Le tue piante di casa e appartamento

Consigli per la cura, la riproduzione e il mantenimento delle tue piante da appartamento o da giardino? Quì troverai tanti consigli per avere sempre piante sane e verdeggianti

Il tuo orto e terrazzo sempre rigogliosi

Il piacere di dedicarsi alla cura delle piante in casa,terrazzo o in giardino.

Le nostre succulente, come si curano e fanno fiorire ?

Il mondo esotico delle piante grasse si svela attraverso articoli interessanti, precisi e dettagliati.

L'orto di casa

E' solo un fazzoletto di terra? poco spazio ma tanta voglia di verde

Le piante carnivore

Le piante carnivore, uniche e peculiari nel regno vegetale, hanno forme curiose, fioriture strane, sono delle particolari piante che intrappolano e consumano animali e protozoi per sopravvivere, fiorire e riprodursi.

Visualizzazione post con etichetta fiori recisi. Mostra tutti i post
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La Gloriosa Superba, ovvero il giglio rampicante.


Gloriosa e superba: due parole che non hanno bisogno di spiegazione perchè identificano senza ombra di dubbio una delle più attraenti e belle bulbose a fioritura estiva.
I superbi fiori della gloriosa sbocciano in abbondanza e continuativamente per tutta la primavera e l'estate garantendo colore e fiori da recidere in abbondanza..
Pur essendo simili a gigli -ma molto più grandi- quando sono in boccio sembrano campanule di colore verde mentre quando sono aperti sembrano tante fiammelle di colore rosso – arancio composte da sei tepali gialli, arancio o rossi  dal bordo esterno arricciato.
Come fiore reciso si può usare sia il singolo fiore che il racemo terminale: se i fiori vengono colti prima che i tepali si estroflettano, possono durare in vaso anche otto giorni.
Nonostante sia originaria di zone tropicali caldo-umide, la Gloriosa sa adattarsi ad ambienti di coltivazione diversi, da terreni poveri e siccitosi ad altri, più confacenti, ricchi e umidi.
La coltivazione può iniziare in qualsiasi periodo dell’anno per la fornitura di fiori da taglio o di piante fiorite in vaso.

Concimazioni
La Gloriosa abbisogna nel periodo vegetativo di temperature al di sopra dei 18°C.Somministrare regolarmente concime liquido disciolto nell'acqua di annaffiatura.
Per quanto riguarda la luce, desidera un esposizioni soleggiate in inverno e ombreggiate in estate.

Annaffiature 
in primavera si deve irrigare progressivamente, ma le annaffiature devono essere sospese dopo la fioritura.

Terriccio
predilige terreno soffice, leggermente sabbioso,  ricco di sostanza organica e ben drenato per favorire il drenaggio dell’acqua ed evitare il marciume dei tuberi.

Cure
Recidere i fiori appassiti e sostenere la pianta con canne di bambù o posizionarla a ridosso di un gazebo, di una pergola o di grate a parete per rampicanti.

Moltiplicazione
Si moltiplica separando dalla pianta madre i tuberi, alla fine dell'inverno tagliando il tubero nella zona di connessione delle due braccia della V oppure da seme.
I semi devo essere ripuliti dalla pellicola raggrinzita e rossastra fino ad esporre un tegumento bruno scuro, per evitare la formazione di muffe durante la germinazione; per agevolare l’operazione si possono lasciare a bagno per 24 ore.
La germinazione è piuttosto lenta, sino a quattro mesi. Nel primo anno si formano tanti piccoli tuberi bozzoluti che solo nelle stagioni successive daranno origine ai caratteristici tuberi.

Malattie, parassiti 
Le malattie più frequenti sono gli afidi che colpiscono gli apici vegetativi, il ragnetto rosso che fa ingiallire precocemente le foglie e il marciume da batteriosi del tubero.
Contro gli afidi sono efficaci trattamenti con prodotti specifici.

