Le tue piante di casa e appartamento

Consigli per la cura, la riproduzione e il mantenimento delle tue piante da appartamento o da giardino? Quì troverai tanti consigli per avere sempre piante sane e verdeggianti

Il tuo orto e terrazzo sempre rigogliosi

Il piacere di dedicarsi alla cura delle piante in casa,terrazzo o in giardino.

Le nostre succulente, come si curano e fanno fiorire ?

Il mondo esotico delle piante grasse si svela attraverso articoli interessanti, precisi e dettagliati.

L'orto di casa

E' solo un fazzoletto di terra? poco spazio ma tanta voglia di verde

Le piante carnivore

Le piante carnivore, uniche e peculiari nel regno vegetale, hanno forme curiose, fioriture strane, sono delle particolari piante che intrappolano e consumano animali e protozoi per sopravvivere, fiorire e riprodursi.

Hobby: Margherite a punto croce




La margherita (Chrysanthemum leucanthemum)


Le margherite (Chrysanthemum leucanthemum)  piante erbacee perenne della famiglia delle Asteracee, sono uno dei fiori più amati e facili da coltivare.
Può raggiungere un’altezza di 90 cm. Le foglie sono divise in basali (spatolate con i margini seghettati) e superiori (profondamente incise).
Si coltiva con successo sia in piena terra per abbellire il nostro giardino, che in vaso.

Concimazioni 
E' utile intervenire con fertirrigazioni bilanciate (1:0,5:1 in inverno e 1:0,5:2 dall’inizio di febbraio) a concentrazioni del 1-1,5 ‰ nella fase centrale del ciclo e anche 2 ‰ in quella finale. Periodicamente si integra la fertirrigazione con microelementi e chelati di ferro e magnesio per favorire lo sviluppo ed avere una buona colorazione fogliare.
Segue la guida per la coltivazione delle margherite in vaso, dalla semina alla riproduzione per talea, alle cure colturali, dalla concimazione alla cimatura e innaffiatura, dal rinvaso alla protezione dalle condizioni climatiche avverse, alla difesa dagli attacchi dei parassiti animali e vegetali.

Condizioni climatiche ideali:
prediligono un clima caldo-temperato ed un’esposizione soleggiata per almeno 5-6 ore al giorno. Temono le condizioni climatiche estreme, con temperature che scendono di 6-7 gradi sotto lo zero. In presenza di tali eventi, vanno riparate in serre non riscaldate. Per la coltivazione in vaso, quest’ultimo può essere collocato sia sul balcone, dove la pianta potrà usufruire della luce diretta del sole, che in un angolo della casa bene illuminato, possibilmente con una temperatura prossima ai 16- 18° C.

Caratteristiche del terreno: risulta indicato un terreno sabbioso, con un PH acido - neutro, asciutto, fertile ricco di humus e ben drenato.

Scelta del vaso: il mercato offre diverse tipologie di vasi che differiscono per forma, grandezza e materiale.
Per le margherite va bene ogni forma, da quella quadrata a quella rettangolare o circolare. Anche il materiale può essere scelto in base al gusto personale: terracotta, legno, cemento e graniglia, ceste di vimini, anche se sono da preferire quelli in plastica, più economici e leggeri, facili da spostare. Circa le dimensioni, se si opta per un vaso circolare il diametro non deve scendere al di sotto dei 18-20cm.

Riproduzione delle margherite: preferibilmente per semina, oppure per talea.

Per semina. Il periodo migliore per la semina va da fine inverno-inizio primavera, febbraio-marzo. Una volta scelto il vaso, coprite i buchi sul fondo con piccoli sassi o frammenti di coccio per drenare l'eccesso d'acqua e riempitolo con il terriccio fino a pochi cm dal bordo.
Distribuite i semi e copriteli con un sottile strato di terreno.
Procedete con una leggere innaffiatura con uno spruzzatore per evitare di modificare la distribuzione dei semi.
Coprite il vaso con un foglio di plastica trasparente fino alla germinazione.
 Le nuove piantine saranno pronte per essere estirpate e piantate nella dimora definitiva nella seconda metà della stagione primaverile.

Per talea.
Per lo scopo, si utilizzano alcune parti della pianta esistente (cima del germoglio o parte mediana del germoglio) tagliate e collocate nel terreno per favorirne la germinazione. I periodi migliori per la riproduzione per talea coincidono con le stagioni fresche, autunno e primavera. Per la margherita la lunghezza ottimale delle talee é prossima ai 10-12 cm. In attesa dell’impianto, per impedire che le talee appassiscano, si consiglia di metterle in acqua o di bagnare le foglie di tanto in tanto. Ogni talea necessita di un proprio vaso. Non esporre le talee alla luce diretta del sole.

