisello,fagiolino,fava,porro,patata, lattuga, cereali
cucurbitacee,melone,cetriolo, pomodoro



La pacciamatura


La pacciamatura è un'operazione che si effetua in agricoltura e in giardinaggio, ricoprendo il terreno con uno strato di materiale al fine di impedire la crescita delle malerbe, per mantenere l'umidità nel suolo, proteggere il terreno dall'erosione, diminuire il compattamento, mantenere la struttura e innalzare la temperatura del suolo d'inverno

Materiali: paglia, foglie secche, erba di sfalcio, corteccia di pino sminuzzata, cartone, ghiaia,  balle di juta ecc.

La pacciamatura estiva  permette al terreno di disidratarsi meno velocemente mentre in inverno ripara le radici delle piante dal gelo.

Es: La petunia, la zinna e le altre piante estive necessitano di pacciamatura con frammenti di corteccia di pino o con foglie secche costituendo uno strato alto 5 cm , in questo modo il terreno rimarrà umido più a lungo e la crescita delle erbacce è limitata.

Manutenzione
Ogni anno è necessario rastrellare la corteccia di pino e aggiungerne nuova. La pacciamatura è necessaria anche alle piante dell’orto sempre con corteccia di pino o materiale inorganico già dal mese di maggio dopo aver prima concimato.