Il giglio tigrato - Lilium lancifolium


Il Lilium lancifolium Thunb. (giglio tigrato della Cina) è una pianta appartenente alla famiglia delle Liliacee, viene coltivato in tutte le zone temperate, anche se è originario dell'estremo oriente, arriva fino al metro e mezzo d'altezza.
E' una pianta bulbosa perenne che può raggiungere un'altezza di 1,5 metri. Il bulbo è ovoidale e squamoso. Il fusto è dritto, verde, e porta foglie lanceolate, di circa 9 centimetri di lunghezza e 1-2 centimetri di larghezza.
Fiorisce tra giugno e settembre con fiori grandi, riuniti in infiorescenze dette "racemi", generalmente formate da 3-6 fiori.
I fiori, che non profumano, sono pendenti, grandi, con sepali e petali ripiegati in fuori e in basso (riflessi), di color arancione e con puntini violaceo-marroni.
  • Coltivazione
Come tutti i gigli in generale, è un fiore che cresce bene ovunque e su qualsiasi terreno purché sia profondo, fertile.
Possono essere coltivati in giardino, ma anche sul balcone all’interno di ampie fioriere.Necessitano di un suolo fertile e abbastanza umido, ma con un buon drenaggio, e vive bene in zone di semi-ombra
Dove gli inverni sono particolarmente rigidi, conviene coltivarli nei vasi, così si possono riporre all’interno se la temperatura scende troppo.
Temono il vento e le correnti d’aria.
  • Innaffiature
Per quanto riguarda le annaffiature, i Gigli tigrati vanno annaffiati regolarmente da marzo a settembre evitando i ristagni e lasciando asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Durante i restanti mesi vanno annaffiati ogni due settimane aggiungendo un concime liquido all’acqua.
  • Riproduzione
I semi dei Lilium non sempre germinano con facilità e spontaneamente.
All'ascella delle foglie crescono spesso piccoli bulbi (detti bulbilli) dai quali, se messi in terra, si possono ottenere nuove piantine.

  • Malattie e parassiti

Insetti Emitteri:
  1. Afide dei bulbi - la specie Yezabura tulipae provoca il deperimento dei bulbi stoccati in magazzino
  2. Afidi - le specie Myzodes persicae, Myzodes circumflexus e Myzodes ornatus, infestano le parti tenere della pianta formando fittissime colonie con la capacità di trasmettere i virus responsabili di mosaico e rosetta
Coleotteri:
  1. Criocera - adulti e larve di Lilioceris lilii divorano le foglie
  2. Galeruca del Narciso - la specie Exosoma lusitanica danneggia i bulbi e erode i fiori
Tisanotteri:
  1. Tripide delle serre - le femmine di Heliothrips haemorrhoidalis depongono le uova sulla pagina inferiore delle foglie, le punture causano ingiallimenti e arrossamenti sulle foglie che disseccano
  2. Tripide del tabacco - il genere Thrips tabaci causa danni simili al Tripide delle serre
Molluschi
  1. Lumache della specie Agriolimax reticulatus rodono le parti tenere dei bulbi e delle foglie
Miriapodi:
  1. Millepiedi gli adulti del genere Julus e della specie Blanjulus guttulatus provocano lesioni alle radici tenere e carnose, ai bulbi e alle foglie; secernono dal corpo un liquido nauseabondo
Funghi:
  1. Marciume dei bulbi - la specie Rhizopus necans provoca il marciume dei bulbi
  2. Marciume delle foglie - le foglie e gli steli attaccati da Botrytis elliptica deperiscono rapidamente soprattutto in ambienti caldo-umidi
  3. Muffa verde - varie specie di Penicillium attaccano i bulbi stoccati in magazzino
  4. Ruggine - le foglie attaccate da Uromyces lilii presentano pustole rossastre
  5. Virus:
Mosaico - causa screziature verdastre più o meno scure sulle foglie
Rosetta - provoca un addensamento della vegetazione nelle parti terminali, con ingiallimento e curvamento delle giovani foglie

  

Coltivare i garofani con successo



I garofani sono specie erbacee di solito perenni e rustiche;  vengono utilizzate per la decorazione di aiuole, giardini rocciosi e sempre più spesso balconi..
Le piante di questo genere sono tutte velenose: le foglie, a contatto con la pelle, possono causare ulcerazioni; mentre, se ingerite, rappresentano un potente veleno ad azione sul cuore.
La fioritura dei garofani avviene tra aprile -ottobre a seconda delle specie.