Annaffiatura: 
le margherite vanno innaffiate con regolarità durante la stagione vegetativa, da marzo a settembre, per ridurre man mano gli interventi passando all’autunno, quindi all'inverno.
Come per tutte le piante va innaffiata quando il terreno risulta completamente asciutto.
Per le piante tenute all’esterno, durante l’estate è necessario annaffiare anche due volte al giorno, per poi passare a due volte alla settimana durante le stagioni intermedie, diradando gli interventi d’inverno, quando potrebbero risultare sufficiente anche due interventi al mese.
Bisogna fare attenzione affinché  il terriccio risulti sempre leggermente umido ma mai eccessivamente bagnato. L'eccessiva umidità  comporta il manifestarsi di muffe grigie che aggrediscono la pianta facendola ammalare.

Potatura:
solo le margherite da vaso necessitano di cimatura per avere una fioritura abbondante: subito dopo l’appassimento delle corolle occorre tagliare le cime sfiorite per favorire nuove nascite.

Rinvaso:
se le vostre margherite appaiono ingiallite o iniziano a cadere le foglie, se appassiscono velocemente è arrivato il momento del “rinvaso” in un contenitore più capiente.
Sistemate sul fondo del nuovo vaso uno leggero strato di ghiaia o di cocci, continuate con uno strato di nuovo terriccio umido ma non bagnato e ponete la pianta da rinvasare. Continuate l’operazione coprendo la massa con altro terriccio, arrivando all’orlo del vaso.
Un’abbondante annaffiatura completa il travaso.



Prevenzione dai parassiti


Come tutte le piante anche le margherite possono essere aggredite da parassiti e ammalarsi.
I principali parassiti delle margherite sono gli afidi che si attaccano agli teli
Anche le chiocciole ed i ragnetti rossi vanno ghiotti per le margherite e ne rovinano foglie e fiori.
Le margherite posso anche soffrire di malattie fungine e batteriche che ne provocano l’avvizzimento.

Per combattere gli afidi si possono impiegare pacciamature e le composizioni povere di azoto.
La difesa consiste nella pulitura e asportazione delle parti colpite dal parassita e nel trattamento con litotamnio, macerato d’ortica e cenere di legna
Impedire l’attacco delle chiocciole è possibile circondando la pianta con sabbia o cenere.
Per difendere le margherite da attacchi fungini occorre sopprimere i parassiti vettori ma in genere non è possibile guarire la pianta colpita e dunque esse vanno estirpate e distrutte per impedire il contagio alle piante circostanti
Sebbene difficili da debellare, le malattie fungine possono essere prevenute mediante l’uso di attrezzi da lavoro sempre ben puliti edisinfettati..

Proprietà medicinali delle margherite


La pianta delle margherite ha notevoli proprietà terapeutiche: antispasmodica, astringente e tossifuga. Utile per curare la tosse, coliche intestinali, dolori addominali e del mestruo. Per le proprietà analgesiche è un ottimo rimedio per scottature, infiammazioni di bocca, gola e gengive. Ottima anche per stimolare il metabolismo e favorire il dimagrimento. Viene utilizzata in cucina per dare sapore alle insalate.

Hobby - maglia pomodoro

Cappellino Pomodoro
Ecco un modello semplice, un bel cappellino da realizzare d'estate e indossare d'autunno.



Malattie del pomodoro


Ruggine 

Le piante infette presentano macchie brunastre e nere sui frutti che si deteriorano rapidamente. Non c’è rimedio ne guarigione;la malattia può essere controllata se si distruggono le foglie e i frutti non appena mostrano sintomi di infezione. E’ possibile prevenirla somministrando un adatto fungicida a primavera inoltrata, seguito da un secondo trattamento due settimane più tardi.

Muffa delle foglie

E’ una malattia molto grave per le piante allevate in serra, meno se allevata all'aperto. I sintomi si manifestano con una muffa grigiastra sulla pagina inferiore delle foglie e macchie gialle su quella superiore. Togliete e bruciate tutte le foglie infette e spruzzate le piante con un fungicida sistemico.
 La causa della malattia va cercata nella carenza di circolazione dell'aria, anche se all'aperto.

Marciume apicale

L'estremità apicale del frutto diviene di colore bruno-nerastro, si rattrappisce e, infine, marcisce. Non esiste un rimedio; la causa è dovuta ad innaffiature irregolari e difettose.