Varietà di garofani

Le varietà di garofani sono tante alcune di breve durata, altre invece annuali o biennali altre ancora perenni.
Tra le specie più diffuse ricordiamo il garofano comune, G. caryophillus, il G. barbatus noto come garofan0 dei poeti, e il G. superbus intensamente profumato.


Tutte le varietà non necessitano di particolari cure; amano le posizioni abbastanza soleggiate, purché possano godere del refrigerio dell'ombra nelle ore più calde del giorno


Terreno
Pur preferendo terreni sciolti, il garofano si adatta bene anche a terreni pesanti purchè venga assicurato un buon drenaggio ed una buona dotazione di sostanza organica.

Innaffiature

Per una buona fioritura necessitano di annaffiature regolari nelle settimane primaverili, con clima mite; le precipitazioni in genere ci sono d'aiuto, ma se la primavera si presenta particolarmente siccitosa è bene annaffiare i garofani quando il terreno appare asciutto.


Spuntatura 
questa sin pratica solo nel garofanino e interessa solo la prima fase di coltivazione. Prevede di asportare la gemma centrale con il bottone fiorale, raramente è necessario spuntare i rami laterali poiché il garofanino cresce ben compatto.



Concimazione
 le specie perenni vanno concimate in primavera ogni 20 giorni con concime specifico per piante da fiore, diluito nell’acqua delle annaffiature oppure ogni 3 – 4 mesi con concime granulare a lento rilascio.



Trattamenti Antiparassitari:

dopo il trapianto, per prevenire le malattie delle radici e del colletto(Rhizoctonia solani, Pythium ultimum, Phytophthora spp.), irrigare il vaso con uno dei seguenti fungicidi: propamocarb (Previcur 100 ml/hl), Toclofos-methyl (Rizolex 150 g/hl) ripetere il trattamento altre volte per via fogliare.



L'Anthurium


L'anthurium è una pianta a fogliame decorativo della famiglia delle Araceae originaria dell'America equatoriale e sub-equatoriale.
Il genere Anthurium comprende diverse specie che devono essere coltivate esclusivamente in serra calda, alcune apprezzate come piante ornamentali per i fiori molto decorativi come l' Anthurium andraeanum e l' Anthurium scherzeranum con fiori (spesso utilizzati anche come fiori recisi) formati da una grande spata color rosso-lacca, salmone, bianco o rosa, uno spadice sottile ben eretto da cui originano i fiori.
Le foglie sono grandi cordiformi o lanceolate, la fioritura dura da giugno a settembre.Questa pianta è di coltivazione abbastanza semplice, per ottenere però una fioritura molto prolungata ed una pianta sana e rigogliosa è necessario prestarle qualche cura, o otterremo un pane di radici che porta pochissime foglie e nessun fiore

La sistemazione in casa dell'anthurium è la penombra luminosa, mai in piena luce o al sole diretto e lontano da possibili correnti d'aria.
  • Fioritura
La fioritura dura da giugno a settembre, ma si può sfruttare la tendenza naturale della pianta a fiorire di più in inverno per avere vasi fioriti da dicembre a Pasqua. 
Il vero fiore non è la brattea ma si trova sullo spadice ed è costituito da minuscole protuberanze. Le spate fiorali durano molto a lungo, ne esistono diverse varietà con tonalità differenti (rosso-arancio, bianco, rosa, giallo o con punteggiature bianche).

Gli Anthurium necessitano di una temperatura intorno ai 20°C, non scendere sotto i 10°C. Si possono coltivare o mantenere anche a temperature inferiori, ma crescono e fioriscono poco. 
Le esigenze non cambiano durante il periodo vegetativo. 
Per favorire una fioritura migliore l'anno successivo, è necessario esporla ad un "periodo freddo", cinque settimane di temperatura minima intorno ai 12°C. durante il corso della notte.
  • Cura
L'anthurium va annaffiato abbondantemente ma senza eccedere facendo in modo che la terra non rimanga mai asciutta

Le foglie vanno periodicamente pulite dalla polvere con uno straccio morbido bagnato d'acqua. Non usare MAI lucidanti fogliari che otturano gli stomi della pianta impedendole le normali funzioni fisiologiche.

Circa ogni due anni, utilizzando un terriccio ricco di torba e dopo aver cosparso il fondo del vaso con ciottoli o argilla espansa per garantire un miglior drenaggio idrico

Attenzione agli sbalzi di temperatura che non sono molto graditi.
Durante l'estate vegetano molto bene a temperature di 23-25°C circondata da un ambiente umido mentre d'inverno le temperature non devono scendere sotto i 15°C.

Eccessi di annaffiature, che portano il terreno ad essere sempre bagnato, inzuppato di acqua, portano spesso allo sviluppo rapido di dannosi marciumi radicali o del colletto, che si manifestano con il vistoso ingiallimento del fogliame, concomitante alla presenza di vegetazione molliccia, e di fusti che ricadono.
  • Terriccio
Gli anthurium sono piante semiepifite che ichiedono un substrato molto grossolano, ricco di sostanza organica e con un ph compreso tra 5 e 6.
  • Moltiplicazione
Si possono moltiplicare per divisione dei cespi, talea o seme. La divisione dei cespi viene effettuato in marzo-aprile, avendo cura che ogni parte presenti almeno un germoglio e utilizzando una miscela di terreno uguale a quella usata per la pianta madre. 
  • Malattie
  1. Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e lasciano la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con prodotti specifici.
  2. Malattie fungine: si manifestano sulle foglie con macchie brune o giallastre e attaccano più facilmente le specie con foglie vellutate sulle quali ristagnino a lungo gocce d’acqua. Le foglie colpite devono essere asportate e la pianta va trattata con prodotti anticrittogamici.
  3. Cocciniglia cotonosa: può attaccare gli anturi, specie in presenza di clima caldo e secco. Occorre eliminarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale 
  4.  Marciumi radicali: fare molta attenzione al drenaggio dei vasi, per evitare ristagni d’acqua sul fondo del vaso (riempire lo stesso con un terzo di materiale di drenaggio).
  5. Ingiallimento delle foglie: può essere causata da eccessive annaffiature.
  6. Fiori che non compaiono o non si aprono del tutto: la pianta non è stata concimata bene.

Autunno: tempo di tulipani!





Quando piantare i bulbi di tulipano?


Tutti i tulipani fanno parte del genere Tulipa della famiglia delle Liliaceae.
Si tratta di bulbose originarie prevalentemente dalla Turchia e dall'Asia Minore, ma anche dall'Estremo Oriente e parzialmente dall'aree mediterranea.
Si conoscono oltre 100 specie e numerosissime varietà e ibridi naturali.

Periodo di piantumazione: Autunno. 

Planting bulbI bulbi dei tulipani si piantano in autunno o alla fine dell'inverno sia in piena terra che in vaso. I bulbi possono essere lasciati a dimora per un paio d'anni dopo di chè sarà bene dividere i cespi dei bulbi per dare aria al tulipano.
Se ogni anno si tolgono i bulbi dalla terra tenerli fuori dalla portata dei topi.

Profondità di piantumazione: 
La profondità, alla quale deve essere posto il bulbo, è di 10/15 cm; tra un bulbo e l'altro mantenere la distanza di circa 10-25 cm, che comunque può variare a seconda della varietà e dell'effetto, più o meno fitto, che si vuole ottenere.

I tulipani prediligono terreni leggermente basici, ma gli ibridi da giardino riescono bene anche in suoli a reazione neutra o un poco acida.
Evitare di piantare tulipani in terreni con molta torba. Per i tulipani coltivati in vaso mettere attenzione al drenaggio.

 Luce: I tulipani devono essere piantati in una zona soleggiata e, al tempo stesso, riparata dai venti.




La margherita (Chrysanthemum leucanthemum)


Le margherite (Chrysanthemum leucanthemum)  piante erbacee perenne della famiglia delle Asteracee, sono uno dei fiori più amati e facili da coltivare.
Può raggiungere un’altezza di 90 cm. Le foglie sono divise in basali (spatolate con i margini seghettati) e superiori (profondamente incise).
Si coltiva con successo sia in piena terra per abbellire il nostro giardino, che in vaso.