Ingiallimento

Non si tratta di un attacco parassitario ma di una alterazione fisiologica. l frutti colpiti presentano una grossa macchia gialla e indurita e in quella zona il frutto non matura. Può essere causato da eccessiva esposizione al sole o da una deficienza di potassio. 

Spaccature dei frutti

Sono causate da innaffiature troppo abbondanti a piante carenti d'acqua. I frutti, in queste condizioni, non possono assorbire in modo sufficientemente celere l'acqua per cui la loro epidermide si spacca. A volte è difficile prevenire il fenomeno quando, a periodi di gran siccità, si seguono notevoli piogge, a meno che non si provveda ad innaffiare regolarmente durante i periodi si siccità.

Arricciamento fogliare

Quando le foglie si arricciano verso l'alto, significa che le piante si trovano su un  terreno troppo ricco di azoto. Qualche volta l'arricciamento può essere causato anche da piccole quantità di erbicida .
I pomodori sono particolarmente delicati e  vulnerabili a questi prodotti; la loro somministrazione deve essere eseguita con molta attenzione.

Ragnetto rosso

Questo piccolissimo acaro, molto dannoso nelle serre, in piantagioni all'aperto non causa danni evidenti. L'ambiente secco lo agevola. I ragnetti rossi vivono e si nutrono sulla pagina inferiore delle foglie che si macchiano e si ingialliscono. Per eliminarli irrorate o impolverate con un prodotto adatto. I ragnetti rossi non gradiscono l'acqua, quindi una regolare irrorazione ne limiterà la diffusione.

L’alternaria 

L’alternaria è una malattia fungina principalmente diffusa sulle piante orticole (pomodoro, patate, peperone, carota…). Si manifesta con la formazione di macchie scure dalla forma circolare sia sui frutti, che successivamente marciscono, che su qualsiasi altro organo della pianta.
Questa malattia può essere molto grave in quanto può provocare il deperimento della pianta e causare grosse perdite di raccolto.





La rotazione delle culture nell'orto



La rotazione delle colture è una tecnica colturale dalle origini remotissime. Si tratta di una tecnica basata sull'alternare la coltivazione di una determinata pianta con un'altra.
La durata di questo periodo può essere varia; la rotazione delle colture infatti può essere biennale, triennale o quadriennale; la più utilizzata è molto probabilmente quest'ultima.
Con la rotazione delle colture ci si prefiggono scopi precisi, ovvero il mantenimento e/o il miglioramento della fertilità del suolo destinato alla coltivazione.
Quando si effettuano la sostituzione delle piante, le scelte non sono casuali, una certa pianta infatti deve essere sostituita da un'altra pianta appartenente a una famiglia botanica totalmente diversa affinché si possano ottenere i maggiori benefici e si possa mantenere costante la continuità del ciclo produttivo.


Criteri di scelta  per una buona rotazione

Una buona pratica dovrebbe, in linea di massima, far alternare le categorie di colture su indicate in modo tale da recuperare con piante miglioratrici gli effetti depauperanti delle colture che sono portate solo a sfruttare la fertilità del terreno.
In modo più puntuale, in orticoltura si può obbedire al principio di alternare:

1. piante a radici profonde (pomodoro) con piante a radici superficiali (lattuga)

2. colture tuberose come patata, carota ecc, con altre di cui si utilizzano i frutti o la parte aerea (peperone, cavolo broccolo, lattuga)

3.piante a chioma ampia (melanzana) con piante a portamento limitato (lattuga, cipolla, aglio)

4. piante che richiedono lavori di preparazione e cure colturali più accurate e più intense (pomodoro, carciofo) con altre meno esigenti sotto questo aspetto (zucchino, cereali)

5. piante  leguminose con piante particolarmente utilizzatrici di azoto (patata)
Coltura

favorevoli
sfavorevoli
asparagi
cereali, fragola
asparago, carota, patata,
bietola 
cipolla, fagiolino
spinacio
carciofi
bietola, frumento, patata, pomodoro,
carciofo
carote
aglio,cipolla,cucurbitacee,grano, patata, porro,
asparago,bietola, prezzemolo, sedano
cavolo cappuccio
lattuga, cipolla, cereali, pisello, carota
brassicacee
cipolle
cetriolo, leguminose, patata, pomodoro
cavolo, bietola
fagiolini
cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cetriolo
bietola,cucurbitacee
indivia
ravanello

lattuga
porro, spinacio
lattuga, mais dolce
melanzane

chenopodiacee,cucurbitacee, solanacee
patate
cavolfiore,zucchino,melone,fagiolino,pisello,
senape, cereali
melanzana,patata,peperone, pomodoro
pomodori
bietola,cavolfiore,cereali,cipolla,crucifere, fagiolino, sovescio di graminacee, spinacio
asparago,melone, pomodoro, solanacee
radicchio
pisello, porro
lattuga
spinaci
cavolo cappuccio
spinacio
zucca

cucurbitacee,leguminose, solanacee
zucchina
cavolo,pisello,fagiolino,fava,porro,patata, lattuga, cereali
cucurbitacee,melone,cetriolo, pomodoro