Concimazioni 
E' utile intervenire con fertirrigazioni bilanciate (1:0,5:1 in inverno e 1:0,5:2 dall’inizio di febbraio) a concentrazioni del 1-1,5 ‰ nella fase centrale del ciclo e anche 2 ‰ in quella finale. Periodicamente si integra la fertirrigazione con microelementi e chelati di ferro e magnesio per favorire lo sviluppo ed avere una buona colorazione fogliare.
Segue la guida per la coltivazione delle margherite in vaso, dalla semina alla riproduzione per talea, alle cure colturali, dalla concimazione alla cimatura e innaffiatura, dal rinvaso alla protezione dalle condizioni climatiche avverse, alla difesa dagli attacchi dei parassiti animali e vegetali.

Condizioni climatiche ideali:
prediligono un clima caldo-temperato ed un’esposizione soleggiata per almeno 5-6 ore al giorno. Temono le condizioni climatiche estreme, con temperature che scendono di 6-7 gradi sotto lo zero. In presenza di tali eventi, vanno riparate in serre non riscaldate. Per la coltivazione in vaso, quest’ultimo può essere collocato sia sul balcone, dove la pianta potrà usufruire della luce diretta del sole, che in un angolo della casa bene illuminato, possibilmente con una temperatura prossima ai 16- 18° C.

Caratteristiche del terreno: risulta indicato un terreno sabbioso, con un PH acido - neutro, asciutto, fertile ricco di humus e ben drenato.

Scelta del vaso: il mercato offre diverse tipologie di vasi che differiscono per forma, grandezza e materiale.
Per le margherite va bene ogni forma, da quella quadrata a quella rettangolare o circolare. Anche il materiale può essere scelto in base al gusto personale: terracotta, legno, cemento e graniglia, ceste di vimini, anche se sono da preferire quelli in plastica, più economici e leggeri, facili da spostare. Circa le dimensioni, se si opta per un vaso circolare il diametro non deve scendere al di sotto dei 18-20cm.

Riproduzione delle margherite: preferibilmente per semina, oppure per talea.

Per semina. Il periodo migliore per la semina va da fine inverno-inizio primavera, febbraio-marzo. Una volta scelto il vaso, coprite i buchi sul fondo con piccoli sassi o frammenti di coccio per drenare l'eccesso d'acqua e riempitolo con il terriccio fino a pochi cm dal bordo.
Distribuite i semi e copriteli con un sottile strato di terreno.
Procedete con una leggere innaffiatura con uno spruzzatore per evitare di modificare la distribuzione dei semi.
Coprite il vaso con un foglio di plastica trasparente fino alla germinazione.
 Le nuove piantine saranno pronte per essere estirpate e piantate nella dimora definitiva nella seconda metà della stagione primaverile.

Per talea.
Per lo scopo, si utilizzano alcune parti della pianta esistente (cima del germoglio o parte mediana del germoglio) tagliate e collocate nel terreno per favorirne la germinazione. I periodi migliori per la riproduzione per talea coincidono con le stagioni fresche, autunno e primavera. Per la margherita la lunghezza ottimale delle talee é prossima ai 10-12 cm. In attesa dell’impianto, per impedire che le talee appassiscano, si consiglia di metterle in acqua o di bagnare le foglie di tanto in tanto. Ogni talea necessita di un proprio vaso. Non esporre le talee alla luce diretta del sole.

Annaffiatura: 
le margherite vanno innaffiate con regolarità durante la stagione vegetativa, da marzo a settembre, per ridurre man mano gli interventi passando all’autunno, quindi all'inverno.
Come per tutte le piante va innaffiata quando il terreno risulta completamente asciutto.
Per le piante tenute all’esterno, durante l’estate è necessario annaffiare anche due volte al giorno, per poi passare a due volte alla settimana durante le stagioni intermedie, diradando gli interventi d’inverno, quando potrebbero risultare sufficiente anche due interventi al mese.
Bisogna fare attenzione affinché  il terriccio risulti sempre leggermente umido ma mai eccessivamente bagnato. L'eccessiva umidità  comporta il manifestarsi di muffe grigie che aggrediscono la pianta facendola ammalare.

Potatura:
solo le margherite da vaso necessitano di cimatura per avere una fioritura abbondante: subito dopo l’appassimento delle corolle occorre tagliare le cime sfiorite per favorire nuove nascite.

Rinvaso:
se le vostre margherite appaiono ingiallite o iniziano a cadere le foglie, se appassiscono velocemente è arrivato il momento del “rinvaso” in un contenitore più capiente.
Sistemate sul fondo del nuovo vaso uno leggero strato di ghiaia o di cocci, continuate con uno strato di nuovo terriccio umido ma non bagnato e ponete la pianta da rinvasare. Continuate l’operazione coprendo la massa con altro terriccio, arrivando all’orlo del vaso.
Un’abbondante annaffiatura completa il travaso.



Prevenzione dai parassiti


Come tutte le piante anche le margherite possono essere aggredite da parassiti e ammalarsi.
I principali parassiti delle margherite sono gli afidi che si attaccano agli teli
Anche le chiocciole ed i ragnetti rossi vanno ghiotti per le margherite e ne rovinano foglie e fiori.
Le margherite posso anche soffrire di malattie fungine e batteriche che ne provocano l’avvizzimento.

Per combattere gli afidi si possono impiegare pacciamature e le composizioni povere di azoto.
La difesa consiste nella pulitura e asportazione delle parti colpite dal parassita e nel trattamento con litotamnio, macerato d’ortica e cenere di legna
Impedire l’attacco delle chiocciole è possibile circondando la pianta con sabbia o cenere.
Per difendere le margherite da attacchi fungini occorre sopprimere i parassiti vettori ma in genere non è possibile guarire la pianta colpita e dunque esse vanno estirpate e distrutte per impedire il contagio alle piante circostanti
Sebbene difficili da debellare, le malattie fungine possono essere prevenute mediante l’uso di attrezzi da lavoro sempre ben puliti edisinfettati..

Proprietà medicinali delle margherite


La pianta delle margherite ha notevoli proprietà terapeutiche: antispasmodica, astringente e tossifuga. Utile per curare la tosse, coliche intestinali, dolori addominali e del mestruo. Per le proprietà analgesiche è un ottimo rimedio per scottature, infiammazioni di bocca, gola e gengive. Ottima anche per stimolare il metabolismo e favorire il dimagrimento. Viene utilizzata in cucina per dare sapore alle insalate.

La Zinnia



La Zinnia, è una pianta semirustica appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Il genere Zinnia comprende specie erbacee annuali o perenni alte da 50 a 100 cm, con numerosi ibridi orticoli dalle forme nane o giganti.
Vengono coltivate come annuali in vaso e giardino a scopo ornamentale

Si utilizzano nei giardini per aiuole e bordure, o in vaso sui terrazzi, e grazie alla lunga durata dei capolini, viene coltivata industrialmente per la produzione del fiore reciso 

Le zinnie richiedono un’esposizione in pieno sole, ma tollerano anche la parziale ombra. Si consiglia di posizionare la pianta in un luogo luminoso, non soggetto a sbalzi di temperatura e a correnti d’aria, che potrebbero danneggiare la pianta. La zinnia sopporta molto bene il caldo, ma non resiste al freddo, pertanto è preferibile non esporla a temperature minime inferiori agli 8-10°C.

Coltivazione
Le zinnie non hanno bisogno di eccessive annaffiature perché sono in grado di resistere anche a brevi periodi di siccità. Vanno annaffiate con acqua a temperatura ambiente ma senza eccedere. Raccomandiamo di  evitare i ristagni d’acqua che potrebbero danneggiare la pianta, pertanto è preferibile lasciare che la terra si asciughi tra un’irrigazione ed un’altra.

Parassiti e malattie
La zinnia può essere colpita dall’oidio, malattia dovuta ad un fungo, che si presenta con macchie biancastre sulle foglie; il rimedio consiste nell’utilizzare un fungicida specifico. Un altro nemico della zinnia è la cocciniglia farinosa, che succhia la linfa della pianta e forma una sostanza appiccicosa su cui si forma la muffa, e che determina la caduta di foglie e fiori; in questo caso bisogna intervenire trattando la pianta con un insetticida specifico.

Semina
I semi raccolti dai fiori secchi dell’anno precedente si seminano in semenzaio protetto a fine inverno nel periodo febbraio - marzo oppure direttamente in piena terra a maggio.

Trapianto

Il trapianto delle piantine di zinnie si effettua da aprile-maggio in poi, in buche distanti tra loro 30 cm nella variante nana e circa 50 centimetri nella variante gigante.