La pacciamatura


La pacciamatura è un'operazione che si effetua in agricoltura e in giardinaggio, ricoprendo il terreno con uno strato di materiale al fine di impedire la crescita delle malerbe, per mantenere l'umidità nel suolo, proteggere il terreno dall'erosione, diminuire il compattamento, mantenere la struttura e innalzare la temperatura del suolo d'inverno

Materiali: paglia, foglie secche, erba di sfalcio, corteccia di pino sminuzzata, cartone, ghiaia,  balle di juta ecc.

La pacciamatura estiva  permette al terreno di disidratarsi meno velocemente mentre in inverno ripara le radici delle piante dal gelo.

Es: La petunia, la zinna e le altre piante estive necessitano di pacciamatura con frammenti di corteccia di pino o con foglie secche costituendo uno strato alto 5 cm , in questo modo il terreno rimarrà umido più a lungo e la crescita delle erbacce è limitata.

Manutenzione
Ogni anno è necessario rastrellare la corteccia di pino e aggiungerne nuova. La pacciamatura è necessaria anche alle piante dell’orto sempre con corteccia di pino o materiale inorganico già dal mese di maggio dopo aver prima concimato.

La Clemantis


Queste piante perenni di tipo arbustivo, volubile o rampicante possono essere alte (o lunghe nel caso di specie lianose) fino a diversi metri (10 e più). 
Le Clematis appartengono alla famiglia botanica delle Ranunculaceae, la stessa di Peonie, Ellebori, Anemoni e Aquilegie; sono piante perenni e possono essere rampicanti, erbacee o legnose; a foglia caduca o sempreverde.
I bellissimi fiori di queste piante, sono caratterizzati da una certa assenza di coesione tra i vari organi fiorali. . I colori di varie tonalità sono vivaci e vistosi (verde-giallognolo, rosso, viola o bianco).
 Emettono un debole profumo lievemente mielato e non producono nettare. 


Coltivazione

Temperatura: tutte le clematidi resistono bene a temperature basse invernali, anche se scendono di diversi gradi sotto lo zero.

Luce:condizione indispensabile per lo sviluppo sano e vigoroso di una Clematis è quella di tenere la base della pianta all'ombra e le parti alte preferibilemte baciate dal sole del mattino.
Quindi è meglio prediligere l'esposizione ad est/nord-est, soprattutto se ci troviamo al Sud, perchè ciò che le clematidi temono più di ogni altra cosa è il calore intenso.

Annaffiature e umidità ambientale: il terreno intorno alle radici deve essere costantemente umido, ma non stagnante.

Terriccio: prediligono terreni alcalini.

Potatura:Questa operazione, da eseguirsi con affilate forbici da giardinaggio disinfettate, incoraggia la ramificazione della Clematis e ne stimola una fioritura più abbondante.
Andrebbe eseguita tra la fine di febbraio o al massimo agli inizi di aprile, a seconda delle località, ma mai oltre la metà di aprile per non penalizzarne la fioritura.
Il taglio va eseguito sempre a distanza di 0,5-1 cm dalla prima coppia di gemme ugualmente sane e sviluppate. Inoltre, occorre eliminare tutte le foglie secche o avvizzite, i vari piccioli e tutte le parti morte a causa del freddo.

Concimazioni ed accorgimenti : le Clemantis si mettono a dimora a maggio. E' bene distribuire alla base delle piante, uno strato di foglie o di letame maturo o torba. Se le piante sono in vaso distribuire concime minerale ogni 2-4 settimane da marzo-aprile a metà luglio. Ottimo se ricco di azoto e potassio e povero di fosforo. Per crescere ,essendo una rampicante, ha bisogno del sostegno di appositi supporti.
Ad ogni autunno, pacciamare con letame maturo, magari coperto con compost, terriccio, torba, foglie, ecc. È bene che la pacciamatura sia spessa almeno 8-10 cm, ed estesa per circa 60 cmq intorno alla pianta, purchè non giunga a diretto contatto con gli steli basali. Questa è sicuramente una delle operazioni più propizie per la vigoria e la salute di una clematide.


Parassiti:

Oidio - si presenta come una muffa biancastra sulle foglie e sui giovani germogli, soprattutto in condizione di forte caldo ed elevata umidità. L'oidio non è in genere fatale per la pianta, ma va curato usando gli  appositi fungicidi, come ad esempio quelli a base di zolfo.

Il marciume radicale - Si tratta di una malattia fatale per la Clematis. Il marciume si manifesta con la fuoriuscita di una sostanza vischiosa e giallastra dalla base degli steli in prossimità del suolo. Di solito non ci sono rimedi,se non il tentativo di asportare tutte le parti malate e bruciarle.

Parassiti - I parassiti non presentano un problema per le Clematis. Se si verifica la presenza di afidi, lumache, forbicine, ecc., dovrebbe essere applicato un trattamento simile a quello adottato per ogni altra pianta, scegliendo sia tra i comuni antiparassitari chimici.
Tra i rimedi naturali  ci sono le spruzzature di acqua e sapone per gli afidi; una ciotolina con della birra per le lumache e un vasetto a fil di terreno con del muschio secco per attirare le forbicine e catturarle.

Riproduzione - Per talea.Questo metodo di moltiplicazione, da effettuare in tarda primavera, consiste nel piegare delicatamente fino al suolo un lungo ramo della clematide, ed interrarlo parzialmente; lo si può interrare direttamente nel terreno, o in un vaso capiente (circa 4-5 litri) riempito con un composto di torba e sabbia in parti uguali.

Come si rinvasa la Camelia?



Il genere Camelia, comprende circa 70 specie di piante a portamento arbustivo o arboreo, con foglie persistenti e lucide e fiori, semplici, semidoppi o doppi e che assumono colorazioni che vanno dal bianco al rosso.
Le camelie possono essere coltivate tranquillamente in vaso, con la possibilità di ripararle dal gelo nella stagione invdernale, nelle zone a clima più rigido.

Malattie, parassiti, piccoli problemi.
  • - Afidi e cocciniglie: sono visibili a occhio nudo e si manifestano con produzione di macchie scure sul fogliame che diventa anche appiccicoso. Bisogna ripulire la pianta e trattarla con prodotti insetticidi per gli afidi; anticoccidici per le cocciniglie (per queste si può ricorrere anche allo strofinamento della parte con un batuffolo imbevuto di acqua e alcool).
  • - Gelate: danneggiano foglie, gemme e fiori.
  • - Piccole macchie scure sulle foglie: possono essere causate dal terreno eccessivamente calcareo.
  • - Neve: se lasciata sulle foglie, può causare delle bruciature
Il rinvaso della pianta di Camelia andrà effettuato ogni anno per le piante che hanno pochi anni di vita, dopo si potrà effettuarlo anche ogni due o tre anni. 
Le Camelie non sono difficili da coltivare in vaso ma è importante seguire questi semplici suggerimenti; la moltiplicazione si effettua per seme ma si ottengono risultati più sicuri effettuando le talee.


L’operazione va svolta in una giornata mite e senza vento, che potrebbe asciugare le microradici superficiali. 

  1. Togliete la pianta dal suo vecchio vaso e osservate attentamente le radici. 
  2. Se queste sono quasi invisibili, scegliete un contenitore di poco più grande (aumentate il diametro di circa 5-7 cm) - se sono arrotolate, incastrate, occorre procurarsi un vaso di dimensioni maggiori. In questo modo, la pianta troverà spazio per lo sviluppo e non richiederà rinvasi per almeno 2-4 anni. 
  3. Una volta rimosso il pane di terra, rimuovete parte del terriccio superficiale che incrosta le radici. 
  4. Ora preparate il nuovo vaso, in terracotta o plastica. 
  5. Spezzettate grossolanamente dei cocci per coprire i fori di drenaggio. 
  6. Stendete uno strato di argilla espansa di almeno 2 dita o anche di più se il contenitore è grande.
  7.  Il terriccio deve essere grossolanamente sbriciolato per evitare di lasciare zolle compatte. 
  8.  Ponete la pianta nel nuovo contenitore, facendo in modo che la linea di interramento sia a circa 2 cm dal bordo. Il colletto (punto di innesto tra fusto e radici) non deve essere mai coperto. 
  9. Spargete qualche granulo di concime organico a lenta cessione: fornirà nutrimento graduale alle radici in attecchimento. 
  10. Compattate bene con le mani la superficie e innaffiate con delicatezza.


Come coltivare e far fiorire il Glicine



La Wisteria, comunemente conosciuta col nome di glicine, è originaria dell'estremo Oriente e più esattamente della Cina e del Giappone ed appartiene alla famiglia delle Papilionaceae.