Cimatura
Cimare frequentemente le zinnie a livello della quarta foglia per stimolare l’emissione di nuovi getti laterali e nuovi fiori.

Semina
Quando si seminano le zinnie in piena terra, per creare aiuole e bordure, è preferibile mantenere una distanza di circa 30 cm tra una piantina ed un’altra; in questo modo si creerà un insieme compatto e piacevole da vedere.












Bocca di leone - Antirrhinum majus



Nome comune: Bocca di leone o Bocca di lupo.
Famiglia: Scrofulariaceae.
Provenienza: regioni mediterranee.
Descrizione genere: comprende 42 specie di piante perenni e annuali delle quali la più diffusa risulta A. majus.
E' una pianta erbacea perenne coltivata come annuale originaria dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.La particolarità di questa pianta sta senz'altro nei fiori, parzialmente tubolari, con due labelli, che si aprono premendo il fiore ai lati, ricordando la bocca di un leone o di un drago

I colori sono molti, dal giallo al rosso al rosa, esistono anche varietà bicolori e screziate. Il fiori lasciano il posto a baccelli legnosi che contengono numerosi semi fertili. Per avere fioriture più abbondanti levare gli steli di fiori appassiti, si consiglia anche di cimare le giovani piante per ottenere una crescita più compatta.

Se si coltiva in vaso, devono essere utilizzati contenitori di 12-14 cm. di diametro per ogni singola pianta, oppure di 25 cm. di diametro per un gruppo di tre piante. 

Esposizione
le bocche di leone necessitano di essere coltivate in pieno sole per poter ottenere una buona fioritura; se si vogliono coltivare come piante perenni in inverno è consigliabile coprirle con tessuto non tessuto, per evitare che gelino.

Moltiplicazione
Normalmente le bocche di leone si riproducono per seme.

Malattie e parassiti 

Afidi: attaccano foglie, fiori e nuovi germogli in accrescimento. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

Ruggine: è causata da un fungo e si manifesta con la comparsa di pustole scure sui fusti e sulle foglie. In caso di attacco forte, la pianta può seccare e morire. Si combatte con prodotti specifici. Varietà resistenti alla ruggine sono: “Harrison’s Rust Resistent”, “Scarlet Monarc”, “Yellow Monarc” ecc.

Muffa delle bocche di leone: è causata da un fungo (Peronospora antirrhini), che attacca in modo particolare le piante giovani, determinando la deformazione delle foglie, che si arricciano e si ricoprono di una muffa grigiastra, e l’arresto della crescita degli esemplari colpiti. Si combatte con prodotti specifici.

Muffa grigia: è un fungo (Botrytis cinerea) che provoca la comparsa di macchie scure e, successivamente, di ammassi polverulenti grigi su fiori e fusti. È facilitata nella sua diffusione da piantagioni molto fitte. Bisogna eliminare le parti colpite e l’eventuale terriccio “ammuffito”, nonché trattare la pianta con un prodotto anticrittogamico.

Marciume del piede e marciume radicale: sono provocati da funghi che attaccano la zona del colletto e le radici. Le parti colpite diventano scure e marciscono. Si combattono eliminando le piante infette, evitando ristagni di acqua e utilizzando, all’occorrenza, prodotti specifici.

Marciume delle piantine dei semenzai: causato da un fungo (Pythium debaryanum), che colpisce le piantine giovani all'altezza del colletto, il quale diventa biancastro e raggrinzito. 
Le piantine avvizziscono e muoiono in poco tempo.
 Bisogna evitare ambienti caldo-umidi senza areazione e semenzai troppo fitti e, all’occorrenza, utilizzare prodotti specifici.

Realizziamo un cestino con ranuncoli


Cestino con ranuncoli
Cosa ti serve

- 1 ciotola cilindrica in plastica di 15 cm di diametro;
- 25 foglie di galax (dal fiorista);
- 1 tubetto di colla vegetale per fioristi (nei Garden center);
- 50 steli di ranuncoli.
- 1 spugna da fiorista

Come si procede?

Incollare le foglie di Galax tutto attorno alla ciotola con la colla vegetale
Inserire la spugna da fiorista nella ciotola
Versare acqua quanto basta
Inserire i ranuncoli fino a coprire tutti gli spazi