Si tratta di un genere di 10 specie di arbusti rampicanti e rustici.

ll glicine è una delle piante rampicanti più robuste e conosciute. Nei nei nostri climi vive bene quindi risulta anche facile da coltivare.

Se volete acquistare un glicine, è meglio farlo in primavera quando è fiorito, ovvero fine Aprile/Maggio


Perché un glicine, anche in buona salute, non fiorisce?

Ci sono piante infatti, anche molto vecchie che senza motivo apparente, non hanno mai fiorito,  ed altre che hanno dato dei fiori piccoli o scialbi o tardivi.

La ragione principale potrebbe essere che è glicine  riprodotto per seme. I glicini  riprodotti da seme hanno un periodo giovanile molto lungo durante il quale non c'è fioritura. Questo periodo di  "maturazione" può durare 10 o anche15 anni.
Quando comprate un Glicine chiedete al vostro fornitore le più ampie garanzie.

Alcune varietà di Wisteria floribunda (Glicine del Giappone) anche se riprodotte per innesto hanno un periodo giovanile che dura da 2 a 4 anni durante il quale non c'è fioritura. 
Queste varietà sono le più appariscenti nella fioritura, bisogna avere pazienza.
Il terreno più indicato è di tipo argilloso, ma il glicine si adatta a vivere bene in qualunque tipo di terreno, l'importante è che questo sia ben drenato e ricco di sostanza organica

Potate regolarmente il vostro Glicine, la potatura esalta la fioritura. 

Moltiplicazione
può' avvenire sia per talea che per innesto. Nel primo caso nel periodo che va dalla fine di luglio alla fine di agosto si prelevano dei rami dell'anno e si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia ad una temperatura non inferiore a 16 ° C, per un migliore attecchimento è meglio nebulizzare dell'acqua sulle foglie, più volte al giorno.
Nella moltiplicazione ad innesto, nel mese di marzo occorre prelevare delle marze dalla pianta, ed innestarle sulla radice della Wisteria sinensis, successivamente interrare e mantenere ad una temperatura di 16 -18 °C.
La pianta del glicine può essere propagata anche per propaggine o da seme ( ma è sconsigliato)


Concimazione: Non concimate il Glicine con concimi azotati, questa sostanza esalta la crescita a discapito della fioritura, il Glicine è una Leguminosa e provvede da se al proprio fabbisogno di azoto. Concimate invece con concimi a base di Fosforo che aiuta la maturazione delle gemme.Concimare 1 o 2 volte l'anno con concimi complessi che contengano azoto, fosforo e potassio. Dopo 2 o 3 anni, quando la pianta si è bene irrobustita diminuite le concimazioni azotate sino a sospenderle del tutto. Alle piante adulte e sane continuate solo a dare del concime a base di fosforo solamente 1 volta all'anno.

Potatura

La potatura del glicine è sempre necessaria. Serve per contenerne l'eccessiva crescita e per dargli una forma più ordinata.

Potatura estiva: la potatura estiva favorisce la maturazione delle future gemme da fiore. Si fa nel mese di Luglio/Agosto e consiste nell'accorciare i rami di 1 anno lasciandoli lunghi 1 metro circa. E' opportuno tagliare via anche tutti i polloni e gli stoloni che si sono formati al piede della pianta. Questi tolglierebbero vigore e se la pianta è d'innesto e potrebbero essere dei polloni selvatici assolutamente inutili.

 Potatura Invernale: - Si fa in inverno dopo la caduta delle foglie. In zone fredde è meglio aspettare la fine del gelo. Si devono accorciare tutti i rami di 1 anno lasciando 4/6 gemme. Eliminare con l'occasione anche i rami deboli, rotti o secchi e tutti i polloni alla base del fusto. Nel caso si voglia allungare la pianta si deve lasciare un ramo adatto e legarlo nella forma e direzione voluta.


Malattie 
IL glicine è una pianta molto rustica e robusta, ma viene attaccato da parassiti e funghi come ogni  essere vivente.

  • Afide nero - I pidocchi delle piante si vedono a occhio nudo specialmente in primavera e nelle stagioni umide. Con la stagione calda e asciutta il problema si risolve senza interventi particolari. Può essere pero'dannoso solo sulle giovani piante. Se necessario trattare il giovane glicine con un prodotto aficida .
  •  Ragno rosso - Si manifesta nella stagione calda e asciutta, colpisce tutta la pianta ma soprattutto le foglie adulte dandogli un tipico aspetto "foglia bruciacchiata". Infatti spesso viene confuso la mancanza d'acqua. Con l'arrivo della stagione più fresca il problema si risolve.  In caso di forti attacchi trattare con un prodotto acaricida ripetendo il trattamento dopo 10 giorni. 
  •  Malattie crittogamiche - attacchi fungini di Oidio (Mal bianco) che produce macchie biancastre irregolari sulle foglie, talvolta vengono attaccati anche i giovani germogli.
  •  La Cercospora  produce sulle foglie macchie circolari 
  • La Phyllosticta che produce piccole macchie necrotiche. Nessuna di queste malattie crea seri danni e normalmente non è necessario fare alcun trattamento. 
  • L' Agrobacterium tumefacens - è un batterio che si insedia nell'apparato radicale e può portare alla morte piante anche molto vecchie. Non c'e rimedio per questa malattia, ma per fortuna è molto rara. 
  • La carie del legno -sono funghi che si insinuano tra tronchi delle piante molto vecchie facendo morire progressivamente il legno. Possono arrivare a colpire l'intero tronco e quindi a far morire la pianta. Con l'aiuto di arnesi taglienti e disinfettati asportare completamente il legno morto sino a mettere a nudo quello sano e spennellare con pasta fungicida. L'operazione, se fatta accuratamente, ferma l'infezione e risana il nostro glicine donando un aspetto vissuto al tronco. 
  •  Clorosi - questa non è una malattia ma una sofferenza della pianta dovuta alla sfavorevole reazione del terreno che impedisce l'assorbimento del ferro da parte delle radici. Il fogliame  diventa giallastro, nei casi più gravi viene compromessa anche la fioritura. Distribuire intorno alla pianta del solfato di ferro 30/50 gr per mq e dello zolfo in polvere 50/100 gr a mq. Ripetere una o due volte all'anno tutti gli anni. Talvolta il problema è dovuto alla presenza di calcinacci interrati. In tal caso occorre bonificarlo.

Glicine rosa

Le orchidee




Ne esistono circa 650 mentre le Specie sono circa 25.000. 
Gli ibridi sono innumerevoli (circa 100.000)

Sono diffuse un po' ovunque ma per la maggior parte sono originarie delle zone umide della fascia intertropicale.


Le Orchidee sono piante che hanno organi riproduttivi visibili ed appartengono al:

Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta (ex Angiospermae)
Classe: Liliopsida (ex Monocotyledones)
Subclasse: Liliidae
Ordine: Orchidales (o Asparagales)
Famiglia: Orchidaceae

In Italia abbiamo circa 85 specie spontanee di orchidee, distribuite nelle zone umide sia di montagna che in pianura.

Nell'orchidea o l'impollinazione è totale o non avviene per niente; il fiore ha un lungo periodo di attesa della fecondabilità addirittura fino ad un mese e questo spiega perchè le orchidee che non sono state fecondate durano tanto anche come fiore reciso.

La petunia


Petunia è un genere di piante dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, originarie del Brasile.Negli ultimi anni la Petunia ha conosciuto un notevole successo commerciale, soprattutto grazie agli ibridi a portamento ricadente che hanno invaso il mercato guadagnando una notevole fetta di mercato nell'ambito dei fiori da balcone

Coltivazione e cura
Le petunie si coltivano in vaso sui terrazzi, sia il genere erette che ricadenti.
Piante rustiche facili da coltivare, richiedono una buona esposizione al sole o mezzo-sole. Il terreno deve essere particolare: fertile e ricco di sostanze organiche, drenante e leggero.
Il terreno troppo sciolto o sabbioso, oppure quello povero di elementi nutritivi, rallenta notevolmente la crescita della petunia, che così sviluppa pochi fiori.
Le petunie abbastanza esigenti per quanto riguarda le annaffiature; possono sopportare alcune ore di siccità, ma le piante tendono ad appassire rapidamente in caso di carenza di acqua prolungata; annaffiare, quindi, con regolarità, ogni 2-3 giorni, intensificandole durante i mesi estivi. In ogni caso evitare di lasciare acqua stagnante ed attendere che il terreno sia asciutto tra un'annaffiatura e l'altra 



Concimazione
La petunia ha bisogno di frequenti e costanti concimazioni.
Per dare il giusto apporto nutritivo alla petunia occorrono concimi liquidi per piante annuali, da diluire nell’acqua per l’innaffiatura.

Parassiti
Il maggior parassita è il ragnetto rosso.  Le foglie assumono colore grigio - giallastro, talvolta rugginoso. Vengono attaccate anche dagli afidi


Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene con la semina invernale sotto vetro e successivo trapianto dopo la fine del periodo freddo, o seminando in pieno campo in primavera nelle zone fredde o in autunno nelle regioni con inverni miti.
Le varietà pregiate, non riproducibili per seme, vengono moltiplicate agamicamente per mezzo di talea fatte svernare sotto vetro.

Il Croton (Codiaeum variegatum)


Il Croton, o Codiaeum variegatum, è un arbusto di piccole o medie dimensioni, appartenente alla famiglia delle euphorbiaceae, originario della Malesia e delle Isole del Pacifico.
E' una pianta ornamentale originaria di zone a clima equatoriale.Richiede infatti una elevata umidità ambientale ed una temperatura il più possibile costante tra il giorno e la notte intorno ai 23-25°C.
Le sue foglie sono coriacee, persistenti e lucide. Inconfondibili, non tanto per la forma che può essere ovale o allungata (simile a quelle della Magnolia), ma per la vivacità dei colori screziati che lo contraddistinguono.

Consigli
Se le foglie ancora verdi cominciano a rovinarsi o accartocciarsi probabilmente l’ambiente è troppo secco. Spostare la pianta in un luogo più umido evitando eventuali sbalzi di temperatura che le faranno cadere.
La luce è un altro elemento fondamentale per il croton (codiaeum) richiedendo molta illuminazione ma mai in pieno sole o vicino ai vetri 

Concimazione
E' opportuno usare un concime liquido nell’acqua d’irrigazione, da diluire ogni 15 gg in primavera-estate e una volta ogni 2 mesi in autunno-inverno.

Nella scelte del concime occorre tenere conto che la composizione migliore per il croton (codiaeum) è un rapporto tra Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) di 15:9:15 vale a dire 15 parti di Azoto, 9 parti di Fosforo e 15 parti di Potassio. Inoltre è importante che abbia anche i "microelementi" quali il Magnesio (Mg), il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.


Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene solitamente in primavera per talea, prelevandola dall'apice dei getti laterali. Dopo aver tagliato la parte interessata questa va lasciata in acqua per un giorno e poi interrata.

La Zinnia



La Zinnia, è una pianta semirustica appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Il genere Zinnia comprende specie erbacee annuali o perenni alte da 50 a 100 cm, con numerosi ibridi orticoli dalle forme nane o giganti.
Vengono coltivate come annuali in vaso e giardino a scopo ornamentale

Si utilizzano nei giardini per aiuole e bordure, o in vaso sui terrazzi, e grazie alla lunga durata dei capolini, viene coltivata industrialmente per la produzione del fiore reciso 

Le zinnie richiedono un’esposizione in pieno sole, ma tollerano anche la parziale ombra. Si consiglia di posizionare la pianta in un luogo luminoso, non soggetto a sbalzi di temperatura e a correnti d’aria, che potrebbero danneggiare la pianta. La zinnia sopporta molto bene il caldo, ma non resiste al freddo, pertanto è preferibile non esporla a temperature minime inferiori agli 8-10°C.

Coltivazione
Le zinnie non hanno bisogno di eccessive annaffiature perché sono in grado di resistere anche a brevi periodi di siccità. Vanno annaffiate con acqua a temperatura ambiente ma senza eccedere. Raccomandiamo di  evitare i ristagni d’acqua che potrebbero danneggiare la pianta, pertanto è preferibile lasciare che la terra si asciughi tra un’irrigazione ed un’altra.

Parassiti e malattie
La zinnia può essere colpita dall’oidio, malattia dovuta ad un fungo, che si presenta con macchie biancastre sulle foglie; il rimedio consiste nell’utilizzare un fungicida specifico. Un altro nemico della zinnia è la cocciniglia farinosa, che succhia la linfa della pianta e forma una sostanza appiccicosa su cui si forma la muffa, e che determina la caduta di foglie e fiori; in questo caso bisogna intervenire trattando la pianta con un insetticida specifico.

Semina
I semi raccolti dai fiori secchi dell’anno precedente si seminano in semenzaio protetto a fine inverno nel periodo febbraio - marzo oppure direttamente in piena terra a maggio.

Trapianto

Il trapianto delle piantine di zinnie si effettua da aprile-maggio in poi, in buche distanti tra loro 30 cm nella variante nana e circa 50 centimetri nella variante gigante.

Cimatura
Cimare frequentemente le zinnie a livello della quarta foglia per stimolare l’emissione di nuovi getti laterali e nuovi fiori.

Semina
Quando si seminano le zinnie in piena terra, per creare aiuole e bordure, è preferibile mantenere una distanza di circa 30 cm tra una piantina ed un’altra; in questo modo si creerà un insieme compatto e piacevole da vedere.












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